sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Socialisti, radicali, verdi:
un pungolo laico e libertario
Pubblicato il 10-06-2016


Le elezioni amministrative hanno lanciato un messaggio molto chiaro al mondo laico, socialista, azionista, liberale, radicale, ecologista: frammentati e divisi ci si condanna alla marginalità ed irrilevanza politica. Viceversa, unendo le energie, confrontando ed incrociando i percorsi, si potrebbe proporre al Paese quel pungolo libertario e riformatore di cui ha innegabilmente bisogno.

Da anni sostegno un bisogno di unità di questa area politica. Unità non significa identità di vedute su tutto, ma capacità di trovare obiettivi comuni, di condurre insieme battaglie, di intrecciare le storie e proporsi agli elettori con un progetto politico insieme plurale ed unitario. Qualcosa che non si riduca ad una sommatoria di sigle volta a superare l’ostacolo della soglia di sbarramento. Ma che miri a offrire una chance all’elettore che oggi non trova nel panorama politico un soggetto fino in fondo affidabile nella difesa della laicità dello Stato e delle Istituzioni, nella promozione dei diritti civili e sociali, nella difesa dell’ambiente, di una idea forte di Europa federale, di democrazia e Stato di Diritto.

Molti i temi su cui sarebbe possibile ed urgente un agire comune, tra cui: giustizia giusta e carceri, eutanasia legale, antiproibizionismo sulle droghe, difesa della ricerca scientifica e delle professioni intellettuali e della conoscenza, matrimonio egualitario, riduzione dei costi della Chiesa, sburocratizzazione della PA, nuovo welfare, diritto alla casa ed allo studio, bonifiche ambientali, energie green, rigenerazione degli spazi urbani. Solo per fare alcuni esempi. Un simile soggetto politico potrebbe trovare e dare forza anche a quanti, dentro al Partito Democratico, vorrebbero una evoluzione del centrosinistra italiano in senso moderno ed europeo. E potrebbe intercettare la simpatia ed il consenso di molti delusi del M5S, che sognavano un movimento civico un po’ anarchico e si trovano a fare i conti con espulsioni e giustizialismo.

Da qualche tempo si sta aprendo nel Partito Socialista Italiano un dibattito sulla idea di rilanciare l’intuizione che si legava alla proposta della Rosa nel Pugno, troppo frettolosamente accantonata, allargandone opportunamente i confini al mondo ecologista. Per questa ragione ho deciso di iscrivermi per la prima volta al PSI: una sorta di scommessa e di impegno a sostenere questa prospettiva.

Mi piacerebbe che “Avanti Online”, diretto dall’ottimo Mauro del Bue, che di questa prospettiva ha spesso parlato nei suoi interventi, divenisse uno spazio di confronto aperto. Mi piacerebbe che militanti e dirigenti del PSI, di Radicali Italiani e galassia radicale, dei Verdi, dell’associazionismo laico e del mondo liberale intervenissero, mandando contributi e riflessioni. Iniziando a porsi nell’ottica di un confronto collaborativo e tra pari. Aprendo un cantiere di lavoro e di speranza.

Fabio Ruta

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Commenti all'articolo
  1. Bravo Fabio, complimenti per il tuo articolo.
    Non mi sono ancora iscritto al PSI, pur condividendone tutti gli ideali, perchè quando lo farò cercherò di mettere anche il mio impegno personale. Lo farò presto.
    Intanto del tuo articolo condivido tutto!
    Questa è l’unica strada che ci rimane per poter tornare ad essere protagonisti.
    Quando si va in una coalizione bisogna sempre rinunciare a qualcosa o a lottare, all’interno del nuovo partito, per far passare le proprie idee.
    Ma questo non è un ostacolo. D’altra parte, non si fa proprio questo quando si va contro le idee della sponda opposta?
    Questo è politica. Conta l’unità d’intenti e la condivisione di ideali comuni.
    Ma la strada futura è solo questa.

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