domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Stepchild adoption. Cassazione, sì per tutelare il minore
Pubblicato il 22-06-2016


step-child-adoptionSi riapre la disputa sulla stepchild adoption, la Cassazione oggi ha infatti confermato una sentenza della Corte di Appello di Roma – che era stata impugnata dal pg – con la quale è stata accolta una domanda di adozione di una minore proposta dalla partner della madre con questa stabilmente convivente. La Cassazione precisa che lo stato di abbandono o la mancanza dei genitori non è l’unica condizione per la quale si possa chiedere l’adozione, la stepchild adoption “prescinde da un preesistente stato di abbandono del minore e può essere ammessa sempre che alla luce di una rigorosa indagine di fatto svolta dal giudice, realizzi effettivamente il preminente interesse del minore”.

La Prima sezione civile ha chiarito che l’adozione si accorda in casi particolari: ovvero se realizza “pienamente il preminente interesse del minore”. Nel dettaglio, la Suprema Corte ha evidenziato che la stepchild adoption “non determina in astratto un conflitto di interessi tra il genitore biologico e il minore adottando, ma richiede che l’eventuale conflitto sia accertato in concreto dal giudice”.  “Meno male che c’è la Cassazione. Altra conferma per la bontà delle adozioni.” Ha commentato il segretario del Psi, Riccardo Nencini.  “Ancora una volta dove manca il legislatore intervengono i tribunali. E ancora una volta è una sentenza a dover stabilire i diritti del minore e a colmare un vuoto legislativo terribile”. “Questa sentenza come altre – ha proseguito Nencini – è la dimostrazione che nella legge sulle unioni civili – una buona legge che si aspettava da tempo – bisognava avere più coraggio e prevedere la stepchild adoption. E’ una questione di civiltà. E di diritti” – ha concluso.

La nuova sentenza prende così atto della realtà delle relazioni familiari presenti in Italia, così come evidenziato da Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e presidente del Comitato Diritti umani: “Come previsto, il vuoto normativo lasciato nella legge sulle Unioni civili con lo stralcio della stepchild adoption è stato colmato dall’intervento della magistratura”. La deputata socialista ha poi sottolineato: “Dopo i pronunciamenti dei Tribunali, avvenuti nei mesi scorsi, oggi è la Cassazione, le cui sentenze fanno giurisprudenza, ad affermare che l’adozione del figlio o della figlia del proprio partner è concessa se realizza pienamente il preminente interesse del minore. Interesse del quale ci preoccupavamo principalmente noi che abbiamo sostenuto fino all’ultimo la stepchild. Questa è un’altra prova – conclude Locatelli – del fatto che il mondo reale non si ferma per le opinioni e i veti di una parte del mondo cattolico e delle forze politiche più reazionarie”.
Diversamente da destra sono arrivate le prime alzate di scudi. “La decisione con cui una sezione della Cassazione ha confermato la sentenza della Corte d’appello di Roma in favore della stepchild adoption conferma purtroppo i timori sulla deriva giurisprudenziale conseguente alla legge ideologica sulle unioni civili disegnate come simil-matrimoni”. Afferma Maurizio Sacconi, NCD.
“Continua il processo di sovversione antropologica incoraggiato dalla sinistra al quale sarà necessario opporre la possibilità per il popolo tutto di esprimersi attraverso un referendum sulla genitorialità omosessuale”. Conclude il Presidente della Commissione lavoro del Senato Maurizio Sacconi.

Liberato Ricciardi

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