martedì, 6 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

STOP MANIFESTAZIONI
Pubblicato il 15-06-2016


Guerriglia a Parigi 1La Francia nella bufera come non accadeva da decenni stretta tra le manifestazioni di protesta contro la nuova legge sul lavoro e la nuova offensiva del terrorismo cui si è aggiunto l’allarme dell’arrivo imminente di altri terroristi anche nel confinante Belgio.

La nuova allerta terrorismo
Dopo lo shock del terrificante assassinio della coppia di poliziotti davanti al figlioletto di tre anni a opera di un ‘cane sciolto’ dell’Isis, al premier Valls e al presidente Hollande non è restato altro che esprimere dolore e annunciare il solito, ed evidentemente inutile, rafforzamento dell’allerta antiterrorismo che davvero nulla o quasi può davanti a singoli killer che si attivanoi autonomamente e poi si cuciono addosso l’etichetta di appartenti all’Isis.
Il responsabile, Larossi Abballa, non solo era ben conosciuto dalle forze di sicurezza, era stato processato e condannato per reati di terrorismo, ma era anche sotto sorveglianza, considerato come un possibile pericolo eppure ha potuto portare a termine il suo attacco solitario perché a meno di non stravolgere le regole del diritto e di instaurare uno Stato di polizia sospendendo le garanzie costituzionali, arrestando preventivamente tutti i sospetti, non ci saranno mai forze sufficienti a proteggersi da questo genere di eventi. Una considerazione che genera frustrazione nell’opinione pubblica, ma cionondimento è stata esplicitata ieri dallo stesso premier. “Questa guerra – ha detto Valls – durerà una generazione. Altri innocenti perderanno la vita. Mi si accuserà di generare ancora più ansia, ma la realtà è questa”. In un’intervista radiofonica Valls ha rifiutato ogni processo ai servizi di sicurezza dopo l’assassinio dei due poliziotti da parte di un sospetto, segnalato e sottoposto a intercettazioni telefoniche. “Non permetterò che si parli del benché minimo errore, né di mancanza di discernimento; è sempre un fallimento quando due pubblici ufficiali vengono assassinati così”. “Facciamo fronte a una minaccia globale, abbiamo un nemico interno, individui autoradicalizzati che possono agire con pochissimi mezzi”.

E oggi – secondo quanto riferito da un funzionario di polizia francese all’agenzia di stampa Ap – è arrivato il nuovo allarme con l’avviso alla polizia e all’antiterrorismo dai colleghi belgi che piccoli gruppi di estremisti hanno lasciato la Siria diretti in Francia e Belgio per compiere attentati.

Stop alle manifestazioni
E c’era quasi da aspettarselo l’annuncio del presidente François Hollande in questo clima, con le difficoltà aggiuntive di garantire l’ordine pubblico fuori dagli stadi per le partite di Euro 2016 e l’incubo di un tracollo elettorale nelle presidenziali del 2017, che non ci saranno “più autorizzazioni a manifestare se non viene garantita la protezione dei beni e delle persone”. Hollande, secondo quanto ha riferito il portavoce del governo al termine del Consiglio dei ministri, ha aggiunto che – dopo i gravi incidenti di ieri a Parigi – le future autorizzazioni a manifestare saranno esaminate “caso per caso”. Il presidente ha ricordato il rispetto delle libertà, in particolare quella di manifestazione e di sciopero, ma ha ricordato il “contesto particolare” attuale, con gli europei di calcio in Francia e la lotta al terrorismo. Stesse considerazioni da Manuel Valls, che ha chiesto alla Cgt di non organizzare più a Parigi manifestazioni che possano sfociare in violenze, come ieri, e ha ribadito che il governo non modificherà il progetto di riforma del lavoro, la Loi travail, o meglio ‘Legge El Khomri’, dal nome della ministra del lavoro Myriam El Khomri. Intervistato su France Inter, Valls ha rivolto pesanti accuse al sindacato, asserendo che il servizio d’ordine ha avuto un atteggiamento “ambiguo” nei confronti dei casseur che hanno imperversato lungo tutto il corteo. Ed ha aggiunto che ieri c’erano “molti più ultrà” e teppisti del solito, 700-800. “Queste manifestazioni non possono più continuare così – ha proseguito – e faccio appello alla responsabilità di un sindacato, la Cgt, che ieri, è chiaro, è stato sopraffatto. Gli chiedo di non organizzare più questo tipo di manifestazione a Parigi. Caso per caso, ci assumeremo le nostre responsabilità”. L’articolo 2 e gli altri principali punti del jobs act, di cui la Cgt chiede il ritiro, “non possono essere modificati e saranno adottati”, ha ribadito il premier.

Ieri nel corso degli incidenti tra manifestanti e polizia ci sono stati almeno 40 feriti, tra cui 29 poliziotti e 58 fermi tra i dimostranti.
Armando Marchio

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