mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Turchia. Nuovo attentato, 11 morti e 36 feriti
Pubblicato il 07-06-2016


Terrorismo attentato Istanbul 07062016L’obiettivo dei terroristi a Istanbul era un pulmino della polizia e l’autobomba esplodendo ne ha uccisi 7, ma ha ucciso anche quattro passanti e ha fatto 36 feriti. È questo il bilancio – secondo SkyNews che cita il governatore della città – dell’ultimo attentato avvenuto oggi in Turchia, il seso in un anno con un bilancio complessivo di 200 morti.
Gli agenti colpiti appartenevano alle brigate antisommossa, l’attentato nel pomeriggio non era stato ancora rivendicato, ma il presidente Recep Tayyp Erdogan ha già sollevato l’indice accusando i curdi del Pkk, il partito comunista curdo che da decenni si batte per l’indipendenza del Kurdistan.
Quattro persone sono state fermate e sono attualmente sotto interrogatorio per l’attentato.
L’ordigno è stato fatto detonare a distanza al passaggio dell’autobus su cui viaggiavano gli agenti nel quartiere di Vezneciler, non distante dai principali siti turistici della città e di uno degli alberghi più frequentati da turisti stranieri.

Come ormai di norma in base alle leggi antiterrorismo volute da Erdogan, è stato imposto ai media un divieto “parziale” sulla diffusione di notizie relative all’attacco. “Non fa alcuna differenza se ad essere attaccati sono i civili, la polizia o il personale di sicurezza. Alla fine sono degli esseri umani a perdere la vita – ha detto il Presidente turco, Erdogan – Questi sono attacchi sono contro l’umanità. Noi non possiamo perdonare, in alcun modo si può pensare al perdono. Quindi continueremo a combattere contro questi terroristi, senza sosta, senza tregua”.

Quello di oggi è il sesto attentato dallo scorso luglio e generalmente gli attacchi alle forze dell’ordine e all’esercito vengono rivendicati dal Pkk.

Questi attentati terroristici, come già avvenuto in altri Paesi, ad esempio in Egitto, provocano forti ripercussioni sul settore turistico che in Turchia ha subito un calo di oltre il 28% rispetto al 2015.

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