domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Stati Uniti. I pesticidi
fanno strage di api
Pubblicato il 23-06-2016


Bees on Beehive, Nara Prefecture, JapanUn camion carico di 2,6 milioni di api morte è arrivato nel centro di Washington, dopo due lunghe settimane di viaggio negli Stati Uniti, fermando davanti alla sede dell’EPA, l’Environmental Protection Agency. Si tratta di una clamorosa, macabra, azione dimostrativa dell’associazione Keep the Hives Alive. Alla guida del mezzo, James Cook, un apicoltore del Minnesota, che ha trasportato per le strade della California, una parte delle api che sono morte tra aprile 2015 e aprile 2016 nei soli Stati Uniti, visibili attraverso contenitori di plastica trasparenti.

Egli ha così voluto sensibilizzare la situazione riguardante le continue stragi di questi preziosi insetti e ribadendo l’esigenza di un cambiamento “monumentale”  nelle politiche ambientali su api e altri impollinatori. Secondo Cook “le api sono importanti, perché circa l’84 per cento delle colture per il consumo umano, come per esempio frutta e verdura, o piante come i girasoli, devono essere impollinate dalle api e da altri insetti per aumentare le loro qualità”.

Secondo uno studio del Dipartimento dell’Agricoltura (USDA), gli apicoltori negli Stati Uniti hanno dovuto dire addio al 44 % delle loro colonie, o alveari, nel corso dell’anno passato. Gli ambientalisti temono che tra i principali fattori di questo disastro vi sia l’uso di determinati pesticidi, in particolare quelli chiamati neonicotinoidi, secondo loro da evitare totalmente, per evitare nuovi danni alle popolazioni di api.

L’EPA, al momento sta conducendo uno studio dei pesticidi e ha reso noto, nel mese di gennaio, che uno di loro, imidacloprid, danneggia le api, non comunicando però, ancora, i dati sugli altri tre neonicotinoidi. Attualmente, L’EPA non ha proposto alcuna restrizione per l’uso di neonicotinoidi.

Scott Nash, amministratore delegato di una piccola catena di mercati di alimenti biologici, intervenuto alla manifestazione organizzata dagli ambientalisti, ha affermato che: “quello che sta succedendo oggi per gli impollinatori non è diverso da quello che è successo 50 anni fa ad alcuni uccelli e popolazioni di animali acquatici a causa dell’uso del DDT “.

L’Unione europea ha vietato i neonicotinoidi nel 2013, e gli scienziati dell’EFSA, l’European Food Safety Authority, stanno esaminando tale divieto. I funzionari della Commissione europea hanno detto che è troppo presto per dire a quali azioni la revisione dei dati porterà. I risultati del riesame dovrebbero essere presentati, non prima del 2017. Per questo studio, ci si sta basando anche su altre informazioni scientifiche disponibili al pubblico.

Alessandro Nardelli

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