giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Un vento caldo di nome Dominika Cibulkova sovrasta Eastbourne
Pubblicato il 29-06-2016


Slovakia's Dominika Cibulkova lifts the trophy after victory over Czech Republic's Karolina Pliskova during day six of the Eastbourne International women's tennis tournament at Devonshire Park, Eastbourne England, Saturday, June 25, 2016. (Gareth Fuller/PA via AP) UNITED KINGDOM OUT - NO SALES - NO ARCHIVES

Dominika Cibulkova  (Gareth Fuller/PA via AP)

Protagonista assoluta del torneo Wta di Eastbourne, oltre al vento (che ha sostituito la pioggia), la tennista Dominika Cibulkova. Conquista il suo primo titolo sull’erba, il sesto in carriera e il secondo di quest’anno. Dopo essersi imposta, infatti, lo scorso 10 aprile, al Wta di Katowice su Camila Giorgi per 6/4 6/0, la scorsa settimana ha vinto facilmente su una tennista temibile quale Karolina Pliskova.
La ceca, in un’ora e 40 minuti circa, ha dovuto incassare un netto 7/5 6/3. La vincitrice entra così a pieno regime nella top 20, aspirando ad arrivare entro fine anno nella top 10. La tennista slovacca dimostra in tal modo di non essere una meteora, ma consolida il suo valido rendimento. Esplosa agli Australian Open del 2014, quando arrivò in finale, perdendo da Li Na per 6-7(3) 0-6, continua a mettersi in evidenza per il suo carattere. Una grinta e un’esplosività che hanno fatto la differenza nella finale al Wta di Eastbourne, in cui la testa di serie n. 12 ha sempre aggredito, anticipando e togliendo il tempo all’avversaria, entrando sempre più in campo, conquistando sempre più terreno con un gioco d’anticipo, ma anche con accelerate dei fondamentali con cui ha fatto quello che voleva e soprattutto la differenza da fondo. Più smorzate e attacchi nel primo set, maggiori passanti e risposte vincenti nel secondo set sono stati gli elementi caratterizzanti.

Soprattutto, al di là di quanto possa essere andata veloce e di corsa nel secondo parziale (più sicura e ormai smaniosa di concludere l’incontro e vincere), la peculiarità della Cibulkova è stata il servizio, con cui si è ulteriormente contraddistinta. Molte le prime vincenti piazzate, ma soprattutto un servizio potente, preciso, lavorato, con traiettorie difficili da intuire e cogliere, messe a segno nonostante il vento (anche forte, dato che ad Eastbourne si gioca in una zona di mare) fosse un ostacolo e una complicazione con il lancio di palla alto che ha la slovacca.

Quest’ultima aveva, però, le idee ben chiare in testa: spostare l’avversaria e venire avanti a rete a chiudere il punto. Uno schema che ha ben funzionato anche nei quarti, nel match più difficile di tutti per lei forse, contro Agnieszka Radwanska (testa di serie n. 1), che ha battuto col punteggio di 4/6 7/6 (2) 6/3. Riuscendo anche a sfruttare appunto a proprio favore e al massimo il servizio, nonostante intense folate spostassero le palle. La polacca era avanti di un set e 3-2, da quel momento la rimonta della Cibulkova è stata inesorabile. Non si è mai abbattuta, anche sotto nel risultato, ha sempre lottato, ha sempre creduto nello stravolgimento dell’esito. Questo non è mancato neppure nella finale contro la Pliskova. Nonostante il maggiore equilibrio del primo set, la n. 17 del mondo ha dovuto sempre inseguire la Cibulkova, che ha scritto, letto e dominato il campo meglio, sovrastandola e gestendo e guidando lei lo scambio continuamente.

Sprecando meno, concedendo meno e, soprattutto, sfruttando meglio le occasioni a disposizione tanto che, dal 4-2, ha strappato il servizio alla Pliskova ed è andata a condurre per 5-2, annullando quattro break point all’altra. La slovacca ha concesso qualche cosa in più solamente insistendo a giocare il rovescio in back e non quello in top spin. Ma è sempre stata lei la padrona dello scambio a partire dal servizio. Nonostante quasi venti centimetri in più, la Pliskova, dall’alto del suo metro e 86 di altezza, non è riuscita a servire bene come la Cibulkova. Dunque una dimostrazione di quanto la personalità, il carattere, lo stile e il talento permettano di superare limiti fisici, una lotta contro cui Dominika sembra sempre essere impegnata. Anche una statura inferiore non pregiudica il suo rendimento, che continua a crescere.

Dopo la sconfitta nel Wta di Madrid lo scorso mese, a maggio, da Simona Halep (per 6/2 6/4), è arrivata a vincere sull’erba contro una tennista che aveva conquistato, solamente pochi giorni prima, il torneo di Nottingham: con un lottato 7/6(8) 7/5 la Pliskova era venuta a capo di un match durissimo contro la Riske. La Cibulkova conquista sempre il pubblico per il suo sorriso, ma soprattutto con il suo tennis. Un po’ come il vento che soffiava ad Eastbourne, arrivava ad agitare gli animi degli spettatori, ad affascinare: un turbinio, un vortice di energia e tensione pura, sempre in fermento e in movimento; a riscaldare ci pensava il suo sorriso come il sole caldo che splendeva, grazie alle nubi spazzate via da quel vento caldo di nome Dominika, pronta a scriverlo sull’albo di sempre più trofei e soprattutto della top ten. La Cibulkova vince perché è sicura di sé, è serena e solare, si vede che traspira fiducia e gioia di vivere, contenta, soddisfatta, realizzata, gode dei traguardi raggiunti con l’ambizione di chi è sempre affamata di vittoria, di chi non si accontenta, ma non si perde neppure il sapore di un successo. Ha avuto la pazienza di saper aspettare e arrivare, di conquistare la scena piano piano, con l’impegno e il sacrificio, col duro lavoro, consapevole dei propri mezzi e dei propri limiti, su cui ha sempre investito e su cui è intervenuta con grande intelligenza e astuzia.

Barbara Conti

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