venerdì, 9 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Una “Rosa“ coraggiosa
che non getta la spugna
Pubblicato il 07-06-2016


È difficile tentare un bilancio complessivo di queste amministrative. Lo faremo più in là, a bocce ferme, dopo il ballottaggio. Adesso è importante impegnarsi per far vincere Roberto Giacchetti contro Virginia Raggi, la grillina che fugge sempre dai confronti con gli avversari e che non ha un programma scritto e definito (non ha ancora reso pubblico l’elenco dei componenti della sua giunta, come avevano fatto Giachetti e gli altri candidati sindaco). Del resto, anche Matteo Renzi ha dichiarato di essere insoddisfatto dei risultati elettorali e che non se la sente di esprimere un giudizio complessivo,vista la “frammentarietà “ dei risultati del voto del 5 giugno. È certo, tuttavia, che il Pd è arretrato in quasi tutta Italia ed è grazie all’apporto delle liste civiche, comprese quelle laiche e socialiste,che il partito democratico ha potuto arrivare al ballottaggio, come a Roma.
Sulla proliferazione di queste liste ci sarebbe però molto da discutere . Col tempo hanno perso la loro caratterizzazione di “civiche”,che avevano al tempo della candidatura a sindaco di Francesco Rutelli: era una lista di professionisti non catalogabili politicamente, che superò l’11 per cento.
Probabilmente in questa stagione non è stata positiva l’eccessiva presenza di troppe liste,con lo stesso programma e lo stesso candidato sindaco. Gli elettori non hanno sempre capito .Se ci fosse stata un’unica lista tra socialisti, radicali, riformisti cattolici democratici ,liberali e laici indipendenti si sarebbe maggiormente giustificata. E, invece, le scelte di uomini dei partiti ( come è stato il caso dei radicali,divisi e conflittuali,che hanno conquistato appena l’1,2 %,nonostante l’effetto della scomparsa di Pannella) non hanno favorito l’aggregazione civico-politica.
La nostra lista,”Una rosa per Roma”, piccola, poco organizzata e in un certo senso “anarchica”,ha ottenuto 7.589 voti (0,65 %), un numero di consensi superiore a quelle dei verdi, di Idv e di altre. Ma,sia chiaro,non siamo soddisfatti neppure noi, anche se abbiamo conquistato duemila voti in più rispetto alle elezioni precedenti. E tutto questo lo abbiamo ottenuto con scarsissimi mezzi ,senza risorse finanziarie,senza aiuti di alcun tipo, senza un efficiente ufficio stampa di partito. Tanto per essere chiari sino in fondo, senza neppure particolari sostegni da parte del nostro alleato candidato sindaco. Giachetti non è stato presente alla presentazione della lista “Una rosa per Roma” e neppure alla conclusione della nostra campagna elettorale, per coincidenze di impegni.
Arroganza dell’autosufficienza ? No,non credo. Giachetti, radicale, forse si è sentito più motivato ad appoggiare i suoi vecchi amici commilitoni e le liste di cattolici che godevano del silenzioso ,ma attivo impegno di un ex sindaco che ancora gode di carisma e di prestigio (Rutelli).
Siamo contenti di questo, ma è giusto far sapere come stanno realmente le cose. Noi siamo stati costretti ad arrangiarci con le nostre modeste forze ,puntando sulla fantasia,l’attivismo militante, forse troppo disorganizzato, e il sostegno morale di numerosi intellettuali e associazioni (da Pasquino, a Ferrarotti, Craveri, Calabria, Benvenuto, ecc.; dalla Federazione scrittori, all’Associazione rifugiati iraniani, a fondazioni culturali ,ecc.). Abbiamo raggiunto un buon risultato,grazie all’apporto di numerosi intellettuali, ma siamo lontani dagli obiettivi che ci eravamo proposti (almeno un consigliere socialista al Campidoglio).
Siamo stati penalizzati dalla polarizzazione del voto verso Cinque stelle, dal conflitto delle due aggregazioni del centro destra e da altri fattori ormai noti (l’alto tasso di assenteismo,in particolare). Questo significa che dobbiamo essere soddisfatti di un piccolo partito di intellettuali? Ovviamente, no. Siamo stati e vogliamo tornare ad essere un partito che ha storicamente radici nel movimento operaio (i solidi legami col sindacato sono noti), nelle classi intermedie nel mondo culturale. E vogliamo riprendere il nostro ruolo, in particolare, in ogni settore della cultura. Abbiamo caratterizzato la nostra lista proprio con proposte legate strettamente alla protezione del patrimonio archeologico e artistico, in direzione degli scrittori, artisti delle arti visive, del cinema e del teatro e andremo avanti in questa direzione.
Ora sarà però necessaria una approfondita analisi della nostra esperienza elettorale per individuare gli errori, le leggerezze,le approssimazioni sbagliate, gli egoismi individuali e di gruppo, senza inutili polemiche. Se vogliamo, non solo sopravvivere con gli ideali dei nostri padri socialisti, ma i crescere e aggiornarci politicamente e culturalmente, con idee e proposte nuove, senza velleitarismi e demagogie. Dipende solo da noi.

Aldo Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Carissimo Aldo
    Mi rivolgo con il “TU” aderendo al tuo invito in proposito.
    Innanzitutto continuo a ringraziarti per la tua collaborazione con l’Avanti e con la tua adesione a rappresentare come capolista la rappresentanza socialista a Roma.
    Nella rincorsa a schierarsi con il carro del vincitore, con il trasformismo e il conformismo imperante, avere la testimonianza di una voce libera e autorevole che con orgoglio e profondi sentimenti ideali si dichiara socialista rappresenta un titolo di merito che non si misura con l’entità dei voti raccolti.
    Con lucidità hai individuato i motivi e le circostanze dell’insuccesso in termini di voti da parte di “ Una Rosa per Roma ”.
    È chiaro che chi NON detiene mezzi e sostegni di tipo finanziario e mediatici ha scarsissime possibilità di fare arrivare le sue proposte e la sua conoscenza nel volerle rappresentare.
    Ricordo che quando conducevi “Zapping” il 90% dei radio ascoltatori iniziava il suo intervento complimentandosi per lo spirito democratico con cui riuscivi a gestire e conciliare le diverse opinioni in modo che ognuno si sentiva fiducioso di trovare in te l’ascolto alle sue istanze.
    Quanti italiani comuni e soprattutto quanti romani sanno invece che Aldo Forbice in nome di un ideale socialista vuole esprimere questa testimonianza chiedendo il consenso ai cittadini romani per rappresentarli al Campidoglio?? Penso quasi nessuno.
    Nel momento in cui la Politica, oltre ad averlo perso, ha rinunciato al suo Primato nella Società e come conseguenza sono scomparsi i Partiti come perno di rappresentanza e di vissuto come comunità di ideali consolidati, la situazione attuale ne rappresenta le conseguenze.
    Se la perdita di credibilità nei confronti della Classe politica non rende più possibile ritornare alla gestione della Politica con il precedente sistema rappresentativo, penso che occorra adeguarsi alle nuove tecniche per la raccolta del consenso che ora in Italia, e da tempo all’estero, si organizza e si accentra su un sistema o bipolare o tripolare. So che mi è duro ammettere a 82 anni e dopo una vita dedicata all’ideale socialista, che l’ideale socialista può consolidarsi o prevalere solo all’interno di una o due formazioni politiche: una esistente o un’altra da costruire.
    Chi mi ha condotto a questa riflessione è il candidato Sanders che negli Stati Uniti sta contendendo la leaderschip del Partito Democratico alla Clinton.
    Complice la guerra fredda tra USA e URSS il termine “Socialista” negli Stati Uniti era impronunciabile e veniva confuso con comunista. Sappiamo come il termine Socialista sia stato confuso o profanato nella Storia. Il Nazismo sorse con il termine di Nazional Socialismo e la Russia comunista veniva simboleggiata come Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche.
    Sanders ha dichiarato di essere un socialista e di volere introdurre e affermare nella società americana elementi fondanti riferiti alla Storia del Socialismo.
    Per la sua età in Italia Renzi l’avrebbe confinato nella schiera dei “rottamati” mentre negli USA il consenso alle idee socialiste di Sanders deriva della grande maggioranza dei giovani.
    Ho sempre sostenuto che il Socialismo è un ideale di Società e non un ideologia la quale tende a identificarsi col pensiero unico com’è il comunismo. Quindi il Socialismo è una serie di aspirazioni connaturali alle aspirazioni dell’Umanità. Nel passato per farsi strada nel rappresentarli si sono immolati con il sacrificio di militanza e della stessa vita molti uomini coraggiosi che hanno avuto anche la capacità di mobilitare e guidare diverse generazioni. L’ideale Socialista continua a vivere. Occorrono dei Leaders in Italia e in Europa che oltre a credervi abbiano le capacità per motivare delle Comunità potenziali che sono in attesa di un riscatto per le loro attuali condizioni e per quelle del loro e del futuro delle prossime generazioni.
    Carissimo Aldo: non gettare la Spugna nè a Roma nè per l’Avanti
    Un forte abbraccio da Nicola Olanda
    Je suis socialiste

  2. Comprendo la tua delusione caro Aldo, sono tempi duri per un partito come il nostro che vive maggiormente di ricordi.
    Siamo oscurati dai media, il P.d pensa alla sua egemonia e le nostre forze da sole non bastano a farci decollare.
    E’ già una gran bella cosa che molti intellettuali si rendono interessati alla nostra politica dobbiamo cercare di coinvolgerli a un nuovo progetto politico rendendoli attori protagonisti.
    Coraggio, dipende da noi stessi!
    Un caro saluto e buon lavoro per il secondo turno.

Lascia un commento