mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Unioni civili e reversibilità: i conti di Boeri
sull’impatto economico
Pubblicato il 15-06-2016


Diritti
UNIONI CIVILI E REVERSIBILITÀ
Con il via libera alle unioni civili cambiano le regole in ambito giuslavoristico e previdenziale. La nuova Legge Cirinnà ha introdotto l’estensione dei diritti ereditari nonché quelli in materia di pensione (indiretta, di reversibilità, indennità di morte ecc…) fino ad oggi riconosciuti ai soli coniugi (uniti in matrimonio), prevedendoli per tutte le coppie di fatto, anche dello stesso sesso, unite da vincolo civile. Il provvedimento (articolo unico da 69 commi) prescrive infatti nell’ordinamento italiano la regolamentazione delle unioni civili nonché la disciplina delle convivenze. La Legge Cirinnà (“Regolamentazione delle unioni civili tra persone dello stesso sesso e disciplina delle convivenze”), dunque, interessa in generale tutte le coppie di fatto a prescindere dal genere: sia omosessuali sia eterosessuali. In particolare, l’equiparazione delle due figure del compagno e del coniuge, con relativi diritti e doveri, regolamenta in termini legali, fiscali e previdenziali tutta una serie di casistiche fino ad ora rimaste in un limbo normativo. Pensiamo ad esempio alle detrazioni fiscali per coniuge a carico, all’assegno familiare e alle prestazioni assistenziali o previdenziali collegate al reddito. Ma anche ai diritti assistenziali e decisionali in caso di malattia, ricovero e morte. Per quanto attiene la pensione di reversibilità, per esempio, al coniuge o al compagno con cui si è stipulata l’unione civile, compete il 60% della pensione del defunto, salvo riduzioni subordinate al possesso dei redditi. Al pari del coniuge, inoltre al compagno civile spetteranno, in caso di decesso dell’altra parte, l’indennità dovuta dal datore di lavoro ai sensi dell’articolo 2118 del codice civile e quella relativa al Trattamento di fine rapporto (Tfr) di cui all’articolo 2120 del codice civile. Per ottenere questi e tutti gli altri diritti legati all’equiparazione del compagno al coniuge, basterà una semplice dichiarazione all’Anagrafe, ma il legame potrà ulteriormente essere rafforzato con il contratto di convivenza, volto a disciplinare i rapporti di natura patrimoniale tra i componenti della coppia.

Diritti
UNIONI CIVILI
Possono legarsi con una unione civile due persone maggiorenni dello stesso sesso (non imparentate tra loro), di fronte a un ufficiale dello stato civile e alla presenza di due testimoni. Restano esclusi da tale diritto: persone già sposate o che hanno contratto altra unione civile; chi è interdetto per infermità di mente; chi è stato condannato per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia coniugato o unito civilmente con l’altro partner. L’unione civile è certificata da un attestato, che riporta: la sua costituzione, i dati anagrafici dei partner, il regime patrimoniale, la residenza, dati anagrafici e residenza dei testimoni. Tra i doveri morali previsti per i partner così uniti, segnaliamo: assistenza materiale, coabitazione e residenza comune, contributo ai bisogni comuni in relazione alle proprie sostanze e capacità di lavoro. Il regime patrimoniale, salvo diversa convenzione, è la comunione dei beni. I partner acquistano i diritti successori e sulla pensione di reversibilità e, se l’unione civile finisce, l’assegno di mantenimento per il partner economicamente più debole (alimenti).Per lo scioglimento dell’unione è sufficiente inviare una comunicazione preventiva, anche separata: la domanda vera e propria si potrà sottoporre dopo tre mesi. Attenzione: l’unione civile si scioglie se uno dei partner cambia sesso, mentre se la rettifica anagrafica di sesso avviene nell’ambito di una coppia sposata, in automatico il loro matrimonio diventa un’unione civile.

Convivenze di fatto
Riservata a persone maggiorenni, omosessuali o eterosessuali, unite stabilmente da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile. Per l’accertamento della stabile convivenza si fa riferimento al DPR 30 maggio 1989 n.223. Diritti spettanti:

gli stessi del coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario ed in caso di malattia o ricovero (visita, assistenza, accesso alle informazioni personali);

possibilità di designare il partner come rappresentante per le decisioni su salute, donazione organi e modalità funerarie;

diritto del superstite a vivere nella casa di residenza (del defunto), per un periodo variabile in base alla durata della convivenza o della presenza di figli minori o disabili o diritto a subentrare nel contratto di locazione della casa comune di residenza;

rilevanza della convivenza per l’assegnazione di alloggi popolari;

estensione al convivente della disciplina sull’impresa familiare;

diritto ad essere nominato tutore, curatore o amministratore di sostegno in caso di interdizione o inabilitazione ai sensi delle norme vigenti;

possibilità di sottoscrivere un contratto di convivenza per disciplinare i rapporti patrimoniali;

In caso di cessazione della convivenza di fatto, il giudice potrà accertare il diritto agli alimenti per il convivente non in grado di mantenersi, per un periodo proporzionale alla durata della convivenza.

Unioni civili e reversibilità
I CONTI DI BOERI
Sul sì alle unioni civili è intervenuto di recente anche il presidente dell’Inps Tito Boeri, facendo i conti dell’impatto economico del nuovo provvedimento. In particolare il tema è quello della reversibilità delle pensioni, prevista nel ddl Cirinnà per unioni civili per le coppie gay (ma non per le coppie di fatto etero e non). «C’è un impatto sui conti, ed è inevitabile che ci sia, ma è nell’ordine di qualche centinaio di milioni di euro ed è quindi sostenibile», ha spiegato Boeri a margine della presentazione del Rapporto Favo sull’assistenza dei malati oncologici. “I costi non sono così elevati”. Boeri ha sottolineato che “c’è sicuramente un aggravio dei costi per il sistema, ma non dell’entità che è stata paventata”. “Abbiamo fornito – ha riferito il presidente dell’Inps – alcuni elementi di valutazione alla commissione parlamentare ed i costi non si sono rivelati così elevati. Sono sostenibili. Ci siamo infatti allineati – ha concluso – all’esperienza tedesca, perché la legislazione tedesca era simile a quella italiana”.

I dubbi di Sacconi
Le precisazioni di Boeri sembrano rispondere anche ai dubbi in materia sollevati dalle opposizioni. «L’approvazione della legge sulle unioni civili mette in discussione la sostenibilità di una parte rilevante del nostro welfare – aveva commentato Maurizio Sacconi, il giorno dell’approvazione del ddl – L’Italia spende ogni anno oltre 60 miliardi per il coniuge dei quali 40 e più miliardi per le pensioni superstiti e 20 per le altre prestazioni. L’allargamento imponderabile della platea dei beneficiari determinerà oneri che sono stati ampiamente sottovalutati e che aumenteranno quando la Corte costituzionale non potrà che accogliere il ricorso di quanti segnaleranno la disparità di trattamento con le stabili convivenze eterosessuali, magari con figli. Non a caso il governo ha già ipotizzato, anche se poi negato, di mettere in discussione le pensioni di reversibilità».

Ma, altra criticità, la legge ex-Cirinnà regola unicamente le unioni civili dei soli omosessuali, e soltanto en passant, anzi in coda, prevede i patti di convivenza fra eterosessuali.

Ecco quindi che sorge spontanea la domanda: ma perché le coppie omosessuali – ricorrendo alle “unioni civili” prefigurate dalla legge esclusivamente per esse – acquistano gli stessi “diritti successori” che hanno marito e moglie e il diritto a percepire la pensione di reversibilità, e le coppie eterosessuali no?

 Fisco
CASERO: MORATORIA DI UN MESE PER GLI AVVISI DI AGOSTO
E’ in arrivo una moratoria di un mese per gli avvisi fiscali, consegnati nel mese di agosto, in periodo di ferie estive. Lo ha di recente annunciato il viceministro dell’Economia, Luigi Casero. “Se ad esempio l’avviso viene consegnato il 5 agosto, mentre si è in vacanza, si avranno 4 settimane in più per rispondere. I termini scatteranno cioè il 5 settembre”. La novità è inserita in un pacchetto di semplificazioni fiscali che il governo sta mettendo a punto a vantaggio di cittadini e piccole imprese. In vista nuove semplificazioni fiscali insomma. Entro il corrente mese di giugno il governo dovrebbe varare un nuovo pacchetto di misure volto a semplificare la vita ai contribuenti, cittadini e piccole imprese, che lamentano di sprecare puntualmente ogni anno negli adempimenti fiscali e burocratici troppo del loro tempo. L’obiettivo, ha puntualizzato all’Ansa il viceministro dell’Economia, Luigi Casero, è quello di snellire i procedimenti, rendendoli più semplici e soprattutto più rapidi “dedicando al fisco meno tempo possibile”.

Carlo Pareto

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