sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Vecchio professore, cosa vai cercando?
Pubblicato il 17-06-2016


Ho sempre pensato che in un partito per quanto piccolo dovessero esistere regole. Invece non è più cosí. Purtroppo non solo nel Pd, dove ognuno pare ormai fare quel che vuole, o meglio quel che più gli conviene. Anche nel nostro piccolo Psi succedono cose strane. Si sono formati comitati per il No, quando un congresso ha deciso praticamente all’unanimità di schierarsi per il Sì al referendum per la riforma costituzionale. E questo passi. Ma il nostro stimato professor Benzoni scrive oggi un articolo per sostenere addirittura Virginia Raggi e i Cinque stelle al ballotaggio con l’ex radicale e pannelliano Giachetti. Pare che questa sia la posizione anche di Bartolomei e degli altri grillo-risorgimentali. Che senso politico ha una boutade del genere? Non so se Benzoni è ancora iscritto al Psi o se la sua adesione a Risorgimento, con tanto di confluenza al primo turno su Fassina, gli abbia coerentemente suggerito una incompatibilità politica con la militanza nel suo vecchio partito. Confesso anche che faccio fatica a polemizzare con lui perchè ho sempre stimato Benzoni come uomo politico, ammnistratore e storico. E uno dei primi libri che ho letto sulla storia del Psi è stato proprio il suo. Ma stavolta mi fumano gli occhi. Da non credere. Benzoni preferisce la Raggi a Giachetti, il chè mi fa supporre che in un eventuale ballottaggio nazionale voterebbe Grillo o chi per lui piuttosto che Renzi o chi per lui. Mi sovviene una vecchia canzone di De Andrè: “Vecchio professore, cosa vai cercando in un quel portone?”.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il voto delle amministrative può avere, per quanto posso capirne, una impostazione “civica” o “politica”, nel senso che nel primo caso si privilegia l’attitudine dei candidati al governo del Comune, sulla base dell’idea che ce ne siamo fatti, mentre nel secondo si guarda alla loro appartenenza partitica o ideologica, facendola prevalere sul resto, ma il ragionamento politico dovrebbe allora esser fatto a 360 gradi.

    Non mi è dato di sapere se e quale di queste due ragioni guiderà il “professore” nella sua scelta di domenica, e quindi mi esprimo per astratto, e al condizionale, ma se l’opzione si modulasse sulle conseguenze politiche del proprio voto, non è senza logica che un rappresentante di un “piccolo” partito cerchi di mandare un segnale politico a chi, sentendosi molto forte, pare fermamente determinato a non cambiare la legge elettorale, almeno da quanto sentiamo dire, una legge che come io riesco ad intenderla non lascia spazio ai “piccoli” partiti.

    Paolo B. 17.06.2016

  2. Votare no al referendum, fare il tifo contro alle amministrative, fini ad abbracciare la causa dell’antipolitica grillina, il tutto al solo scopo di cercare piccole rivincite, di fare sgambetti a Renzi, di vendicare torti passati, veri e presunti… Che pena. Evidentemente qualcuno è alla frutta.
    Abbiamo davanti appuntamenti politici importanti, un referendum fondamentale, e c’è chi non riesce a fare altro che pensare al 1992, al 1956, al 1948, al 1921 … Compagni, sveglia, siamo nel 2016, è in giuoco il governo, cui partecipa anche il PSI, sono in giuoco riforme importanti, lasciate perdere dispetti infantili e guardate avanti!
    Cordiali saluti, Mario Mosca.

Lascia un commento