domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Volta&gabbana:
“La Repubblica” cambia fronte
Pubblicato il 22-06-2016


Nell’ultimo mese ha fatto propaganda scatenata contro il M5S e a favore di Renzi. Scavalcando persino ”l’Unità”, che perlomeno notizie false non le ha spacciate. Si è scomodato anche il Fondatore che è arrivato a paragonare il presidente del consiglio a Giovanni Giolitti. E ha esaltato il renziano “carisma”, e si è convertito pubblicamente al “comando di un uomo solo”. Dietro di lui, con affanno e deferenza, i poveri redattori…“L’editore lo vole!”. A rileggere le loro previsioni e le loro piaggerie col senno di poi si potrebbe comporre un regesto corposo del conformismo e del servilismo giornalistico italiano.
Poi gli elettori votano.
Spingiamo il pulsante del cronometro: quanto ci metterà “Repubblica” a voltare gabbana? Poche ore. Dai piani alti, un immaginario altoparlante tuona: “fuori Merlo, si prepari Concita de Gregorio”. E infatti oggi martedì ecco l’editoriale in prima e ben due paginate a seguire, con un concerto di violino e orchestra a favore delle due neo-sindache. Concita si industria come può a rappresentare un’ala del nuovo corso (almeno per alcuni mesi sicuramente cerchiobottista), ma non esita a togliersi qualche sassolino dalla scarpa : «Come Madrid e Barcellona in Spagna, così Roma e Torino in Italia. Là due donne sindaco elette con Podemos, qui coi Cinquestelle. In entrambi i casi: la capitale, la città simbolo del lavoro. Quattro donne cresciute nel contrasto alla classe politica dominante, di governo o di opposizione, guidano oggi le prime città dei due Paesi europei. Le analisi di quel che sta cambiando (che è già cambiato da tempo) lasciamole ad altri: non sempre e non tutti hanno avuto il dono della preveggenza. Restiamo piuttosto ai fatti, riprendiamo da dove eravamo rimasti due settimane fa. «Vorrei parlare di Virginia Raggi e Chiara Appendino », dicevo. «Di cosa stiamo parlando?», ha replicato su questo giornale qualcuno, molto vicino all’ex sindaco di Torino. Risposta: dei nuovi sindaci».

È cominciata la guerra.

Enzo Marzo
Fondazione Critica Liberale

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