lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

22 luglio 2011, Utoya
strage da non dimenticare
Pubblicato il 22-07-2016


Utoya le vittimeLa Norvegia si è fermata per ricordare i cinque anni trascorsi dalla strage di Utoya e di Oslo ad opera di Anders Behring Brevik, che causò complessivamente la morte di 77 persone. In molte località sono state commemorate le vittime della follia omicida di Brevik, un neonazista che avava compiuto la strage contro i socialisti norvegesi. “5 anni fa 69 giovani socialisti ammazzati dall’odio e dal fanatismo. Costruiamo – ha scritto in un tweet il segretario del PSI Riccardo Nencini – un muro di democrazia contro chi attacca la libertà.  Chi ha compagni non muore mai”.


Il 2015 e il 2016 saranno ricordati come il biennio nero del fondamentalismo islamico che provocato centinaia di vittime sul suolo europeo. La Francia è la nazione più colpita. Altre stragi di civili sono altrettanto feroci nei Paesi del Medio Oriente, soprattutto tra gli stessi musulmani. Tuttavia il 22 luglio è anche la triste ricorrenza della strage di Utoya, avvenuta nel 2011.

UtoyaEsattamente cinque anni fa, nella tranquilla e laboriosa Norvegia, Andres Behring Brevik, allora 32enne, fece scoppiare un’autobomba nel centro di Oslo e successivamente, con armi d’assalto, attaccò un raduno di giovani del Partito Laburista norvegese sull’isola di Utoya. Il primo attacco causò la morte di 8 persone; il secondo 69. In totale le vittime furono 77 e centinaia di feriti gravi. Questo fu il più violento atto avvenuto in Norvegia dalla fine del secondo conflitto mondiale.

Subito arrestato, e iniziato un processo penale, Brevik sostenne in tribunale di aver voluto inviare un messaggio forte al popolo norvegese, per fermare le politiche del Partito laburista e per soffocare una “distruzione della cultura per via dell’immigrazione in massa dei musulmani”. Il 24 agosto 2012 Brevik fu condannato a 21 anni di carcere, prorogabili di 5 anni per un numero indefinito di volte allorché egli sarà ancora ritenuto socialmente pericoloso. Gli psichiatri confermarono che era sano di mente, senza alcuna patologia mentale di origine organica.

Utoya-strageIl pensiero che mosse la follia omicida di Brevik è una commistione di principi anti-multiculturali, anti-marxisti, sionisti, anti-islamici e di matrice fondamentalista cristiana. La sua ideologia, dunque, fa riferimento all’estrema destra xenofoba e populista.

Inoltre, ad aprile 2016, ha fatto scalpore il ricorso di Brevik per la violazione nei suoi confronti dei diritti umani durante la detenzione. La Corte distrettuale di Oslo ha condannato lo Stato per i cinque anni di isolamento totale cui è stato sottoposto. Il risarcimento è ammontato a 35mila euro. È da precisare, però, che Brevik sconta la sua pena in un trilocale di 31 metri quadrati con stanza da letto, palestra, ufficio, angolo cottura e servizi. Nella sua cella extra lusso il responsabile di 77 vite spezzate dispone di televisore, playstation e computer (senza connessione internet).

Lo sconcerto dei parenti delle vittime è più che legittimo e giustificato, soprattutto perché il pluriomicida non ha mai mostrato alcuna sorta di pentimento per le sue deplorevoli azioni. Anzi. Entrando nelle aule della giustizia norvegese dichiarò che avrebbe lottato fino alla morte per il nazismo. Che sia di matrice cristiana o musulmana, il fondamentalismo religioso a scopo terroristico lascia sul terreno centinaia di migliaia di morti e in libertà soggetti che cercano costantemente lo scontro di civiltà prospettato dal politologo Hungtinton. La società civile e i Governi non possono più guardare da un’altra parte.

Manuele Franzoso

Per saperne di più:
Riapre il campo estivo dei Giovani socialisti
Il processo a Breivik
Il libro di Luca Mariani
Lo spettacolo treatrale

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