giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Arriva l’8‰, ma ancora non si vede l’effetto ‘Francesco’
Pubblicato il 11-07-2016


Imu ChiesaUn miliardo, 11 milioni, 841 mila euro e spicci (1.011.841.026), a tanto ammonta l’assegno che il Ministero per l’Economia (MEF) staccherà quest’anno al Vaticano per l’8‰ dei redditi del 2012 presentati con le dichiarazioni del 2013. Una cifra più o meno analoga a quella degli anni precedenti, con una piccolissima ripresina dopo la flessione, peraltro costante negli ultimi anni, nella percentuale di coloro che scelgono la casella ‘Chiesa cattolica’ a fronte delle altre opzioni al momento di regolare i propri conti col fisco.

Fonte MEF

Fonte MEF

Era l’82,24% il numero dei contribuenti che barravano la casella della Chiesa cattolica per i redditi del 2010, l’80,22% del 2011 e l’80,91% del 2012 pagati quest’anno. Una caduta di quasi 10 punti rispetto al 2004 quando era quasi il 90% (89,82), la percentuale dei contribuenti cvhe decideva di destinare l’8‰ a Oltretevere.

In quegli stessi anni la percentuale di contribuenti che sceglieva lo ‘Stato’, anziché una fede religiosa, era il 7,60 e oggi, cioè sempre l’8‰ regolato quest’anno sui redditi 2012, è salito a un laicissimo 14,81%, cioè circa il doppio del 2004. Risultato incoraggiante anche se qui, rispetto all’anno prima, c’è stata una flessione perché sui redditi del 2011 erano il 15,35%. Comunque non male se si pensa al clima di sfiducia che circonda le Istituzioni pubbliche e la capacità, sarebbe meglio dire l’incapacità, che i governi hanno dimostrato costantemente nello spendere – sperperare dicono i critici – le risorse pubbliche.

Dalle tabelle del MEF emerge anche il favore che incontra tra i contribuenti la Chiesa Evangelica Valdese, che vede crescere sensibilmente negli anni, raddoppiandola, la quota di italiani disposti a stornare l’8‰ a loro favore. Era appena l’1,6% sui contribuenti che barravano la casella dell’8‰, nel 2004, è stato quasi il 3% (2,99%) per i redditi 2012.

La Chiesa cattolica fa molta pubblicità, soprattutto in Tv, per convincere i contribuenti a donargli il proprio 8‰, ma per capire quanto sia efficace e soprattutto quanto conti l’inquilino principale di Oltretevere, se insomma ci sarà un ‘effetto Francesco’, occorre aspettare l’anno prossimo perché il successore di Ratzinger, che non godeva sicuramente della stessa attenzione dei media del Papa argentino, è entrato in carica il 13 marzo 2013.

Quanto al favore nei confronti dello ‘Stato’, c’è da dire che è gia stupefacente il numero di contribuenti che barrano quella casella dopo i salassi continui e crescenti in tasse e imposte varie cui sono sottoposti da anni e senza soluzione di continuità, fino al punto di decidere autonomamente di aggiungervi qualche altro euro. Bisogna però osservare che questa può essere una scelta ‘difensiva’, molto laica, ovvero un modo per impedire che l’inoptato, ovvero la quota di reddito che viene suddivisa tra le diverse fedi di chi non barra alcuna casella avvenga alle nostre spalle, in base alla regola tanto assurda quanto ingiusta – inventata dall’ex ministro Giulio Tremonti – cioè in base alle scelte fatte… dagli altri. Difatti, se per ipotesi nessuno contribuente eccetto uno decidesse di barrare la casella dell’8‰ e quell’unico contribuente si esprimesse a favore della Chiesa cattolica, l’intero ammontare del jackpot andrebbe alle finanze vaticane! E poi bisognerebbe aprire un’altra parentesi e chiedersi, o chiedergli, come vengono spesi quei soldi che solo in minima parte, un quinto circa, vanno a sostenere direttamente poveri e diseredati in Italia e nel mondo.
Una legge comunque così assurda che non è stata replicata per il 2‰ ai partiti; davvero infatti nessuno avrebbe avuto il coraggio per difenderla.

Carlo Correr


Per saperne di più: tabelle MEF

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento