domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Alle Terme di Caracalla arriva Madama Butterfly
a “stelle e striscie”
Pubblicato il 29-07-2016


Butterfly, foto di scena

Butterfly, foto di scena

Madama Butterfly del compositore versiliese Giacomo Puccini, ultima opera del cartellone lirico estivo del Teatro dell’Opera di Roma, va in scena questa sera alle Terme di Caracalla alle ore 21.
L’allestimento firmato dal regista Àlex Ollé de La Fura dels Baus (lo stesso che firmò al Costanzi nel 2009 Le Grand Macabre di György Ligeti), aveva debuttato con successo lo scorso anno. Sul podio anche un grande ritorno quello del Maestro Yves Abel, che dirige l’Orchestra del Teatro dell’Opera di Roma anche nel Barbiere di Siviglia (repliche giovedì 28 luglio e, ad agosto, lunedì 1, giovedì 4 e mercoledì 10).
La struggente tragedia giapponese in tre atti, con Cio-Cio-San che attende fiduciosa di poter cantare “un bel di vedremo levarsi un fil di fumo”, ha un libretto di Luigi Illica e Giuseppe Giacosa, tratto da John Luther Long e David Belasco.
Francamente l’allestimento moderno e la spigliatezza della protagonista, definita da noi nell’edizione precedente “madame a stelle e striscie”, più che convincerci ci ha spiazzati: panta rei!
Siccome tutto cambia, secondo il pensiero del filosofo greco Eraclito, bisogna dire che il pubblico di questa sera, davanti ad uno scenario antico offerto all’aperto dai ruderi delle terme caracalliane e un allestimento moderno, ove la protagonista si muove nell’attesa del ritorno del suo Pinkerton con grinta, shorts jeans e maglietta a stelle e striscie americanizzando la scena, rimarrà sorpreso ma non più di tanto: la musica pucciniana e l’eccellente performance di tutti i cantanti fanno da contraltare alla novità.

Svetlana Aksenova, Cio-Cio-San

Svetlana Aksenova, Cio-Cio-San

“Lavorare a Caracalla è un piacere – ha commentato il regista Àlex Ollé in conferenza stampa – perché ci troviamo in un posto reale, con il background delle rovine che è un po’ una metafora della storia della povera Cio-Cio-San”. Nella sua lettura la giovane geisha è una ragazza comune, non più ingenua o romantica di tante altre nel mondo; Pinkerton un ricco uomo d’affari “che – spiega Ollé – diventa simbolo di uno tsunami neoliberista, ultima conseguenza del feroce colonialismo, capace di distruggere ogni cosa. Agli occhi della protagonista appare come un semidio venuto dal lontano paese della modernità e del potere accecante che è l’America”. I sogni verranno però infranti, le promesse non mantenute. “Madama Butterfly – conclude il regista – conserva il sapore di questi falsi paradisi perduti”.
L’allestimento torna con le scene di Alfons Flores, i costumi di Lluc Castells, le luci di Marco Filibeck e i video di Franc Aleu. Il Coro del Teatro dell’Opera di Roma, in quest’opera atteso in particolare nel coro a bocca chiusa dell’Atto.

Guerrino Mattei

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