venerdì, 2 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Arriva il Bersanellum. La proposta anti-italicum
Pubblicato il 18-07-2016


Bersani-direttivo-PdLa minoranza del Pd presenterà alla Camera una proposta di modifica delle legge elettorale in cui si prevede un modello maggioritario, senza ballottaggio e con un premio di maggioranza molto più ristretto. Una sorta di Mattarellum rivisitato che, a quanto si apprende, Pier Luigi Bersani avrebbe già accennato nei giorni scorsi ai vertici del Pd. “La valuteremo, l’Italicum è una buona legge, che funziona ma se il Parlamento decide di modificarla è sovrano”, non chiude Maria Elena Boschi chiarendo che eventuali modifiche saranno comunque possibili solo dopo il referendum istituzionale. Matteo Renzi non ha intenzione di aprire ora il dossier della legge elettorale. Ma i risultati delle elezioni amministrative hanno fatto suonare più di un campanello d’allarme rendendo palese che questa legge elettorale, costruita sui numeri usciti delle elezioni europee, in realtà sembra essere fatta a posta per il Movimento 5 Stelle.

Le energie del governo fino all’autunno saranno concentrate sulla vittoria del referendum. Ma la pressione della minoranza, e ancor più le minacce degli alleati Ncd, hanno spinto il Pd ad un’apertura verbale a modifiche all’Italicum. Che, però, da un sondaggio informale tra i partiti ad opera dei vertici dem, vedono tutt’altro che concordi maggioranza e opposizioni. Fi vuole sostituire il premio alla lista con il premio alla coalizione, cosa che vogliono anche i centristi ma non Sinistra Italiana. M5S non ha intenzione di partecipare ad alcun tavolo mentre la minoranza vorrebbe che le modifiche fossero fatte prima del referendum così da eliminare gli effetti a loro avviso distorsivi del binomio Nuovo Senato-Italicum.

Il ministro Boschi ha fatto però capire come il governo non abbia intenzione di muovere passi. Per ora no sicuramente e poi, dopo il referendum, si vedrà. E tutti sanno come l’esito della sfida sulle riforme sarà determinante per qualsiasi scenario futuro. “Abbiamo una legge elettorale – ha evidenziato Boschi – che è stata approvata dopo 10 anni, è una legge buona, poi se il Parlamento decide di modificarla perché ci sono i numeri su una proposta diversa, il Parlamento è sovrano”. La convinzione di molti renziani è che difficilmente i partiti riusciranno ad accordarsi su nuove leggi elettorali. A meno che la Corte Costituzionale non chiederà modifiche che rendano necessario una nuova intesa parlamentare.

La sinistra dem, presentando nei dettagli in una conferenza stampa la sua proposta (da alcuni battezzata “Bersanellum”) cerca sponde in tutti i partiti, grillini compresi. Ma, a detta di dirigenti del Nazareno, “è debole politicamente perché avvantaggia solo il Pd”. E anche se il dibattito è destinato per ora a restare sui giornali o nelle chiacchiere da transatlantico, tra i dem le proposte sembrano già tante quanto le correnti: oltre alla minoranza, i giovani turchi hanno avanzato il modello greco con un premio di maggioranza che spetta al primo partito ma senza il doppio turno e anche nella maggioranza del partito c’è chi vedrebbe bene ritocchi all’Italicum. Ma Renzi per ora se ne tiene molto alla larga.

Intanto arriva lo strappo dell’Udc sulla riforma costituzionale. Infatti i centristi, capitanati da Lorenzo Cesa, annunceranno la nascita dei Comitati per ‘l’inutilita’ del sì” al referendum. “Non si tratta di un giudizio politico su Renzi e sul suo governo- precisano dal partito- ma l’Udc ha preso atto che, da parte della nostra base, c’è forte malessere per la riforma Renzi-Boschi” e “per un’errata personalizzazione” che “divide e non unisce il Paese”. La manifestazione si terrà martedì alle 10.30 presso il Tempio di Adriano, in Piazza di Pietra, a Roma. Una nota spiega: “L’Udc ufficializza la sua partecipazione al ‘Comitato per la Costituzione e le Riforme’ che intende fornire un contributo al dibattito nazionale in vista del referendum e far dialogare espressioni diverse della politica e del mondo accademico.

 

Redazione Avanti!

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento