giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Effetto Parisi
panico nel centrodestra
Pubblicato il 28-07-2016


Berlusconi-Alfano-Elezione-PresidenteIl centro destra si prepara a rivedere i propri assetti. Le alleanze fino ad ora in essere, amministrative comprese, sembrano messe in discussione. A settembre si riaprono i giochi con muovi ingressi in uno scenario che sembra congelato, incapace di evoluzione e avvitato su se stesso. Le amministrative di maggio non hanno gettato l’allarme solo nel centrosinistra, ma, e in modo molto maggiore, nel centrodestra. Hanno stoppato la Lega nella sua Opa sulla coalizione determinando l’incapacità di Salvini di creare un partito con ambizioni che vadano oltre la politica dell’urlo e dell’insulto. La bambola gonfiabile portata sul palco ne è la conferma.

La discesa in campo di Parisi sponsorizzato da Berlusconi ha gettato tutti nel panico. A cominciare dai centristi di Ap che ancora devono decidere da che parte stare. Il leader Angelino Alfano conversando con i cronisti al Senato a proposito del futuro del suo partito e di una possibile alleanza con FI ha affermato che “sembrano nascere delle nuove condizioni per creare un’importante aggregazione dei moderati, liberali e popolari anche se dobbiamo intenderci su programmi, denominazione del partito, perché nessuno dei soggetti che partecipa può imporre il proprio nome, e sulla leadership che, come dissi quando ero ancora nel Pdl, dovrebbe essere scelta sulla base delle primarie”. Un segnale appunto a Berlusconi che in una eventuale alleanza la leadership è tutt’altro che decisa. Fatto sta, che un azionista di governo, parla di alleanze con un partito di opposizione. E se la legge elettorale non dovesse cambiare per Ncd potrebbe valere la logica del tanto peggio tanto meglio, avendo con l’Italicum così come concepito oggi, il destino segnato.

Intanto la Lega stoppa qualsiasi alleanza: “Se qualcuno – afferma Salvini – pensa di coinvolgere me o la Lega in un’alleanza con Verdini, Alfano, Cicchitto, Tosi, Passera eccetera, ha sbagliato indirizzo. Per me il discrimine della prossima alleanza sarà la politica estera: chi vuole la Merkel, difende a spada tratta l’euro o tifa Hillary Clinton non può stare con la Lega. Se Parisi è un riorganizzatore di Forza Italia va bene, ma se qualcuno pensa di far digerire alla Lega alleanze indigeste, io non ci sto”. Ma non dice a che cosa ci sta.

Ginevra Matiz

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