giovedì, 8 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Dacca, strage firmata Daesh
Pastorelli: lavoratori italiani
Pubblicato il 07-07-2016


Dacca strage Isis DaeshE del Daesh (traduzione in arabo dell’Isis, ndr) la firma della strage terroristica compiuta la settimana scorsa a Dacca e nella quale sono stati massacrati 9 italiani. È stato il ministro degli esteri Paolo Gentiloni a darne notizia oggi nel corso di un’informativa al Senato doppo aver ricordato, tra gli pplausi dei senatori, i nomi dei connazionali trucidati.

“Quando uccidono nove connazionali, l’Italia risponde unita. È un messaggio che dobbiamo dare molto chiaro, deve essere una risposta decisa. Dobbiamo dire con fermezza che Daesh, il terrorismo fondamentalista, a maggior ragione dopo questa strage, non avrà tregua da parte nostra”. “Siamo di fronte a una minaccia globale che si spinge oltre l’Africa, che ha forme diverse: Daesh, al Qaida e diversi gruppi jihadisti locali, ma che hanno un comune denominatore e la capacità simbolica di attrazione di Daesh”.

E intervenendo oggi in Aula a Montecitorio dopo un’analoga informativa a quella del Senato del ministro Gentiloni, il parlamentare socialista Oreste Pastorelli, ha ricordato come l’Italia abbia pagato “un prezzo molto alto nella strage di Dacca”. “Il nostro Paese – ha detto – ha perso figli innocenti che in Bangladesh si trovavano per lavorare e sono morti a causa di un infame attentato. La priorità, in questo momento, deve essere quella di stringerci attorno alle famiglie delle vittime, facendo sentire loro la vicinanza dello Stato.

La risposta dell’Italia al terrorismo di matrice islamica deve essere forte e decisa, ma soprattutto unita. L’obiettivo deve essere quello di distruggere il simbolo del sedicente Stato Islamico a cui singole cellule jihadiste, cani sciolti o fanatici fanno riferimento. Ciò deve essere fatto con urgenza e insieme agli altri Paesi democratici. Allo stesso tempo la comunità islamica che risiede in Italia dovrà impegnarsi con noi per allontanare questa minaccia e dovrà farlo con maggiore forza di quanto fatto sino ad ora.

Vede ministro – ha concluso Pastorelli – ho ascoltato le parole espresse da lei al Senato dal papà di Simona Monti, giovane del mio territorio scomparsa in quella maledetta notte. Simona parlava diverse lingue, sarebbe stata una risorsa per l’Italia. E invece è dovuta andare in Bangladesh per esprimere al meglio la propria professionalità. Questo non è più accettabile. È ora che questo Paese valorizzi i suoi giovani e consenta loro di scegliere se andare all’estero o rimanere, senza che siano costretti a partire per mancanza di opportunità”.

Intanto, dall’autopsia dei corpi rientrati l’altra sera dalla capitale del Bangladesh, sono emersi segni di torture, tagli provocati da armi affilate, forse machete, mutilazioni, tracce di proiettili e di esplosivo. È stata una morte lenta e atroce quella dei nove italiani uccisi in Bangladesh, anche perché non sono stati raggiunti dal colpo di grazia. Gli accertamenti autoptici sono stati eseguiti dall’equipe di medici legali guidati da Vincenzo Pascali e Antonio Oliva. I terroristi, secondo quanto si è appreso, hanno infierito sulle loro vittime in modo tale da non farle morire subito. Il pm Francesco Scavo, titolare degli accertamenti, ha firmato il nulla osta per la restituzione delle salme alle famiglie. Nei corpi di alcune salme sono stati trovati dei proiettili che ora saranno esaminati per risalire al tipo di arma usata.Ha ricostruito oggi, davanti ai carabinieri del Ros, la dinamica del tragico attacco nel ristorante di Dacca, Giovanni Boschetti, scampato alla morte al contrario della moglie Claudia D’Antona. Boschetti è stato sentito come testimone nell’ambito dell’inchiesta del pm Francesco Scavo. Boschetti, da 22 anni in Bangladesh, ha ribadito di essere sopravvissuto grazie ad una telefonata che lo aveva fatto uscire dal locale.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Lascia un commento