lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Disagio abitativo. Il Mit interviene per recupero alloggi
Pubblicato il 01-07-2016


nenciniTrasparenza e monitoraggio on line sugli interventi di recupero degli alloggi di edilizia residenziale pubblica vuoti o in cattivo stato. L’iniziativa è stata presentata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dal Ministro Graziano Delrio, il vice Ministro Riccardo Nencini e il Direttore generale per i sistemi informativi e statistici Mario Nobile.
Il Ministero, con la Direzione generale per la Condizione Abitativa, ha un ruolo di indirizzo e coordinamento sulle politiche contro il disagio abitativo e ha messo in campo con la legge di Stabilità 2016 e la legge 9 del gennaio 2016 “Decreto Giubileo”, in accordo con le Regioni e le Amministrazioni locali che hanno la competenza diretta sulla casa, due linee di recupero di alloggi non abitati oppure abitati ma da ristrutturare.
Si tratta di lavori già in corso e con obiettivi misurabili, per i quali il MIT ha attivato un Contatore in Rete, cui i dati arrivano direttamente, validati dalle Regioni dopo il caricamento di Comuni e Iacp, Istituti autonomi delle case popolari.
In questo modo si intende stimolare la rendicontazione in tempo reale e l’esecuzione dei lavori.

“Il Governo ha dato priorità al recupero del patrimonio esistente di edilizia residenziale pubblica con la Stabilità 2016 e il Decreto Giubileo, anticipando le risorse previste. All’inizio di quest’anno sono stati trasferiti alle Regioni 210 milioni per rendere disponibile alloggi sfitti o a rischio e l’ammontare previsto a oggi è di 500 milioni. A dimostrazione che di periferie ci stiamo occupando non da ora – ha dichiarato il Ministro Delrio -. Il primo target è di rendere disponibili circa 6.000 alloggi entro il 2016 e avviare i lavori in altri 20.000 entro il 2017. Ora diciamo alle Regioni coraggio, c’è da correre, ci sono famiglie che aspettano. L’obiettivo è di stimolare tutti a essere molto virtuosi e molto rapidi. Con questo sistema di contabilizzazione on line tutti potranno verificare in tempo reale, casa per casa, il lavoro che viene svolto”.
“Il counter è un primo esempio di una sorta di ‘agenda pubblica di merito’, per capire come si comportano le Regioni rispetto ai fondi messi a disposizione dal Ministero. – ha dichiarato il vice Ministro Nencini – È un sistema utile non soltanto per mettere in trasparenza il lavoro che viene fatto, ma per dare un incentivo anche alle singole Regioni italiane a muoversi con la rapidità che viene richiesta. Gli alloggi di edilizia residenziale pubblica in Italia sono circa 1 milione. Noi abbiamo conteggiato il 10-15% che hanno bisogno di una sistemazione per essere resi abitabili. Ci sono piccoli interventi, entro i 15.000 euro e interventi più complessi entro i 50.000 euro. Questo potrebbe essere l’avvio dell’‘anno della casa’ e l’esecuzione di questo programma è assolutamente indispensabile per avviare una seconda fase da collegare alla prossima Legge di Stabilità. Da qui la fretta di vedere eseguiti gli interventi sugli alloggi esistenti, perché noi vogliamo portare a compimento un percorso che non riguarda nuova edificazione, ma un intervento sugli alloggi che già ci sono ma non sono utilizzabile”.

Il Programma di recupero degli alloggi. L’insieme degli alloggi popolari in Italia rappresenta un patrimonio di circa un milione di appartamenti, parte dei quali ad oggi hanno necessità di una messa a norma degli impianti e di interventi di risanamento più o meno consistenti, tanto da rappresentare una situazione molto diversificata.
Il Programma di recupero è stato previsto dal Decreto Legge n. 47/2014, convertito con Legge n. 80/2014 e fa parte di una molteplicità di strumenti del MIT per favorire l’accesso all’abitazione del più ampio numero di persone possibile, in particolare per quelle fasce che, per reddito o condizioni sociali, hanno maggiori difficoltà ad accedere al mercato della casa.
Il Governo ha deciso di dare priorità al recupero del patrimonio residenziale pubblico, accelerando le misure e rispondendo al disagio abitativo e alla necessità a breve termine di alloggi disponibili o riqualificati. Per questo sono stati scelti interventi di ristrutturazione mirati, destinati a migliorare le condizioni degli alloggi popolari esistenti. L’obiettivo, indicato dal Ministro Delrio, è di azzerare gli alloggi vuoti e risanare gli alloggi in cattivo stato entro il 2020 .
Pertanto è stato chiesto alle Regioni di indicare, per i loro territori, il numero e lo stato degli alloggi per i quali è necessario intervenire.
È emerso che 5.767 alloggi sono vuoti a causa di piccoli danni o problemi, che però ne compromettono l’abitabilità e circa 42.000 alloggi abitati sono in cattivo stato e necessitano di opere di risanamento e manutenzione straordinaria più importanti.
Per agire in modo rapido ed efficiente si è scelto di suddividere gli elenchi degli alloggi inviati dalle Regioni in due tipologie di intervento, una per interventi rapidi e una con interventi più corposi:

• Recuperare gli alloggi vuoti a causa di piccoli danni o problemi che però ne compromettono l’abitabilità, ai quali sono stati destinati finanziamenti fino a 15.000 euro per intervento, da attuare con la massima urgenza;
• Risanare e mettere a norma gli alloggi in cattivo stato per i quali si rende necessaria una manutenzione straordinaria più impegnativa e per ciascuno di questi è disponibile uno stanziamento fino a 50.000 euro.

L’obiettivo del biennio è di rendere disponibili tutti i 5.767 alloggi vuoti che necessitano di piccoli interventi entro la fine del 2016 e di avviare il lavori di ristrutturazione, per la quale serve più tempo, per 20.769 alloggi in cattivo stato, su 42.000, entro il 2017.
Sono stati già trasferiti alle Regioni circa 210 milioni di euro, e altri 45 milioni di euro verranno trasferiti nei prossimi quattro mesi, a cui si aggiungono le ulteriori risorse, già stanziate, fino a un totale di circa 500 milioni di euro interamente dedicati al recupero dell’edilizia residenziale pubblica.
Ulteriori risorse, ancora da destinare, verranno distribuite secondo parametri premianti rispetto ai territori che dimostreranno le migliori performance nel recupero degli alloggi.

Il contatore sul sito del Mit. Il sistema di monitoraggio del MIT è a disposizione del Governo, delle Regioni, degli Iacp, dei Comuni e dei cittadini per far emergere metodi e approcci più virtuosi e stimolare l’iniziativa. Viene aggiornato ogni 6 ore con i nuovi inserimenti.

Il Contatore rileva che il lavoro di Regioni e Iacp si sta concentrando sul recupero degli alloggi vuoti a causa di piccoli lavori e che, come viene riportato nella home page del Mit, sono stati finiti i lavori in 1.665 alloggi che erano vuoti e che ora potranno essere assegnati.
Il maggior numero degli alloggi ripristinati sono nella regione Lombardia, con 388 alloggi finiti, mentre è la regione Valle d’Aosta che ha sistemato la percentuale più alta rispetto agli alloggi che ha iscritto in questa tipologia, 100%. La seconda tipologia sugli alloggi in cattivo stato da ristrutturare che necessita più tempo al momento segnala solo 66 interventi avviati.
Cliccando sul Contatore, nelle pagine interne, si possono leggere i dati specifici per i due tipi di recupero, distribuiti per regioni su due mappe distinte e con tabelle. Il monitoraggio e la trasparenza dei dati sugli alloggi Erp recuperati si arricchiscono anche con la pubblicazione puntuale degli interventi su http://dati.mit.gov.it portale opendata del Ministero, il primo ad essere conforme agli standard europei CDAT-AP-IT.

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