domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

È morto Max Fanelli. Locatelli: “Ora legge sul fine vita”
Pubblicato il 20-07-2016


maxfanelli“Oggi 20 luglio ho lasciato questo mondo. Con il corpo certo, con l’anima spero di no. Mi auguro solo di aver lasciato una voglia, un desiderio, una necessità. Quella di lottare per le ingiustizie sociali, con determinazione, studio e persistenza, guidati sempre dall’amore per la vita. In questo modo sarò sempre con voi. Max”. Sono le parole di Max Fanelli affidate alla sua pagina ufficiale di Facebook. Fanelli, di Senigallia, era da anni malato di Sla (sclerosi laterale amiotrofica). Se ne è andato dopo anni di sofferenze e di lunghe battaglie contro una malattia terribile, contro la quale ancora non esiste nessuna cura. Nella sua vita si è battuto fino all’ultimo affinché anche in Italia venga approvata una legge sul “fine vita”. Una lotta faticosissima, intrapresa con coraggio e per un lungo periodo in perfetta solitudine, portata però con il passare dei mesi e grazie a una straordinaria tenacia all’attenzione dell’opinione pubblica nazionale facendosi portavoce di quanti chiedono il diritto di morire con dignità. A sostenere la necessità che la sua battaglia continui è Pia Locatelli, capogruppo del Psi alla Camera e coordinatrice, assieme a Marisa Nicchi e alla sottosegretaria Borletti Buitoni, dell’Intergruppo per il fine vita e il testamento biologico. “Max Fanelli – ha detto – è morto senza vedere conclusa la sua ultima battaglia: una legge sul fine vita che dia ai malati terminali la libertà di scegliere. In Parlamento siamo riusciti finalmente a calendarizzare il provvedimento, attualmente in discussione in Commissione, ma i tempi perché arrivi alla discussione in Aula sono lunghi e incerti”. “Quello del fine vita – ha concluso la parlamentare socialista – è un tema che riguarda tutti, come parlamentari non possiamo non vedere le istanze che ci arrivano dalla società civile: il nostro dovere è di fare al più presto una legge”.

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“Se il Parlamento oggi discute di fine vita, o meglio di libertà e di vita – ha aggiunto la portavoce del Psi Maria Cristina Pisani – il merito è suo e di Monica, una donna giovane, coraggiosa e instancabile alla quale oggi va tutta la nostra vicinanza”. “Max chiedeva  di poter scegliere come e quando porre fine a una vita che non era più vita – ha proseguito Pisani. Noi andremo avanti, fuori e dentro il Parlamento, per portare avanti le sue battaglie. Grazie Max, grazie Monica.” (La moglie di Max, ndr).

In Parlamento i socialisti, con i radicali sono da sempre sensibili all’idea di una legge sul fine vita. Già nel 2015 avevano creato il motto “Libertà di essere, libertà di scegliere” in  “attesa che anche il Parlamento batta un colpo”. Riccardo Nencini lo scorso anno, in una lettera di chiamata ai suoi consiglieri regionali, scriveva: “Nel nostro Paese, non esiste ancora una normativa in merito, nonostante la presentazione di diversi disegni di legge, nonostante nella Costituzione italiana il diritto all’autodeterminazione delle cure ed il principio della volontarietà dei trattamenti sia implicitamente affermato, nonostante i molteplici contributi giurisprudenziali. Nulla, nemmeno un cenno”. Quindi, “cogliamo insieme questo respiro di libertà, evitando la rigidità. Perché non siano altri a scegliere per noi”.

Redazione Avanti!

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