lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ecofin, trattativa aperta per il salvataggio di Mps
Pubblicato il 12-07-2016


Quello dell’Ecofin di ieri e oggi è stato un appuntamento molto impegnativo. Davanti ai ministri dell’economia e delle finanze, sul tavolo il deficit di Spagna e Portogallo con la richiesta automatica di sanzioni, la questione degli aiuti alle banche italiane che vedono crescere il totale delle ‘sofferenze’ salito a 200 mld, le previsioni al ribasso per la nostra economia, causa Brexit, del Fmi. E mentre il ministro Padoan esclude che ci sia un ‘caso Italia’ il suo collega ceco Babis, in un tweet ha scritto che il problema “più grande per l’Europa potrebbe essere la salute di alcune banche italiane”.

Il presidente dell'Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem col ministro Pier Carlo Padoan

Il presidente dell’Eurogruppo Jeroen Dijsselbloem col ministro Pier Carlo Padoan

Il Consiglio dei ministri finanziari Ue ha confermato l’indicazione fornita dalla Commissione europea sulla mancata correzione, da parte di Spagna e Portogallo, del deficit eccessivo, che resterà sopra il 3% del Pil perché i due Paesi non hanno deciso “azioni efficaci” come richiesto dalle raccomandazioni di Bruxelles. Per questa ragione potrebbero scattare le sanzioni che possono arrivare allo 0,2% del Pil, ma Madrid e Lisbona hanno la possibilità di presentare un ricorso entro 10 giorni per la riduzione fino all’annullamento delle sanzioni. Una speranza fondata sia sulle parole del presidente di turno dell’Ecofin, lo slovacco Peter Kazimir – “Sono sicuro che alla fine raggiungeremo una soluzione intelligente” – sia sulle posizioni della stessa Commissione propensa formalmente, alla luce dei progressi fatti dai due Paesi, di proporre sanzioni solo simboliche, cioè di un ammontare pari a zero.

Più ingarbugliata rimane la questione delle nostre banche su cui si sta discutendo da giorni su possibili ricapitalizzazioni precauzionali di quegli istituti oberati da pesanti sofferenze. Il principale nodo riguarda il contributo da chiedere agli investitori, come previsto dalle regole europee del Bail In. Roma vorrebbe una sospensione delle regole, ma per ora non è riuscita a spuntarla anche perché vorrebbe dire far pagare alla collettività le speculazioni andate a male di pochi.
“Nel discutere la Brexit – ha detto il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan al termine dell’Ecofin – siamo stati concordi che ha fatto emergere instabilità in tutto il sistema bancario europeo e non solo” e quindi non c’è un’identificazione “solo nel sistema italiano”. “Il sistema bancario rimane solido” anche se ha sofferto di alcuni anni di “recessione profonda”. “Il fatto che qualcuno dica che il rischio generato dal sistema bancario italiano sia così elevato è una dichiarazione completamente infondata”. Non tutti infatti la pensano come lui. “Tutti parlano di Brexit come di un grosso problema, ma è solo speculazione. Un problema più grande per l’Europa potrebbe essere la salute di alcune banche italiane” ha scritto su Twitter, durante l’Ecofin, il ministro dell’economia della Repubblica Ceca Andrej Babis mentre il presidente dell’Eurogruppo, Jeroen Dijsselbloem ha fatto notare che i problemi italiani sono precedenti alla Brexit, un fatto di appena due settimane fa. Comunque lo stesso Dijsselbloem, si è detto sicuro che una soluzione al problema sarà trovata entro il mese di ottobre, “ben prima che parta il referendum in Italia”.
Rispondendo alla domanda di un giornalista, Dijsselbloem ha confermato che per ricapitalizzare le banche è possibile usare il Meccanismo europeo di Stabilità (Esm), ma nel quadro di un programma che l’Italia non sembra abbia voglia di sottoscrivere perché la sottoporrebbe a vincoli e controlli esterni. “Considero problematica la facilità con la quale i banchieri chiedono l’aiuto pubblico. Contrasterò questa tendenza molto fermamente. I problemi bancari – ha concluso Dijsselbloem – devono essere risolti in primo luogo nelle banche e dalle banche”.

La data prevista entro cui trovare un accordo è quella del 29 luglio quando l’Eba – l’Autorità bancaria europea (European Banking Authority) divulgherà i risultati degli stress test. Se due settimane non si saranno individuate chiare soluzioni al caso Monte dei Paschi di Siena (Mps) e agli altri guai bancari del nostro Paese allora potrebbero emergere seri problemi di instabilità.

Per una soluzione spingono in tanti, a cominciare dalla Francia mentre la resistenza più forte viene da Berlino. Conservatori e socialdemocratici, cioè i due partiti della maggioranza della Larga Coalizione (Große Koalition) che regge il Governo Merkel, si sono nuovamente dichiarati contro gli aiuti pubblici alle banche italiane in difficoltà e hanno chiesto al governo Renzi di attenersi alle regole europee.
Angela Merkel, Pier Carlo PadoanIl potavoce parlamentare per l’economia della Cdu, Joachim Pfeiffer, “Il governo italiano rispetti le regole per la liquidazione ordinata e la ristrutturazione delle banche”, ha detto alla RND (Redaktionsnetzwerk Deutschland), gruppo editoriale proprietario di 30 testate regionali, che una violazione delle regole europee, leggi Bail In, sarebbe “inaccettabile”. A ruota il vice presidente del gruppo parlamentare Spd, Carsten Schneider, ha avvertito che l’Italia non deve aggirare le regole adottate per proteggere i contribuenti europei. Il Bail In è stato infatti pensato per responsabilizzare il board delle Banche, scaricando su azionisti e obbligazionisti il peso di condotte speculative sbagliate per evitare che, come avvenuto in passato, sia lo Stato a farsi carico col denaro pubblico degli ‘errori’ dei banchieri. Come si è visto però di recente, l’applicazione delle regole risulta ‘dolorosa’ anche per i piccoli risparmiatori che possono essere stati ingannati dalle banche oppure aver scelto un rischio calcolato per interessi ben più corposi di quelli offerti dai Titoli di Stato. E il danno collaterale di queste regole di pulizia a vantaggio della collettività, è la perdita di consensi elettorali, un tema su cui, come si vede sono tutti molto sensibili prima delle elezioni, non solo in Italia.

Intanto il bollettino della Banca d’Italia racconta che le sofferenze bancarie è rallentata a maggio sui 12 mesi precedenti, ma che il dato complessivo si è attestato a un soffio dai 200 miliardi di euro (199,994) tornando ai massimi da gennaio, quando fu toccato il picco di 202,065 miliardi.

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