venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Emozioni dalla Coppa Davis. Klizan vince e ricorda le vittime di Nizza
Pubblicato il 19-07-2016


Martin-Klizan1-720x523Triplo appuntamento con il tennis: ad Amburgo, a Bucarest e per l’Italia di Coppa Davis con i quarti contro l’Argentina. Emozioni forti sono venute in particolare da quest’ultima, ma anche dalla finale di Amburgo. Ad affrontarsi, in Germania, lo slovacco e testa di serie n. 7 Martin Klizan, contro l’uruguaiano Pablo Cervantes (n. 3 del seeding). Il primo ha vinto facilmente sull’altro, in un match a senso unico, per 6/1 6/4. Cervantes si era avvantaggiato dell’uscita subito al primo turno di Alexander Zverev (da parte di Imigo Cervantes per 7/5 7/6), di quella della testa di serie n. 1 Philipp Kohlschreiber (ad opera di Renzo Olivo, in semifinale, per 1/6 6/0 7/5) e della n. 2 Benoit Paire, sempre al match d’esordio, da Daniel Gimeno-Traver per 7/5 3/6 6/4. Klizan, invece, ha commosso dedicando la vittoria a un amico sfuggito alla strage di Nizza e salvatosi quasi per miracolo. Ovviamente ha voluto rivolgere un pensiero a tutte le vittime della tragedia, ringraziando in particolare tutto il suo team e la sua fidanzata “senza i quali non sarebbe riuscito a raggiungere tale traguardo importante”. Peccato per il giovane tedesco Zverev che non riesce a giocare un buon torneo in casa, forse un po’ di stanchezza anche per il caldo, sotto gli occhi attenti del fratello maggiore Mischa, che lo sostiene in ogni occasione. Mischa intanto ha vinto facilmente il primo turno dell’Atp di Kitzbühel su Facundo Bagnis con un doppio tie-break, entrambi per 7 punti a 5.

Male per l’Italia nell’Atp di Amburgo, rappresentata da Thomas Fabbiano, che nell’incontro d’esordio nel torneo viene sconfitto da Nicolas Kicker per 6/3 5/7 6/1. La stessa forte amarezza c’è stata nel femminile nel Wta di Bucarest. Subito derby azzurro al secondo turno tra Francesca Schiavone e Sara Errani. Quest’ultima si avvale del ritiro forzato della tennista milanese, a causa di un problema alla spalla, ad inizio di terzo set ma senza giocarlo. Dopo aver vinto agevolmente il primo set per 6/1, Francesca comincia ad accusare stanchezza e questo forte e doloroso fastidio fisico; problema che permette a Sara di vincere il secondo per 6/2, così la Schiavone decide di non disputare il terzo set. Al terzo turno la bolognese e testa di serie n. 2 si fa, però, sorprendere dalla giovane Anastasija Sevastova, che la batte per 7/6(4) 6/3. L’avversaria dell’azzurra arriverà poi in finale, dove affronterà la padrona di casa: la rumena Simona Halep e n. 1 del seeding. Tutto facile per l’attuale n. 5 del mondo, una campionessa in grado di rifilarle un doppio 6/0, un ko tecnico duro e difficile da accettare per una tennista ostinata, orgogliosa e determinata, grintosa quale la Sevastova, ma la maggiore esperienza ha regalato più freddezza e lucidità tattica alla giocatrice di Costanza, classe ’91, ma con già all’attivo (a soli 24 anni) 13 titoli Wta.

Le emozioni azzurre, però, non sono finite con la Errani e la Schiavone. Anzi, sono state intensissime nei quarti di Coppa Davis tra Italia e Argentina. Un po’ di sfortuna ha penalizzato i nostri tennisti. Nulla ha potuto Fabio Fognini, l’uomo chiave per capitan Barazzutti, che pur dando il massimo non è riuscito a contrastare la potenza di Del Potro e soprattutto di Delbonis. L’Argentina si impone per 3-1. Andreas Seppi perde il primo singolare contro Delbonis per 7-6 3-6 6-3 7-6, in tre ore e 38 minuti. L’alto atesino gioca bene, ma sbaglia troppo; mentre l’argentino è più deciso, aggressivo, incisivo e preciso. Fabio pareggia i conti nel secondo singolare contro Monaco. Si impone con semplicità, quasi troppa dopo il vantaggio del doppio 6/1. Un attimo di distrazione a inizio terzo set, poi recupera la concentrazione e va a chiudere per 7/5. Non fa, però, tuttavia in tempo a gioire per la vittoria che già deve riscendere in campo per il doppio con Paolo Lorenzi contro Juan Martin Del Potro e Guido Pella. Il rinvio per pioggia del secondo singolare ha molto penalizzato il tennista ligure, che si è trovato a giocare più di cinque ore, a distanza di poco tempo per recuperare, in una sola giornata. Poi l’impossibilità di Seppi a disputare il doppio e l’indisponibilità di Bolelli a seguito del recente intervento a cui si è dovuto sottoporre, sono state tutte contingenze peculiari a nostro sfavore. L’unica alternativa sarebbe stata far giocare e scendere in campo per primo Fognini, ma con il senno di poi son tutti bravi. Peccato perché l’Italia meritava, ci ha messo davvero il cuore. Una Pennetta agitatissima come non mai sugli spalti, tutta la famiglia Fognini al seguito, sono solo alcuni indici di quanto tutto il team azzurro ci tenesse. Ma il tennis è anche questo, si vince e si perde (e non sempre meritatamente), come ha concluso un po’ amareggiato Barazzutti. Nel doppio Del Potro fa la differenza nei momenti decisivi. All’inizio Fabio è assente pressoché in campo, troppo stanco, e Lorenzi non è in grado di tenere né fare partita. Poi il risveglio d’orgoglio di Fognini che riesce a trascinare anche Paolo. Si va al quinto set: 61 76(4) 36 36 64 il risultato finale; un match tiratissimo, durato dopo 3 ore e 50 minuti, che si fa sentire sulle gambe del tennista azzurro il giorno dopo. Fognini sa, però, che spetta a lui “salvare” l’Italia. Appena comincia la partita è poco mobile, affaticato, nervoso, spreca molto, sbagliando tanto, troppo, soprattutto di dritto. Un po’ di sfortuna aggrava la situazione.

Delbonis fa male soprattutto con il dritto mancino ad uscire. Si porta avanti di due set per 6/4 7/5. La partita sembra finita, con un Fognini incapace di trovare la chiave di svolta. Poi reagisce di rabbia, di astuzia, di intelligenza e di finezza tecnica e tattica, infilando l’argentino in particolare con le palle corte. Delbonis ha un calo, si incarta, sembra aprirsi uno spiraglio di speranza per l’Italia. Il ligure prima conquista il terzo set per 6/3 (gridando “io ci sono”), poi va a un passo dal portare a casa anche il quarto, ma non riesce a trascinare il match al quinto set e si arrende per 7/5 dopo tre ore e 34 minuti. Annulla in compenso il primo match point per l’argentino effettuando il più bel punto di tutto lo scontro di Coppa Davis, con un passante in recupero in allungo a una sola mano di rovescio, che mette a segno infilando Delbonis a rete. Non ha sfruttato, però, altre diverse occasioni: era andato, in primis, a servire sul 5/3 nel quarto set e si è fatto strappare il game per giungere al quinto. Così anche nel primo set. Forse Fognini avrebbe dovuto insistere più sul rovescio di Delbonis, scorciare gli scambi venendo più a rete e diventando più aggressivo; invece in certe occasioni è rimasto più a fondo, tirando accelerate di cui ha perso il controllo per trovare la soluzione vincente, ma sbagliando in particolare i colpi di dritto. Delbonis tuttavia ha conquistato il match con l’autocontrollo.

Troppo carico Fabio, che in certi momenti è andato troppo di fretta invece di frenare la partita: quando ha rallentato un po’ gli scambi con qualche back e palla lobata ha ottenuto qualche 15 in più; un gioco più contenuto e in sicurezza, costringendo l’avversario a rischiare maggiormente andava a suo vantaggio: ma non è facile gestire né controllare le emozioni in tale circostanza si sa. Ora l’Argentina in semifinale affronterà la Gran Bretagna che ha eliminato la Serbia (entrambe senza i big: non sono stati schierati né Djokovic né Murray).

Barbara Conti

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