sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Giappone. Ora Abe può modificare la Costituzione
Pubblicato il 12-07-2016


abeUn vittoria schiacciante, oltre ogni aspettativa, quella della coalizione governativa giapponese guidata da Shinzo Abe che ha ottenuto 70 dei 121 seggi disponibili alla Camera alta, 56 per il Partito Liberal-Democratico del premier e 14 per il Komeito, maggiore partito alleato. Per un totale di 77 seggi per l’intera coalizione. Grazie ai due terzi dei seggi già occupati infatti alla Camera bassa, con questi numeri Abe è il primo leader della storia del Giappone a poter contare su una maggioranza così schiacciante in entrambe le aule del Parlamento. Tanto che si prospetta adesso la possibilità da parte del premier nipponico di portare avanti senza grossi ostacoli il progetto di riforma dell’articolo 9 della Costituzione imposta alla fine del secondo conflitto mondiale dagli Stati Uniti, che impedisce al Giappone di detenere un esercito regolare.

Una notizia che ha già allarmato i media internazionali, infatti per i nazionalisti giapponesi di destra la Costituzione in vigore rappresenta una umiliazione insopportabile. Per modificare la Costituzione ci vuole un referendum, per il quale occorre una maggioranza di due terzi in entrambe le camere del Parlamento. Finora Abe non aveva i numeri, ma le elezioni hanno stravolto la situazione.E Abe da sempre ha criticato l’attuale Carta, dichiarando di volerla cambiare togliendo molti di quei vincoli ultrapacifisti imposti dagli Stati Uniti dopo la resa nipponica nel 1945. E proprio su questo punto il partito liberaldemocratico ha vinto queste elezioni, nonostante i problemi economici che attanagliano anche il Giappone. I sostenitori della riforma costituzionale giustificano la loro posizione con il peggioramento della sicurezza e le tensioni nella regione Asia-Pacifico.

Recentemente il governo di Shinzo Abe ha comunque già di fatto aggirato gli articoli ‘pacifisti’ della Costituzione giapponese non solo rafforzando e riarmando le forze armate, ma prevedendo che possano partecipare anche a missioni fuori dal territorio nazionale. Tokyo ha già creato una possente marina da guerra, già impegnata negli ultimi anni in crescenti e pericolose scaramucce con quella di Pechino per il possesso di alcuni arcipelaghi contesi dalle due potenze.

Una propaganda improntata proprio sul riscatto e sull’amor di patria, unita a una campagna elettorale vincente evitando per la seconda volta il previsto aumento dell’Iva e promettendo nuovi incentivi fiscali alle imprese. Così le elezioni si sono rivelate un disastro per le opposizioni, il Partito Democratico, è passato dai 60 seggi a 49. Nonostante poi la fusione dei democratici con il piccolo Partito dell’Innovazione e l’alleanza con il Partito Comunista (che invece ottiene 6 seggi, raddoppiando il precedente risultato).

Liberato Ricciardi

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