mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il Caso Ilaria Capua e noi
Pubblicato il 08-07-2016


Sembra incredibile il caso della scienziata Ilaria Capua, passata per un lungo calvario giudiziario, indagata per ventiquattro mesi con ipotesi di ignobili commerci, senza mai essere interrogata e poi prosciolta perché “il fatto non sussiste”. Nel frattempo articoli scandalistici l’hanno demolita: restata isolata, “abbandonata al suo destino”, le è stato chiesto di dimettersi da parlamentare, approdando per fortuna in una prestigiosa università americana. Può la macchina giudiziaria operare così?

Certo che sì! Paolo Mieli che meritoriamente ha denunciato l’accaduto sul “Corriere della Sera” del 7 luglio, aggiunge che son “cose capitate anche ad altri negli ultimi decenni”. E nessuno, o pochissimi, hanno chiesto loro scusa! Si parva licet, rientrerei anch’io in questi casi: indagato tra il 1994 e il 1995 per ventun mesi, sono stato infine prosciolto perché le indagini “mai hanno lumeggiato neppure la sussistenza di semplici indizi di uno dei reati (abuso e truffa) ipotizzati”. Mai interrogato, straziato su giornali e tv, ho perso il lavoro, oltre alla dignità. Scuse dall’apparato giudiziario inquirente? Nessuna.

Ma dimenticavo di dire che allora si era in piena campagna “Mani pulite”, ed io ero pregiudizialmente dalla parte del torto, essendo socialista. Ma quanti dei miei compagni e amici appartenenti alle forze del centrosinistra storico – nella stragrande maggioranza dei casi innocenti e bravi amministratori – hanno subito la stessa sorte? La scienziata Capuà è restata “isolata”: per noi fu un isolamento di massa, che pare non abbia giovato affatto alla democrazia italiana.

Nicola Zoller

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