venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il debito pubblico cresce ancora. Nuovo record
Pubblicato il 15-07-2016


BancaItalia

A maggio il debito pubblico  tocca un nuovo record e si attesta a 2.241,8 miliardi, in aumento di 10,9 miliardi rispetto al mese precedente (2.230,8 miliardi ad aprile). Lo rende noto Bankitalia nel Supplemento “Finanza pubblica, fabbisogno e debito”. L’incremento è dovuto all’aumento delle disponibilità liquide del Tesoro (8,0 miliardi, a 72,7 miliardi alla fine di maggio 2016), al fabbisogno del mese (2,1 miliardi) e all’effetto complessivo degli scarti e dei premi di emissione, della rivalutazione dei titoli indicizzati all’inflazione e del deprezzamento dell’euro (0,8 miliardi). Con riferimento ai sottosettori, il debito delle amministrazioni centrali è aumentato di 10,5 miliardi e quello delle Amministrazioni locali di 0,4 miliardi; il debito degli Enti di previdenza è rimasto sostanzialmente invariato.

A maggio le entrate tributarie contabilizzate nel bilancio dello Stato sono state pari a 33,8 miliardi (31,0 miliardi nello stesso mese del 2015). Nei primi cinque mesi del 2016 le entrate tributarie sono state complessivamente pari a 152,3 miliardi, in aumento del 4,2 per cento rispetto a quelle relative allo stesso periodo dell’anno precedente; al netto di alcune disomogeneità contabili e temporali (riguardanti principalmente l’Irpef, l’Iva, l’imposta di bollo virtuale il canone Rai), si può stimare che la crescita sia stata significativamente inferiore.

Da palazzo Koch arriva anche l’allarme sulla crescita italiana che rallenta nel secondo trimestre e, anche se l’impatto della Brexit sull’economia è finora contenuto, tuttavia conseguenze “più significative” potrebbero materializzarsi nei prossimi mesi in caso di un forte calo dell’attività del Regno Unito determinando una crescita del Pil poco al di sotto dell’1% quest’anno e attorno all’1% il prossimo anno.

Quanto alla crisi delle banche, l’Italia “sta valutando la possibilità’ per lo Stato di intervenire” nel settore bancario con ricapitalizzazioni, “temporaneamente e a scopo precauzionale”: tale possibilità è”esplicitamente prevista dalle norme europee”.

“La situazione dei mercati può creare rischi sistemici per i singoli Stati membri e per l’area nel suo complesso, che richiedono la predisposizione di un sistema di sostegno finanziario pubblico da attivare in caso di necessità”, si legge nel bollettino economico. “Il calo dei corsi azionari delle banche – prosegue la Banca D’Italia – è stato accentuato dall’elevato livello di crediti deteriorati e dal timore che le attuali condizioni dei mercati possano rendere più difficile la cessione di queste esposizioni o la raccolta di capitale. Il Governo ha notificato alla Commissione europea, che l’ha approvata, l’intenzione solo qualora ve ne sia la necessità, la garanzia dello Stato a passività bancarie di nuova emissione, remunerata a condizioni di mercato e nel rispetto della disciplina sugli aiuti di Stato. Si sta anche valutando la possibilità per lo Stato di intervenire nel settore bancario con ricapitalizzazioni, temporaneamente e a scopo precauzionale; tale possibilità  è esplicitamente prevista dalle norme europee con riferimento ai risultati delle prove di stress, quando risponda all’obiettivo di evitare gravi perturbazioni dell’economia e di preservare la stabilità finanziaria”.

Redazione Avanti!

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