lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Il “democratico” Erdogan ripristinerà la pena di morte
Pubblicato il 19-07-2016


E’ stato un falso golpe o un tentativo di colpo di Stato di alcuni reparti militari che hanno commesso una serie di errori,sino a farli diventare un boomerang? Tutti gli analisti politici e gli esperti di “cose turche“ si interrogano da giorni su come si siano svolti i fatti in Turchia, se Erdogan sapeva o meno, se i servizi segreti abbiano orchestrato tutto e cosi via. L’unica cosa certa appaiono ora gli oltre 300 morti (quasi la metà civili), i quasi ottomila arrestati (fra militari e magistrati), i 13 mila impiegati pubblici (la maggior parte del ministero degli Interni, licenziati in tronco). Ma non è solo questa la conseguenza del tentato golpe. Vi è anche la minaccia della pena di morte, che Erdogan vuole che diventi realtà, sfidando anche su questo l’Unione europea, con cui – ha fatto capire – che non ha più alcun interesse a proseguire le trattative.
“Del resto, afferma il “sultano”, Stati Uniti, Cina e Russia non hanno la pena capitale? Perché la Ue ha qualcosa da ridire se un paese sceglie di ripristinare democraticamente la pena di morte? “Erdogan ha una concezione tutta sua della “democrazia”,che ovviamente non ha nulla a che vedere con quella che conosciamo del modello occidentale. In nome della “democrazia” intende punire i golpisti,compresi i soldati che hanno solo obbedito a degli ordini e che probabilmente non sapevano neppure di diventare “golpisti”, vista l’obbedienza cieca che i militari hanno, per tradizione storica, nei confronti degli ufficiali e dei comandanti.
Vi sono molti “buchi” anche nei racconti di quella tragica notte : non si sa ancora chi effettivamente ha organizzato il colpo di Stato, quali complicità, interne (politiche, militari, religiose, lobby industriali) ed estere vi siano state. Rimane, fra tutte le ombre, il “misterioso” silenzio di 4-5 ore da parte di tutte le cancellerie, a cominciare da quelle americane, russe ed europee. E’ evidente che questi paesi attendevano l’esito del golpe per esprimersi,anche se Erdogan rappresenta comunque un presidente eletto democraticamente e che nessun colpo di Stato può essere giustificati dai paesi democratici . Chi sia stata la mente e chi ha mosso le fila del complotto,prima o poi,sarà svelato. Non sono in ogni caso giustificabili metodi medievali che riportano la Turchia agli anni precedenti ad Ataturk: i soldati denudati, frustati, lasciati senza cibo e acqua ,ammucchiati peggio delle pecore e dei maiali. In nome di Allah? Ma il Corano non fa riferimento ad alcuna vendetta di questo tipo, semmai parla di perdono,di misericordia, anche con i propri nemici. In ogni caso, laicamente, dobbiamo insistere sulla necessità della giustizia umana ,bandendo la vendetta barbara e disumana. Erdogan, che sbandiera sempre la parola “democrazia”, evidentemente non si rende conto che si muove invocando sempre un dio feroce e vendicativo. Esattamente come fa l’Isis, un califfato che disonora l’Islam, che calpesta ogni etica, ogni tutela dei diritti degli esseri umani. Abbiamo apprezzato molto le parole di Angela Merkel che, il giorno dopo il tentato golpe, si è soffermata con passione sui valori degli esseri umani, richiamando la giustizia, condannando ogni proposito di vendetta e denunciando le torture che vengono indiscriminatamente praticate sui prigionieri, militari e civili.

La stessa sensibilità non l’abbiamo riscontrata negli altri capi di Stato, europei ed americani, (Segnaliamo solo una intervista, ammirevole, del nostro ministro Gentiloni che ha insistito sugli aspetti umanitari degli sconfitti di Ankara). E’ da deprecare però il silenzio di tante organizzazioni umanitarie, delle stesse Nazioni Unite e dell’Unione europea per le gravi violazioni contro i diritti umani, a cominciare dalle detenzioni illegali e dalle torture,fisiche e morali ,degli arrestati.
Tutti i giornalisti e gli intellettuali turchi, compresi quelli che hanno subito lunghi anni di carcere perché hanno lottato per la libertà di stampa,sono ora paralizzati dalla paura: la repressione era già intensa prima del golpe, figuriamoci oggi. Erdogan ha dichiarato che intende “ripulire” tutti i settori della pubblica amministrazione, della comunicazione, della cultura, senza mezzi termini: il golpe, voluto, auspicato o meno,” è stato – lo ha ammesso lui stesso- un dono di Allah per costruire una nuova Turchia”. E’ questa la democrazia di Erdogan,che diventerà sempre più un despota,privando i turchi di ogni residua libertà di pensiero . In questa prospettiva va letta la polemica con gli Usa (può essere utile, visto la campagna elettorale americana, già arroventata) e aver scelto come bersaglio l’imam Fethullah Gùlen, a suo giudizio, l’ispiratore del putsch. Ma, a supporto di una richiesta, perora solo verbale, non ha potuto presentare alcuna prova della complicità di questo religioso nel tentato golpe. Si tratta,ovviamente,solo di pretesti: Gùlen ha influenzato sicuramente diversi milioni di cittadini turchi con il suo credo islamico poco ortodosso, compresi centinaia di ufficiali e ampi settori dell’esercito. Ma da qui a improvvisarsi maestro di congiure ce ne passa. Intanto però il “democratico” Erdogan sta attivamente operando per regolare i suoi conti anche con i curdi, magari sostenendo sotto banco lo stesso Isis. E ne siamo certi l’Occidente, ancora una volta, starà a guardare.

Aldo Forbice

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Caro Dottor Forbice,

    avendo visitato diverse volte la Turchia e avendo da quelle parti alcuni buoni amici, mi sbilancio ritenendo che il colpo di stato sia stato vero. Era nell’aria da tempo, in Turchia si sentiva spesso la gente ripetere che prima o poi l’esercito, sia pure indebolito da alcune purghe erdoganiane, sarebbe intervenuto per ripristinare i principi della costituzione di Atatürk, principi che già da diversi anni venivano sistematicamente violati dal governo dell’aspirante sultano. Tutto ebbe inizio una decina di anni fa, le prime velate critiche ad Atatürk, fino ad allora impensabili, da parte di radio e televisioni locali, i primi veli nei luoghi pubblici, poi negli edifici governativi, poi da parte della moglie del presidente di allora, le chiamate alla moschea non più cantate ma urlate a squarciagola da muezzin fanatici, gli Imam predicanti nel museo di Santa Sofia, quindi le rasse sugli alcolici, le offese alle donne etc,etc.
    Il golpe c’è stato, il vuoto di potere anche, ma purtroppo è andata male. La mia previsione è che il mondo resterà a guardare, la Turchia diventerà una repubblica teocratica, il repulisti sarà lungo e meticoloso, Erdogan è uno che non lascia niente al caso.
    La Turchia, quella che conoscevamo, è finita.
    Cordiali saluti, Mario.

Lascia un commento