mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Il teatro cambia volto
per scuotere l’Europa
da un condominio
Pubblicato il 07-07-2016


Teatro Rimini Protokoll citofonoANCONA – Non si arriva come sempre a teatro. Un sms avverte, dove si può andare per vedere lo spettacolo “Europa a domicilio” della compagnia Rimini Protokoll. Attraversata quasi tutta la città a piedi, dopo aver acquistato il biglietto al Teatro delle Muse, si deve suonare al campanello di via Vittorio Veneto n. 46, L’allestimento è in un’abitazione privata.

La prima scena si apre tra il rumore delle auto e qualche bicicletta che cammina vicino al marciapiede. Di fronte alla facciata di un palazzo un nugolo di persone inizia a trasformarsi… in una compagnia di attori. La città di Ancona è lo sfondo in cui è ambientata la storia di tante comunità che si devono integrare. La vicenda continua nelle stanze di un appartamento “insospettabile” al secondo piano.

Uno degli spettatori suona al campanello “Europa a domicilio”, ma nessuno risponde. Dopo qualche minuto: una voce ci invita a salire. Quindici spettatori incominciano a parlare del loro passato: una cartina bianca sul tavolo su cui devono essere indicate le destinazioni di viaggio degli attori-spettatori. Il regista è il gran cerimoniere, cioè l’ideatore del gioco, mentre gli spettatori si sono straformati in attori invitati a partecipare al convivio di Europa, Asia, Africa e Cina. “L’idea astratta di Europa si trasforma così in realtà tangibile ed è calata concretamente dentro uno spazio sociale di condivisione, per l’intera durata della performance” (sito web Inteatro festival).

Teatro Rimini ProtokollLe domande  scritte sugli scontrini sono strappate dagli spettatori. Ci si interroga, si parla, ci si confronta. C’è un’aria gelida tra i quindici partecipanti nella casa. I personaggi-attori sono davvero se stessi?  Dopo più di dieci minuti si avverte ancora un’aria gelida, che non si scalda, e che aleggia tra i partecipanti. Ci si guarda negli occhi. Dov’è l’Europa? La sceneggiatura crea un network sociale tra le persone: dialogo, condivisione e cibo. Non è certo questo – come si è capito – il luogo migliore per risolvere i problemi dell’Europa tra litigi e le discussioni nella terrazza di un “condominio”.

Nota critica di fondo: lo spettacolo non crea cultura in senso stretto. Il rinnovamento è nella scenografia, nella trasposizione dal pensiero a opera teatrale. L’evento andato in scena, lo scorso 5 luglio, è stato in prima nazionale e rubricato dal “Festival Inteatro” 2016.

Andrea Carnevali


La direzione e l’ideazione dello spettacolo è di Helgard Haug, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel (Rimini Protokoll) mentre la drammaturgia di Katja Hagedorn. Si sottolinea la collaborazione artistica di Cornelius Puschke; l’interaction design è a cura di Hans Leser e Grit Schuster, il set: Belle Santos e Lena Mody. La compagnia è stata vincitrice nel 2011 del Leone d’argento alla 41.ma Biennale di Teatro di Venezia con Helgard Haud, Stefan Kaegi e Daniel Wetzel.

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