giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

QUESTIONI DI SICUREZZA
Pubblicato il 13-07-2016


Italian Transport Minister Graziano Delrio (L) and Civil Protection chief Fabrizio Curcio (R) arrive at the site of the head-on train collision between the towns of Andria and Corato in the southern Puglia region, Italy, 12 July 2016. The crash, that took place on a single-track stretch, has left at least 20 dead. ANSA/ LUCA TURI

Graziano Delrio e Fabrizio Curcio . ANSA/ LUCA TURI

Il giorno dopo l’incidente ferroviario tra Andria e Corato si tenta di far luce sulla tragedia che ha sconvolto la Puglia e l’Italia.
Ventitré morti, alcuni ancora non identificati, 52 feriti, con le ricerche proseguite per tutta la notte e le indagini che adesso puntano ad accertare eventuali responsabilità della strage. Nel frattempo è partita la gara di solidarietà, nel giro di ventiquattro ore in Puglia (da ieri e fino alle ore 13 di oggi) sono state raccolte 2724 sacche di sangue, quasi il triplo delle 464 unità raccolte in media ogni giorno nella regione. Il coordinatore del centro regionale sangue della Puglia, Michele Scelsi, ha spiegato: “La risposta maggiore delle donazioni si è avuta nei luoghi vicini alla strage, ma anche a Barletta e Bari dove le strutture sanitarie sono state prese d’assolto dai donatori che hanno dovuto aspettare fino a quattro ore pur di donare sangue”. “Nella mia struttura, nell’ospedale San Paolo – sottolinea Scelsi – sono spontaneamente tornati dalle ferie medici, infermieri e ausiliari”.

Nel frattempo sul porto inquanta vigili del fuoco, assieme agli altri soccorritori, hanno continuato a tagliare e spostare le lamiere contorte dei due convogli alla ricerca di eventuali dispersi: un lavoro, ha spiegato il comandante dei vigili del fuoco di Bari, ancora lungo: “Stiamo demolendo progressivamente i pezzi delle carrozze più incidentate, poi procederemo alla rimozione dei resti. Opereremo in questa maniera, anche con l’aiuto delle unità cinofile, fino a quando non potremo escludere la presenza di altre persone”.

Due escavatori e una gru hanno rimosso pezzi di lamiere aggrovigliate e sedili sradicati e sono riusciti a trovare la scatola nera del treno che era partito da Corato e un frammento di quella a bordo dell’altro, che aveva lasciato la stazione di Andria. “È presto per fare valutazioni, ma è evidente che qualcosa non ha funzionato come avrebbe dovuto. È una tragedia incommensurabile. Ora ci dobbiamo occupare delle persone a bordo, poi avremo il tempo di capire cosa è successo”. Queste le parole del direttore generale di Ferrotramviaria, Massimo Nitti in un intervento al Tg1. Nitti ha sottolineato che “sicuramente qualcosa non è andato come doveva andare: uno dei due treni non doveva essere lì. Quale non so dirlo”. Una nota diffusa da Ferrotramviaria “chiarisce che al momento l’azienda non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale” sulle cause dell’incidente, spiegando che sono circolate “su alcuni siti internet ed alcuni blog, false dichiarazioni attribuite al presidente di Ferrotramviaria, Gloria Pasquini, circa presunte responsabilità”. Invece secondo alcune fonti vicine agli investigatori, c’è stato un disguido, erano due i treni provenienti da Corato, uno di questi viaggiava con qualche minuto di ritardo. Per questo motivo il capostazione di Andria avrebbe dato il via libera al treno fermo in stazione, che una decina di minuti dopo si è scontrato con il treno proveniente da Corato. Mentre secondo i media locali, in ogni caso, l’incidente si sarebbe verificato a causa di un errore umano, uno dei due convogli sarebbe partito in anticipo dalla stazione di provenienza: nella tratta, infatti, è in uso il sistema obsoleto del blocco telefonico.

“In questo giorno di lutto non è il momento di scaricare la responsabilità sugli uni o sugli altri, ma è il momento di stringersi tutti insieme e trovare il modo di accelerare sui ritardi accumulati per dare dignità a quello che è un diritto di tutti i cittadini” cioè di spostarsi in sicurezza sui treni. Lo ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Graziano Delrio, nella sua informativa urgente alla Camera sul disastro ferroviario di ieri in Puglia. Il ministro ha poi spiegato oggi i motivi dell’incidente: “La sicurezza della tratta coinvolta dall’incidente è regolata tramite consenso telefonico che lascia interamente all’uomo la gestione ed è tra i sistemi meno evoluti e più a rischio di regolazione della circolazione ferroviaria”. Ora l’obiettivo è estendere il più possibile gli standard di sicurezza delle rete nazionale alle cosiddette ferrovie concesse, le regionali. Delrio lo ha illustrato alla Camera: “Noi indirizziamo fortemente Ferrovie dello Stato a investire sulle reti regionali e sul cargo, e a dare assistenza e aiuto alle regioni. Già sei mesi fa – premette Delrio – abbiamo fatto l’accordo con l’Umbria. Se la gestione viene data a Rfi, la società ha la capacità e i tempi per utilizzare sistemi più avanzati. È un processo che abbiamo avviato da tempo con Umbria, Lazio e Campania, ma lo stiamo promuovendo anche con altri”. L’obiettivo, sottolinea il ministro, è indicato “nel piano industriale di Ferrovie in modo che anche le reti che non sono sotto la nostra competenza si adeguino a standard più elevati”. “La rete nazionale – ricorda – è una delle più sicure del mondo”, grazie al fatto che sono stati completati gli investimenti. “Ora abbiamo detto a Rfi di mettersi a disposizione delle Regioni che hanno bisogno, ed abbiamo destinato anche un pezzo di fondo, nella proposta relativa al Fondo di coesione e sviluppo, per quanto riguarda le regioni del mezzogiorno. È una forma di aiuto all’investimento su queste reti su cui noi non possiamo intervenire perché non sono nostre. La ragioneria del Mit non autorizza a spendere soldi su una ferrovia concessa, in assenza di un accordo” con le regioni. Il ministro ha annunciato anche “un nuovo stanziamento da 1,8 miliardi per le reti regionali di competenza non statale”. Tuttavia i deputati Cinquestelle hanno già annunciato guerra non escludendo la mozione di sfiducia nei confronti del ministro Graziano Delrio. In particolareil deputato del Movimento 5 Stelle Giuseppe D’Ambrosio che ha ricordato la sua interrogazione proprio su quella tratta di ben tre anni fa.

Altre polemiche sono scoppiate sul binario unico, ma il Vice ministro dei Trasporti, Riccardo Nencini ha voluto precisare: “Il binario unico non c’è soltanto nel mezzogiorno. Ci sono 9mila km gestiti da Ferrovie dello Stato che vanno da nord a sud. La differenza è nel controllo della sicurezza”. All’indomani del disastro ferroviario sulla linea Andria-Corato, Nencini ricorda: “Nel tratto in questione vigeva ancora il criterio vecchio del blocco telefonico”. “Non c’era nessuna forma di azione automatizzata – ha aggiunto Nencini – non ci affidiamo più dalla metà degli anni 2000 al cosiddetto blocco telefonico ma ci affidiamo ad un sistema che ha al centro l’automazione. Per farlo sui chilometri di ‘binario Italia’ sono stati investiti circa 4 miliardi di euro a metà degli anni 2000. Abbiamo ereditato una situazione per la quale dal 2008 al 2014 gli investimenti sono diminuiti in infrastrutture Italia del 32%”. Il vice ministro ha aggiunto che ci sono “4 miliardi e mezzo già investiti per la sicurezza delle reti regionali. È la ‘cura del ferro’ che riguarda sia l’alta velocità sia, soprattutto, il ferro regionale. C’è un’attenzione diversa ora su quel mondo”, ha aggiunto in merito agli impegni presi dal Governo.
Inoltre Nencini ha precisato: “La tragedia ferroviaria, oltre al dolore, immenso, e alla rabbia, ha partorito anche numeri sbagliati. I numeri veri. Abbiamo varato negli anni 2015/16 oltre 18 miliardi di investimenti (nel 2014 erano meno di 5 miliardi). Di questi, 4.5 miliardi sono destinati alla sicurezza”.
Il vice ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Riccardo Nencini, che prosegue: “Sono aumentati gli investimenti sul ferro regionale (solo poche settimane fa ulteriori 1.8 miliardi). Tra il 2008 e il 2014, gli investimenti in infrastrutture erano diminuiti del 30%. Insomma, accanto all’alta velocità riprendono finalmente gli investimenti regionali. Infine, solo pochi giorni fa è stata aggiudicata una gara di circa 4.5 miliardi per l’acquisto di nuovi treni”, ha concluso.

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Commenti all'articolo
  1. Opportuna l’iniziativa del Ministro Del Rio e del nostro Segretario Nazionale Nencini.Ci sono voluti 150 anni per costruire in Italia 19674 km di linee ferroviarie,delle quali 16674 km gestite da RFI.Quelle a binario unico coprono 11861 km dei quali 2700 km sono in gestione a società diverse da RFI e soggette al controllo regionale.Ovviamente dove c’è la tecnologia di segnalamento,blocco automatico,distanziamento treni con ripetizione segnali di linea in macchina,la rete ferroviaria è più sicura.Oggi l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie ha diffuso una statistica rassicurante:Sulla ferrovia muoiono o restano ferite gravemente 80 persone all’anno mentre sulla strada si raffrontano 3500 casi di pari gravità umana.

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