sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ugo Intini. Un tempo
era lotta di classe
oggi è lotta di classi
Pubblicato il 28-07-2016


Presentazione libro Intini Lotta di Classi“L’Italia è tra i leader mondiali per vecchiaia. Nel 1951 i neonati erano il doppio di oggi. Gli ottantenni un quinto di oggi. Rischiamo di passare dalla lotta di classe alla lotta di classi”. Ugo Intini ha presentato mercoledì sera all’Enciclopedia Italiana, a Roma, il suo ultimo libro ‘Lotta di classi tra giovani e vecchi?’, edito da Ponte Sisto, assieme al ministro del lavoro Giualiano Poletti, al presidente della Fondazione Nenni, Giorgio Benvenuto e al sociologo Giuseppe De Rita sociologo. Sala gremita con tantissimi socialisti, Giuliano Amato e il parlamentare Oreste Pastorelli.
A introdurre i lavori Stefano Folli, editorialista di ‘La Repubblica’, che ha ricordato le conseguenze dell’invecchiamento della popolazione in termini economici, politiche, sociali, mentre il ministro del lavoro Giualiano Poletti, è stato introdotto da un breve intervento dello stesso Autore – “la vecchiaia è una malattia endemica – che ha riassunto a sommi capi il suo lavoro.
L’invecchiamento, ha spiegato, produce conseguenze anche politiche in tutto il mondo: “Giovani e vecchi si sono divisi nettamente sulle scelte per la Brexit e nelle primarie democratiche Usa”. In Italia i dati sono enormi: “Nel 1862 i bambini e i ragazzi sino ai 15 anni erano il 34,2% della popolazione. Gli anziani oltre i 65 erano il 4,2%. Nel 2015 la piramide risulta largamente capovolta – scrive Intini – gli over 65 si avviano a diventare non un ottavo, ma il doppio degli under 15, perchè gli anziani sono aumentati di oltre 5 volte (salendo dal 4,2 al 21,7%), mentre i giovanissimi sono diminuiti di circa due volte e mezzo (scendendo dal 34,2 al 13,8%).
In Liguria per ogni ragazzo sotto i 15 anni ci sono 2,5 persone over 65”. Intini prosegue la sua analisi: “Nel 2030 in Italia gli ultrasessantenni saranno la meta’ del totale dei cittadini. Si evitera’ un calo della popolazione non certo per l’apporto degli italiani, ma degli immigrati, che arriveranno a essere un cittadino su quattro (naturalmente con una percentuale più alta tra i giovani). Gli ultraottantenni arriveranno a essere 7 milioni su 60”.

Presentazione libro Intini Lotta di Classi 1Le conseguenze di questi dati rischiano di essere drammatiche. “La lotta di classi (di età) – scrive Intini – rischia di svilupparsi nel modo più crudo sul terreno delle pensioni. Già se ne vedono tutti i segni, ma forse il peggio deve ancora venire. Tra il 1990 e il 2014 il reddito dei lavoratori dipendenti con meno di 34 anni è andato indietro, in termini reali, di quasi il 20%. Mentre il reddito degli over 55 è aumentato, in un quadro complessivo che è comunque di calo. Vent’anni fa le famiglie con capofamiglia under 34 e over 65 avevano una ricchezza sostanzialmente uguale. Adesso le famiglie degli anziani hanno una ricchezza tre volte più alta di quella dei giovani”.
Intini prosegue: “Nel 1901 il nostro bilancio pubblico per l’istruzione era quasi sette volte più grande di quello per la previdenza. Poi, nel 1951, si è arrivati praticamente al pareggio. Adesso le pensioni costano quattro volte di più della scuola. Anche la sanità oggi costa quasi il doppio dell’istruzione”. Il conflitto giovani-vecchi è evidente anche sul piano dell’occupazione: “Il tasso italiano di disoccupazione intorno al 12% è tra i peggiori di Europa, ma al suo interno quello della disoccupazione giovanile è catastrofico: ben oltre il 40%. Se quasi un giovane su due è senza lavoro, il tasso di disoccupazione tra gli anziani è invece al livello dei Paesi più virtuosi: il 5,2% nella fascia tra i 60 e i 64 anni. In una società normale i giovani dovrebbero lavorare più dei vecchi. Da noi avviene il contrario”.
Per il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, Intini “ha il merito di avere scritto un libro che affronta i temi a 360 gradi senza limitare l’analisi ad un centimetro quadrato”. Giorgio Benvenuto, Presidente della Fondazione Nenni, giudica “importante e pieno di dati” il libro di Intini. “Dopo l’unità d’Italia – afferma Benvenuto – l’età media degli italiani non arrivava a 50 anni. Oggi pensare ad un sistema pensionistico che si regga solo sui contributi dei datori di lavoro e dei lavoratori non è realistico. È un sistema che non regge perchè non tiene conto delle variabili demografiche ed economiche. Con l’economia ormai ferma da anni gli equilibri saltano”. Benvenuto vede il pericolo della “marginalizzazione” dei sindacati. “C’è la paura di trattare con i sindacati e ci sono sindacati che hanno paura di trattare. Questo è un errore perchè i problemi sono dirompenti”.
Giuseppe De Rita, sociologo, dice chiaro: “L’unica volta che la politica ha fatto il suo mestiere fu con il Governo Amato”. Come Benvenuto, De Rita teme la marginalizzazione dei sindacati: “Oggi i livelli intermedi sono condannati alla reiezione”. Per De Rita “si contrappongono due radicalità: quella della sicurezza e quella della certezza. A Mosca Putin offre sicurezza e dà la certezza della ‘sacra’ Russia. I giovani a volte hanno la certezza del fanatismo religioso. I vecchi chiedono più sicurezza”.

“L’obiettivo di una vita non può essere quello di andare in pensione”. Lo afferma il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, durante la presentazione del libro. “Prima si diceva che si andava in pensione a 60 anni, ma in realtà ci si andava 5-8 anni prima. La gente accettava un lavoro insoddisfacente, perché pensava alla vita che avrebbe fatto una volta raggiunta la pensione. Ora il problema della gente è il timore che la vita in pensione non ti venga consegnata. La prima cosa che mi chiedono è: ‘Ma quando mi mandi in pensione?’. Io penso che l’obiettivo di una vita non debba essere quello di andare in pensione. È vero che la pensione è una tutela e un diritto, ma dal punto di vista delle aspettative soggettive aspettare solo la pensione non è il massimo”. Il ministro del Lavoro affronta anche il tema della precarietà giovanile: “Il numero dei giovani è più basso di quello delle persone in età avanzata. Teoricamente questo dovrebbe dare ai giovani più opportunità, ma così non è”.
“Ogni mattina quando accendo il telefonino ricevo una app che mi propone di portare un pacco dal punto A al punto B a 2,9 euro. Come regolamentare tutto ciò dal punto di vista del lavoro? Per approvare una legge ci vogliono 3 anni, ma tra 3 anni non ci saranno più né quella app né quell’ipad. Non ci sarà più neppure quell’infrastruttura”. Giuliano Poletti, ministro del Lavoro, alza le mani di fronte alla rapidità con cui si evolve il mercato del lavoro. Un mercato che crea buchi nell’assistenza sanitaria e previdenziale delle persone. “Intini – conclude Poletti – ha il merito di avere scritto un libro che affronta i temi a 360 gradi senza limitare l’analisi ad un centimetro quadrato”.

Intervista di Ugo Intini al Tg2
La presentazione del libro su Radio Radicale

 

Locandina Lotta di Classi di Ugo IntiniUgo Intini
Lotta di Classi
Tra giovani e vecchi?
pp 150 – Euro 12,00
Edizioni Ponte Sisto
In vendita nelle librerie e online
La recensione
di Alfonso Siano
per l’Avanti!

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