domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

IRCSS, Pastorelli: criteri bandi non congrui
Pubblicato il 29-07-2016


Ricerca-animaliIl 27 aprile è arrivato l’annuncio da parte del Presidente del Consiglio di “un Cipe straordinario che stanzierà 2,5 miliardi di euro per la ricerca e un miliardo di euro per cultura”, la risposta del Governo alla richiesta di nuovi investimenti nell’ambito della ricerca biomedica e scientifica. Fin qui tutto bene, anzi benissimo, il problema è quello che è avvenuto dopo, ovvero nella gestione del ministero della Salute.
“Riguardo alla nomina delle commissioni incaricate alla valutazione dei criteri per i posti da direttori scientifici per alcuni IRCCS molto rilevanti in campo nazionale – ha scritto il parlamentare socialista Oreste Pastorelli in un’interrogazione alla ministra Lorenzin – sembra siano stati utilizzati criteri non congrui al bando. E’ il caso dell’Istituto Rizzoli di Bologna (leader in Italia per la ricerca clinica sulle patologie muscolo-scheletriche) e della Fondazione IRCCS Ca’ Granda – Ospedale Maggiore Policlinico di Milano. Per altri ancora, come il Regina Elena di Roma (il più grande IRCCS pubblico italiano), l’Istituto di Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali di Reggio Emilia, l’Istituto oncologico Veneto di Padova e il Centro Bonino Pulejo di Messina, non è stata ancora indicata la composizione delle commissioni valutative”.
“Nell’interrogazione – spiega – ho chiesto  al ministero della Salute se sia a conoscenza di incongruità nella costituzione delle commissioni e di eventuali conflitti di interesse. Così come occorre sapere quali siano i motivi per cui in alcuni istituti non si abbia la notizia della composizione delle commissioni e quali iniziative intenda adottare al fine di garantire l’oggettiva valutazione delle commissioni”. “Gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico rappresentano le istituzioni fondamentali per pianificare e condurre la ricerca biomedica in campo nazionale. In sostanza, questi istituti sono la punta di diamante della ricerca clinico-traslazionale per la prevenzione, diagnosi e cura di patologie come quelle cardiovascolari, neurologiche, muscolo-scheletriche ed i tumori. Centri, quindi, di fondamentale importanza per il nostro Paese che vanno salvaguardati”.

Gli istituti di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) rappresentano le istituzioni fondamentali del Ministero della salute per pianificare e condurre la ricerca biomedica in campo nazionale. Si tratta di ospedali di eccellenza che perseguono finalità di ricerca, prevalentemente clinica e traslazionale, nel campo biomedico ed in quello della organizzazione e gestione dei servizi sanitari ed effettuano prestazioni di ricovero e cura di alta specialità o svolgono altre attività aventi i caratteri di eccellenza. In sostanza, questi istituti rappresentano la punta di diamante della ricerca clinico-traslazionale per la prevenzione, diagnosi e cura di una serie di patologie che hanno elevata incidenza e prevalenza nella popolazione italiana, come, ad esempio, le patologie cardiovascolari, quelle neurologiche, quelle muscolo-scheletriche ed i tumori. In Italia ci sono in tutto 49 Irccs.

Il punto cruciale è che il compito di promuovere e coordinare l’attività scientifica negli Irccs è affidato ai “direttori scientifici” ed è quindi estremamente importante che siano affidati a ricercatori di fama internazionale, autori di pubblicazioni e dotati di grande esperienza nel campo della conduzione e della amministrazione della ricerca scientifica.

Nell’interrogazione si fa notare che “l’identificazione di direttori scientifici di alta qualità scientifica e di sapiente capacità amministrativa della scienza ha il potere di rilanciare la ricerca scientifica degli istituti pubblici (e privati), di incentivarne la produttività scientifica, e, attraverso una coerente abilità di identificare e sostenere le “eccellenze” istituzionali, di attivarne la dimensione internazionale, consentendo la diffusione e l’implementazione di nuove scoperte scientifiche nel campo della prevenzione, diagnosi e terapia di malattie ad alto impatto sociale. Sotto la direzione scientifica di grandi direttori scientifici, la ricerca biomedica italiana ha ottenuto risultati di rilevanza nazionale ed internazionale”.

Un passaggio molto delicato che il Ministero della salute affida ai “direttori scientifici” dopo averne definito la qualità dell’attività scientifica, la capacità manageriale, la capacità di organizzazione della ricerca e di gruppi produttivi nazionali ed esteri ed infine le competenze specifiche. Ma chi valuta queste capacità? Secondo il bando ministeriale tocca a una commissione composta da tre esperti della materia, anche stranieri, nella quale i membri istituzionali (direttore generale della ricerca del Ministero della salute e rappresentante della regione di appartenenza dell’Irccs considerate) partecipano solo come garanti delle procedure e tra questi tocca poi al Ministro la nomina del Presidente. Il problema però è che, come scrive Pastorelli nella sua interrogazione, la scelta non sembra sia stata sempre congrua.

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