lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Ancora in crescita gli occupati
Pubblicato il 29-07-2016


Disoccupazione-lavoro

Salgono gli occupati. Ma anche il tasso di disoccupazione. Un effetto causato della diminuzione degli inattivi. Il tasso di disoccupazione a giugno è risalito all’11,6%, in aumento di 0,1 punti percentuali su maggio, mentre per i giovani è sceso fino al 36,5 per cento. E allo stesso tempo gli occupati aumentano fino al 57,3% tra giugno e luglio, un livello che non si raggiungeva dal 2009. Sono i dati comunicati dall’Istat. Cambiano anche i numeri sugli inattivi che scendono di 51mila unità. Questo fa in nodo che contemporaneamente aumenti la disoccupazione e i posti di lavoro. Gli inattivi sono infatti coloro che non lavorano e neanche cercano più una occupazione. La stima degli inattivi tra i 15 e i 64 anni a giugno diminuisce dello 0,4%, proseguendo il calo dei tre mesi precedenti.; la diminuzione riguarda uomini e donne. Il tasso di inattività scende al 35,1% (-0,1 punti). Nel trimestre aprile-giugno l’aumento degli occupati è associato a un calo degli inattivi (-1,3%, pari a -181mila), mentre i disoccupati sono in lieve aumento (+0,2%, +7mila).

Dopo il calo di maggio (-0,8%) la stima dei disoccupati a giugno aumenta dello 0,9% (+27mila). L’aumento è attribuibile agli uomini (+2%) a fronte di un lieve calo tra le donne. Il tasso di disoccupazione giovanile diminuisce di 0,3 punti a giugno portandosi al 36,5%. Si tratta, dice l’Istat, del livello più basso da ottobre 2012. Allo stesso tempo secondo l’Istat, il tasso di occupazione è salito a giugno di 0,1 punti percentuali al 57,3% rispetto al mese precedente, un livello che non si raggiungeva da agosto 2009. La stima degli occupati aumenta dello 0,3% in questo mese (+71mila persone occupate), proseguendo la tendenza positiva già registrata nei tre mesi precedenti (+0,3% a marzo e ad aprile, +0,1% a maggio). Una crescita attribuibile alla componente maschile e a quella femminile, che riguarda gli indipendenti (+78mila), mentre restano invariati i dipendenti. L’Istat segnala anche che “i movimenti mensili dell’occupazione determinano nel secondo trimestre 2016 un consistente aumento degli occupati (+0,6%, 145mila unità) rispetto al primo trimestre”.

L’aumento degli occupati negli ultimi dodici mesi, spiega l’Istat, riguarda prevalentemente i lavoratori più anziani. Su 329 mila occupati in più a giugno rispetto all’anno precedente, 264 mila hanno 50 e più anni. L’Istat rileva che sono in aumento anche i lavoratori più giovani, con meno di 35 anni (175 mila in più), mentre continuano le difficoltà per la fascia di età intermedia. Tra i 35 e i 39 anni gli occupati si riducono in un anno di 111 mila unità.

Ancora giù il carrello della spesa.L’Istat rileva che a luglio, i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza diminuiscono dello 0,4% rispetto al mese precedente e registrano una flessione su base annua pari a -0,1% (era -0,2% a giugno). Calano in particolare i prezzi degli alimentari freschi, e anche dei prezzi dei carburanti.

Soddisfatto il premier Matteo Renzi che ha commentato positivamente i dati dell’Istat: “Fatti non parole. Da febbraio 2014 a oggi l’Istat certifica più di 599mila posti di lavoro. Sono storie, vite, persone. Questo è il Jobs Act”. “Molto soddisfatto” anche il ministro del Lavoro Giuliano Poletti: “I 71mila occupati in più sul mese precedente, 329mila in più in un anno e 600mila in più da quando siamo al governo sono risultati straordinari – dice – a cui si affiancano il calo dei disoccupati e la costante diminuzione degli inattivi, a conferma della fiducia nella possibilità di trovare un’occupazione”. Il ministro ha anche parlato di un “possibile decreto correttivo del Jobs Act a settembre” per trovare risposta alle problematiche sul lavoro emerse durante i tavolo tecnici Governo-sindacati.

Nel frattempo l’economia europea rallenta nel secondo trimestre dell’anno mostrando elementi di affanno. Secondo i dati preliminari elaborati da Eurostat, infatti, il prodotto interno lordo dell’Eurozona è aumentato dello 0,3% congiunturale tra aprile e giugno, un tasso inferiore rispetto al +0,6% del trimestre precedente. Su base tendenziale, invece, la crescita è stata dell’1,6%. Sensibilmente superiori le previsioni per l’Europa a 28 Paesi, dove l’aumento del pil rispetto allo scorso trimestre è stimato allo 0,4%, comunque in lieve frenata rispetto al +0,5% riportato tra gennaio e marzo, mentre a livello annuale l’espansione è stata dell’1,8%.

A ricoprire il ruolo di guastafeste è la Francia, il cui dato ha “deluso”. Nel secondo trimestre, infatti, il Paese ha riportato una crescita congiunturale pari a 0, dopo il +0,7% dei primi tre mesi dell’anno. Questo, nonostante gli europei di calcio, che si sono tenuti proprio nel Paese transalpino lo scorso giugno e che da soli non sono stati in grado di bilanciare lo stallo della spesa per i consumi e degli investimenti e a sopperire ai prolungati scioperi tenutisi nel Paese per protestare contro la riforma del lavoro.

Il dato sul pil si aggiunge alle altre stime diramate da Eurostat che hanno dato una visione generale della salute di Eurolandia al giro di boa dell’anno. In particolare, l’istituto di statistica europeo ha pubblicato le stime relative alla disoccupazione, che a giugno si è confermata stabile da maggio al 10,1%, in calo rispetto all’11% di giugno 2015, e le previsioni sull’inflazione annuale, attesa a un +0,2% a luglio.

 Redazione Avanti!

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