domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Istat. Mai cosi tanti poveri in Italia
Pubblicato il 14-07-2016


fila paneL’Istat fotografa un’Italia dove i poveri sono davvero troppi. Non sono mai stati così tanti da oltre 10 anni a questa parte. L’ultima rilevazione Istat ci consegna un dato allarmante. Le famiglie residenti in condizione di povertà assoluta secondo l’Istituto di statistica sono pari a 1 milione e 582 mila e gli individui a 4 milioni e 598 mila: è il numero più alto dal 2005 a oggi. L’incidenza della povertà assoluta si mantiene sostanzialmente stabile sui livelli stimati negli ultimi tre anni per le famiglie, con variazioni annuali statisticamente non significative (6,1% delle famiglie residenti nel 2015, 5,7% nel 2014, 6,3% nel 2013); cresce invece se misurata in termini di persone (7,6% della popolazione residente nel 2015, 6,8% nel 2014 e 7,3% nel 2013). Questo andamento nel corso dell’ultimo anno si deve principalmente all’aumento della condizione di povertà assoluta tra le famiglie con 4 componenti (da 6,7 del 2014 a 9,5%), soprattutto coppie con 2 figli (da 5,9 a 8,6%) e tra le famiglie di soli stranieri (da 23,4 a 28,3%), in media più numerose.

L’incidenza della povertà assoluta aumenta al Nord sia in termini di famiglie (da 4,2 del 2014 a 5,0%) sia di persone (da 5,7 a 6,7%) soprattutto per l’ampliarsi del fenomeno tra le famiglie di soli stranieri (da 24,0 a 32,1%). Segnali di peggioramento si registrano anche tra le famiglie che risiedono nei comuni centro di area metropolitana (l’incidenza aumenta da 5,3 del 2014 a 7,2%) e tra quelle con persona di riferimento tra i 45 e i 54 anni di età (da 6,0 a 7,5%). ‘incidenza di povertà assoluta diminuisce all’aumentare dell’età della persona di riferimento (il valore minimo, 4,0%, tra le famiglie con persona di riferimento ultrasessantaquattrenne) e del suo titolo di studio (se è almeno diplomata l’incidenza è poco più di un terzo di quella rilevata per chi ha al massimo la licenza elementare).

Si amplia l’incidenza della povertà assoluta tra le famiglie con persona di riferimento occupata (da 5,2 del 2014 a 6,1%), in particolare se operaio (da 9,7 a 11,7%). Rimane contenuta tra le famiglie con persona di riferimento dirigente, quadro e impiegato (1,9%) e ritirata dal lavoro (3,8%).

Anche la povertà relativa risulta stabile nel 2015 in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014). Nel 2015 la povertà relativa è più diffusa tra le famiglie numerose, in particolare tra quelle con 4 componenti (da 14,9 del 2014 a 16,6%,) o 5 e più (da 28,0 a 31,1%). L’incidenza di povertà relativa aumenta tra le famiglie con persona di riferimento operaio (18,1% da 15,5% del 2014) o di età compresa fra i 45 e i 54 anni (11,9% da 10,2% del 2014). Peggiorano anche le condizioni delle famiglie con membri aggregati (23,4% del 2015 da 19,2% del 2014) e di quelle con persona di riferimento in cerca di occupazione (29,0% da 23,9% del 2014), soprattutto nel Mezzogiorno (38,2% da 29,5% del 2014) dove risultano relativamente povere quasi quattro famiglie su dieci.

Il sottosegretario al lavoro Luigi Bobba a margine dell’evento Confagricoltura ha commentato i dati: “In questi anni abbiamo visto una crescita della povertà assoluta, per questo il governo, per la prima volta ha stanziato un fondo strutturale nella legge di stabilità. In queste ore la Camera sta votando la delega sulla povertà per cui si avrà un intervento di oltre 1 miliardo di euro per le fasce di povertà assoluta, in particolare per i minori poveri”. L’Unione nazionale consumatori alla luce del report ha lanciato l’allarme. “Una vergogna nazionale”, ha detto il segretario Massimiliano Dona, “che dimostra come in questi anni non si sia fatto nulla per ridurre le diseguaglianze e aiutare chi ha più bisogno. Urge una riforma fiscale che, finalmente, rispetti l’articolo 53 della Costituzione, articolo evidentemente sconosciuto alla classe politica. Per questo chiediamo al Governo di estendere immediatamente il bonus di 80 euro anche agli incapienti, a cominciare da quelli che sono ora costretti a restituire i 4 soldi ricevuti”.
“Dati che umiliano l’Italia e gli italiani e dimostrano l’esigenza di interventi concreti per salvare migliaia di famiglie dal baratro. La crisi economica non è affatto finita, ma anzi continuano ad imperversare in Italia evidenti difficoltà per le famiglie, come attesta anche la mancata ripresa dei consumi”, afferma il presidente dell’associazione Codacons, Carlo Rienzi. “Chiediamo al premier Renzi di varare subito un decreto urgente ‘anti-povertà'”.

La prima risposta del Governo arriva oggi: la Camera ha infatti approvato l’emendamento della deputata Donata Lenzi (Pd), che delega il Governo all’introduzione di “una misura nazionale di contrasto della povertà”, che la Lenzi ha proposto di denominare ‘reddito di inclusione’. “In tutta Europa ci sono invece forme di reddito minimo rivolto ai poveri. Ed è quello che vogliamo fare con questo provvedimento che stabilizza le sperimentazioni fatte dal Governo in questi due anni. Vogliamo dare più risorse alle famiglie con figli in condizioni di povertà e vogliamo finalmente unire trasferimento monetario, servizi sociali e centri per l’impiego”. Ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera, intervenendo nell’Aula di Montecitorio durante la discussione del disegno di legge delega sul contrasto alla povertà.

Pia Locatelli, capogruppo Psi alla Camera, nella sua dichiarazione di voto ha ricordato le diverse proposte di legge dei cosialisti su questa materia, ultima quella presentata in questa legislatura dal socialista Enrico Buemi in Senato

“Oggi, con questo provvedimento, andiamo a compiere un passo nella direzione giusta: lo facciamo certo in maniera insufficiente e selettiva, lo facciamo in ritardo, ultimi, insieme alla Grecia – afferma riferendosi al quadro europeo – a prevedere questa misura, ma per la prima volta ci andiamo a dotare di uno strumento di contrasto alla povertà assoluta, non più in forma sperimentale o provvisoria”.

Redazione Avanti!

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