venerdì, 9 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nencini: I socialisti per modificare l’Italicum
Pubblicato il 14-07-2016


Italicum-modificheParte da Perugia la campagna del Psi per la modifica della legge elettorale. Il fronte parlamentare che ne chiede una modifica negli ultimi mesi si è allargato e rafforzato. Sono soprattutto i partiti centristi che scalpitano perché schiacciati da una legge che li travolgerebbe rendendoli del tutto ininfluenti. Il punto è il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione: a tutti i partiti si chiede di concorrere per prendere i voti a sostegno di un candidato presidente e poi il premio se lo prende solo la lista maggiore. Un controsenso in termini, che strozza i piccoli richiedendone il sacrificio sull’altare del vincitore.

“L’Italia – ha dichiarato il Segretario del PSI Riccardo Nencini da Perugia per dare inizio al tour per la modifica della legge elettorale – ha ormai un sistema tripolare e l’Italicum rischia di offrire una rappresentazione del Paese completamente distorta”. “Una città, una manifestazione” – ha aggiunto, rilanciando l’impegno ad una sensibilizzazione in tutta Italia. “Abbiamo presentato un disegno di legge al Senato per allargare il premio di maggioranza all’intera coalizione. Il premier non sarà il leader del suo partito ma garante dell’intera coalizione. Non sarà ‘solo’ il leader del Pd” – ha proseguito. Il risultato delle amministrative ha dimostrato che si può sbagliare una volta, due no. Non possiamo mettere in condizione di governare in splendida solitudine una forza politica che rappresenti appena un quarto degli elettori, arrivando al ballottaggio e con possibilità di vincerlo. È troppo poco – ha concluso – per rappresentare il Paese e per governarlo”.

Manifestazione Torgiano ItalicumIl presidente del consiglio ha ultimamente fatto delle aperture. E ora la strada per una modifica sembra una possibilità. Almeno a parole. Il problema, come ha detto Renzi, è quello della maggioranza favorevole a sostenerla. “Se il problema – ha detto il Senatore socialista Enrico Buemi – è trovare una maggioranza in Parlamento, favorevole a modifiche che garantiscano ugualmente la formazione di una maggioranza di governo e che rappresentino nella misura più ampia possibile l’elettorato, come sostenuto dal Presidente Zanda, la base di discussione già c’è. Il PSI – ha aggiunto Buemi – attende che su di essa le Camere si pronuncino, trattandosi della legge elettorale che ha bene operato per undici anni nelle elezioni di Camera e Senato”.

Dalla legge elettorale al referendum sulle riforme il passo è breve anche se il premier vuole tenere i due argomenti su piani separati. E a tal proposito Renzi ha annunciato che l’obiettivo di raccolta delle firme per il Sì al referendum è stato raggiunto. “Stiamo per depositare in Cassazione le circa 600 mila firme raccolte!” ha ritwittato .Le firme sono 580 mila. “Siamo molto soddisfatti – ha detto il vicesegretario Lorenzo Guerini – perché abbiamo raggiunto l’obiettivo delle 500mila firme e voglio ringraziare quanti hanno sostenuto il Sì, i tanti volontari che si sono adoperati ai banchetti e hanno contribuito in modo generoso alla raccolta delle firme”.

Nello stesso giorno in cui il comitato per il No ha dichiarato di non aver raggiunto l’obiettivo. È infatti arrivato in Corte di Cassazione con le firme raccolte. Ma sono 316 mila. Inferiori quindi alle 500 mila previste dalla legge. Comunque si dicono soddisfatti. “Questa nostra iniziativa è una facoltà, non un obbligo – hanno dichiarato – in quanto l’articolo 138 della Costituzione prevede che per ottenere l’indizione del referendum basta che uno dei tre soggetti previsti lo richieda: almeno 5 regioni, almeno il 20% dei deputati o dei senatori, almeno 500.000 elettori. Purtroppo non siamo arrivati alle 500.00 firme, ma i parlamentari contrari all’approvazione della riforma hanno effettivamente chiesto il referendum dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della legge Renzi-Boschi e quindi il referendum ci sarà”.

Ginevra Matiz

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