venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Legge elettorale. Buemi: “Ripartire dal Mattarellum”
Pubblicato il 21-07-2016


Legge elettorale“Essendo ripartito il dibattito sul cambiamento della legge elettorale, ricordo che ho presentato, nel 2014, un disegno di legge che ripropone la legge elettorale di cui è stato padre il Presidente Mattarella con qualche leggera modifica (A.S. 1369)”. Lo ha dichiarato il senatore socialista Enrico Buemi. “Questa sarebbe un buon punto di partenza. Allo stato delle prese di posizione sia di alcune forze politiche, sia di autorevoli esperti di sistemi elettorali e alla luce dell’esperienza maturata sul campo dalla prima applicazione del Mattarellum in poi – ha concluso Buemi –  è chiaro che la legge Mattarella sia il meglio di quello che abbiamo prodotto in questi anni e di certo il dibattito dovrebbe ripartire da qui”.

Il tema della legge elettorale è stato ripreso anche dall’ex  Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che in un articolo pubblicato dal Foglio. “Quanto all’Italicum – ha scritto – con il tripolarismo una revisione del sistema elettorale credo sia da considerare, nel senso di non puntare a tutti i costi sul ballottaggio, che rischia, nel contesto attuale, di lasciare la direzione del paese a una forza politica di troppo ristretta legittimazione nel voto del primo turno”, ha osservato l’ex capo dello Stato, che invita allo stesso tempo Renzi a prendere una “iniziativa” in merito.

Il presidente del Pd Matteo Orfini, interpellato all’uscita dal Nazareno ha affermato che “è bene riflettere sulle parole del presidente Napolitano” sulla opportunità di cambiare l’Italicum.  “Io come noto ho avanzato una suggestione che penso possa essere una traccia di lavoro per una modifica della legge elettorale sul modello greco”.  “Il presidente del Consiglio e segretario del Pd ha giustamente lasciato il Parlamento libero di discutere di questo tema”. Per quanto riguarda i tempi di un’eventuale modifica  Orfini ha detto che “sono i tempi della politica. Ma intanto per fortuna una legge c’è, è quello il dato di partenza e la rete che ci consente di lavorare tranquilli”. A chi gli domanda se di legge elettorale si discuterà sabato nell’assemblea nazionale del Pd, Orfini risponde: “No, perché all’ordine del giorno ci sono l’Europa e la situazione politica internazionale”.

Il vice segretario del Pd, Lorenzo Guerini,  ha aggiunto: “Abbiamo una legge elettorale che funziona, consente ai cittadini di scegliere chi governa e di conoscere il vincitore la sera stessa del voto. Non c’è urgenza”. “C’è un dibattito aperto, ma non è condizionato dal risultato di un turno delle amministrative. Se ci saranno ipotesi concrete non ci sottrarremo al confronto”.

Anche la minoranza del Pd ha parlato di un “Mattarellum 2.0”, per “riequilibrare governabilità e rappresentanza e dare diritto di tribuna ai partiti più piccoli”. Hanno illustrato la proposta Roberto Speranza, Federico Fornaro e Andrea Giorgis. La proposta, che viene definita “un contributo politico aperto per una riflessione dentro e fuori il Pd”, prevede l’elezione dei deputati in 475 collegi uninominali a turno unico e 12 eletti all’estero con sistema proporzionale. Gli altri 143 seggi vengono così assegnati: 90 alla prima lista o coalizione, fino a un totale massimo di 350 deputati; 30 alla seconda lista o coalizione; 23 divisi tra chi supera il 2% e ha meno di 20 eletti.

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