sabato, 10 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Buemi: Una base di discussione per cambiare l’Italicum
Pubblicato il 07-07-2016


Italicum-modifiche

Legge elettorale e referendum Costituzionale viaggiano a braccetto. La eventuale revisione della prima dipenderà dall’esito del secondo. Se prevarranno i No il governo, come ha più volte detto Renzi, si dimetterà e quel punto una modifica della normativa elettorale sarà compito della nuova maggioranza o del nuovo Parlamento. A ribadire che in caso di sconfitta dei Sì al referendum verrà sfiduciato l’intero Parlamento è il capogruppo dem al Senato Luigi Zanda.

La riforma costituzionale su cui sono chiamati gli italiani ad esprimersi in autunno “è largamente condivisa nelle sue linee generali anche da chi la contesta: fine del bicameralismo perfetto e istituzione di un Senato dei territori, attribuzione di poteri allo Stato su grandi reti ed energia, riduzione dei parlamentari e abolizione dei rimborsi ai gruppi regionali. Non è vero che vengono meno le garanzie: proporre il referendum abrogativo è più facile, le leggi di iniziativa popolare sono rese più semplici, e il presidente della Repubblica è eletto da una maggioranza più ampia cosicché nessun governo potrà eleggersi il ‘suo’ Capo dello Stato. Le modifiche costituzionali ancora da fare sono altre. Per esempio – sottolinea il capogruppo dem -, serve un adeguamento della Carta alle nuove realtà anche istituzionali europee”.

E sulla legge elettorale aggiunge: “Modificare l’Italicum non è un tabù”. “L’italicum non è intoccabile. Il problema è trovare una maggioranza in Parlamento favorevole a modifiche che garantiscano ugualmente la formazione di una maggioranza di governo e che rappresentino nella misura più ampia possibile l’elettorato”. Alle parole di Zanda il capogruppo del Pd alla Camera Ettore Rosato aggiunge che di Italicum si parlerà solo dopo il referendum. “Agli italiani interessa che ci occupiamo di lavoro, contrasto alla povertà, semplificazione. Dopodiché non abbiamo negato, se si paleserà una maggioranza adeguata, il dialogo anche sulla legge elettorale. Ma è un tema da affrontare con serenità dopo il referendum”.

E sul caso Alfano afferma: Il governo “è solido, stando alle indiscrezioni sarebbe dovuto cadere una volta al mese. Siamo qui ed è uno dei governi più longevi nella storia della Repubblica”. “Sono problemi interni a Ncd che esistono certo, ma sono convinto che troveranno una composizione al loro interno come normale che sia. Con loro c’è un accordo di legislatura che parla di riforme delle istituzioni ed economico sociali. Abbiamo un bel pezzo di strada da percorrere e molto lavoro da fare. Non vedo nessun buon motivo per interrompere adesso”.  Continua però la bufera su Alfano. Da un lato il ministro resta fermo nella volontà di non dimettersi, dall’altro il terremoto dentro Ncd e M5s torna a chiedere le dimissioni del governo.

Le parole di Zanda vengono accolte con favore dal senatore socialista Enrico Buemi. “Il Partito socialista – afferma Buemi – ha le idee molto chiare sui cambiamenti da introdurre, avendo presentato il disegno di legge n. 1369 sin dal marzo 2014, che tende a ripristinare, con limitate correzioni, il sistema elettorale detto Mattarellum, col sistema maggioritario, articolato in collegi uninominali, a maggioranza semplice e a turno unico”. “Ogni elettore dispone cioè di una sola scheda ed esprime il voto per uno dei candidati del collegio uninominale. Risulta eletto nel collegio il candidato che ottiene il maggior numero di voti validi (in caso di parità, il più anziano di età anagrafica), senza quorum, è, cioè, sufficiente superare di un voto il candidato arrivato secondo”.

“In luogo della quota proporzionale ai gruppi di candidati collegati, nella proposta socialista si destinano i seggi eccedentari al cosiddetto diritto di tribuna, con cui piccole formazioni possono avere accesso alla visibilità nazionale. Questa variante non altera la funzionalità del sistema, ma arricchisce il pluralismo della rappresentanza politica, con qualsiasi esito referendario, mediante un sistema che assicura comunque la governabilità del Paese”, commenta il senatore socialista.

“Se il problema è trovare una maggioranza in Parlamento, favorevole a modifiche che garantiscano ugualmente la formazione di una maggioranza di governo e che rappresentino nella misura più ampia possibile l’elettorato, come sostenuto dal Presidente Zanda, la base di discussione già c’è. Il PSI – conclude Buemi – attende che su di essa le Camere si pronuncino, trattandosi della legge elettorale che ha bene operato per undici anni nelle elezioni di Camera e Senato”.

Edoardo Gianelli

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