mercoledì, 7 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’Italia del referendum
Pubblicato il 14-07-2016


I comitati per il SI hanno raccolto oltre 500.000 firme, i comitati per il NO si sono fermati a circa 300.000. Bene. Ma al di là del numero complessivo delle firme, qualcosa è cambiato. Intanto la vena personalistica è diminuita, e non è un male. Intanto importanti organizzazioni, penso alla Cisl, hanno preso posizione. Infine, si scava più nel merito e si cerca di spiegare, di capire. Bene altrettanto. Ciò che non è cambiato è la tendenza a utilizzare il referendum per fini politici: licenziare il governo.

La riforma di cui stiamo discutendo non è la riforma del Senato. È la riforma di diversi articoli della Carta. Per questo abbiamo proposto con i Radicali e altri parlamentari lo ‘spacchettamento’ dei quesiti: domande chiare per ottenere risposte non controverse. Sappiamo che sul piano giuridico non c’è una valutazione univoca sulla proposta. I costituzionalisti hanno opinioni differenti. Per questo ci siamo rivolti alla Corte di Cassazione per chiederne il parere. Ma sul piano politico la proposta regge. Eccome se regge. Attenua il conflitto in corso, stempera, obbliga a entrare nel merito della riforma più di quanto non stia avvenendo oggi. E ci riporta al centro del dibattito. Proprio oggi, tra l’altro, inizia il tour socialista in Italia – partenza da Perugia – per il cambiamento della legge elettorale. Insomma, non demordiamo. Affatto.

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

More Posts - Website

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Certamente il Psi non demorde, non può fare altro e credo che il motivo sia semplice: se il referendum fa buca si va tutti a casa, oppure ci sono i supplementari? Non credo proprio. Inoltre non credo che Renzi lasci la sua personalità per questo referendum, anzi credo proprio che a settembre verrà fuori proprio il suo destro immancabile: o con me, o contro di me, dopo aver fatto tutto lui e la Bosch, io non credo che dia spazio ad alleati di governo, forse se un piacere lo deve fare strizza l’occhio ad Ala. Lo spacchettamento che tanto piace, lo sappiamo tutti che è un obbiettivo irraggiungibile, perché il Pd, i 5Stelle e Forza Italia non lo vogliono e mi pare che restiamo in pochi a sostenerlo. In virtù della legge elettorale condivido solo il tour, non mi va bene sia il premio al partito che alla coalizione, credo sinceramente porcellum o italicum siano due leggi elettorali pessime. Concludo con una annotazione: Sul sito del partito non ho visto nessun ricordo dell’anniversario dei 40 anni della segreteria di Bettino Craxi, proprio oggi il psi attuale poteva riabbracciare con due righe 16anni di storia, peccato, non lo ha fatto.

  2. A me sembra che una Riforma di questa portata – essendo che riguarda “diversi articoli della Carta” – vada concepita ed intesa come un tutt’uno, anche perché, da quanto ne so, il suo insieme deve tener conto del cosiddetto “bilanciamento dei poteri”, e di altri equilibri istituzionali.

    Per questa ragione io riterrei più logico che il testo della Riforma debba affrontare il passaggio referendario in forma “unitaria”, ossia senza ricorrere allo ‘spacchettamento’ dei quesiti.

    Paolo B. 17.07.2016

  3. Firme raccolto sotto il medesimo quesito da Comitati diversi. Roba da ridere. Come è da ridere che la raccolta sia stata del tutto superflua, essendo da tempo già state raccolte le firme sufficienti di un quinto dei componenti di una delle due camere. Impegnarsi in una attività inutile non è che sia una dimostrazione di grandissima intelligenza. Vale per entrambi i comitati naturalmente.

Lascia un commento