venerdì, 2 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

L’Italicum va cambiato. Sistema bipolare finito
Pubblicato il 26-07-2016


Legge elettorale

“Il Psi da almeno un anno chiede la modifica dell’Italicum. Un sistema tripolare è diverso da un sistema in cui si confrontano due blocchi contrapposti”. Sono le parole del Segretario del PSI, Riccardo Nencini, sulla richiesta di modifica della legge elettorale, in un intervista al quotidiano ‘Il Mattino’‘.

Sui limiti dell’Italicum e le modifiche da apportare, ha aggiunto: “Può andare bene per la governabilità ma non può essere gettata in un cestino la rappresentanza. Un grande paese non può rischiare di essere governato da forze politiche che godano del consenso di un quarto dei cittadini. Abbiamo presentato un disegno di legge al Senato per allargare il premio di maggioranza all’intera coalizione e il premier non sarà il leader del suo partito ma garante dell’intera coalizione”. “È importante – continua Nencini – che sull’Italicum sia aperta una discussione. I numeri si trovano se si pensa che modificare la legge elettorale sia un servizio agli italiani e non a un partito”. “Ricordo a Renzi tre precedenti storici: nel 1923 i liberali fecero la legge Acerbo e ne approfittò Mussolini; nel 1993 il Mattarellum fu voluto da Martinazzoli e ne approfittò Berlusconi; il Porcellum fu voluto da Calderoli e ne approfittò Prodi“ – ha proseguito. “Con il 45% di italiani che non vanno a votare, il partito che avesse preso il 24% del 55% degli italiani che votano, potrebbe vincere le elezioni. Non mi sembra un buon segnale per la democrazia” – ha concluso Nencini.

La legge elettorale è ormai al centro di un tiro incrociato sia da destra che da sinistra. Gli unici che non ne chiedono la modifica sono i 5 Stelle, che dopo averla bollata come il male assoluto, si sono resi conto di essere gli unici favoriti da questo modello. Anche all’interno del Pd le voci contrarie sono molteplici, e dagli stessi vertici, dopo aver difeso la legge a spada tratta e dopo averla fatta approvare con voto di fiducia, ora si sostiene che il Parlamento è sovrano e che se vi è una maggioranza per cambiarla ha tutto il diritto di farlo.

Intanto il centrodestra, diviso e frammentato, cerca di trovare la quadra. Salvini, ancora in preda a sbandamenti dopo lo schiaffone elettorale cerca la rivincita insultano e offendendo con iniziative deliranti. Come quella di ieri contro il presidente della Camera Laura Boldrini paragonata a una bambola gonfiabile. La risposta è forza anche peggio: “Non chiedo scusa alla Boldrini, è lei che dovrebbe chiedere scusa agli italiani perché lei è la prima razzista nei confronti degli italiani”. Un atteggiamento che nulla ha a che fare con i moderati di centro e di centro destra. Tant’è che Berlusconi ha incaricato Stefano Parisi, ex candidato sindaco di Milano, “di effettuare una analisi approfondita della situazione politica e organizzativa di Forza Italia e di elaborare un progetto per il rilancio e il rinnovamento della presenza dei moderati italiani nella politica”. Un progetto che – viene sottolineato – “dovrà essere orientato alla prospettiva di offrire al Paese una proposta nuova e credibile aperta alla società civile”. L’obiettivo del progetto di rilancio e rinnovamento di Forza Italia, prosegue la nota, è quello di “riaggregare e di portare al voto i tanti italiani che non hanno più fiducia nella attuale politica ma avvertono una profonda e urgente esigenza di rinnovamento nella gestione del Paese”. Un idea che piace anche a Maroni, presidente della Regione Lombardia, che parla di utile contributo. “Chi vuole riunire il centrodestra con il modello Milano, che io chiamo modello Lombardia perché qui funziona, è il benvenuto”. Secondo Maroni nel centrodestra “è un momento interessante perché c’è molto movimento mi auguro che si riesca a trovare un’intesa perché solo così possiamo essere competitivi”.

“Consiglio a Stefano Parisi – aggiunge ironico il ministro dell’Interno Angelino Alfano – di farsi nominare alla guida di Forza Italia con metodo democratico e non da uno, perché quell’uno può cambiare idea e io ho cicatrici sul corpo che lo dimostrano”. “Nel 2012 – ha ricordato Alfano – quando ero coordinatore del Pdl e avevamo detto che avremmo fatto le primarie per individuare la leadership, poi non le abbiamo fatte. Dunque – aggiunge – consiglio molto amichevolmente a Parisi, se ha questa ambizione, che la metta in gioco nelle primarie”.

Ginevra Matiz

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo

Lascia un commento