lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
La storia maestra di vita
Pubblicato il 28-07-2016


La situazione politica attuale sta diventando sempre più simile a quella che, dopo la repubblica di Weimar, aprì le porte al nazismo e ai totalitarismi.
Una grande recessione, una grande crisi economica senza via di uscita, che allora produsse in America e in Europa grandi sacche di disoccupazione e che portò i nazionalismi a vincere. Ed è bene ricordarlo, con un grande consenso fra la gente, Hitler andò al potere attraverso libere elezioni che vinse scatenando disordini e violenza contro i suoi avversari e grandi campagne razziste contro ebrei, zingari e tutti coloro che non rientravano nei canoni della razza ariana.
Ed è sempre bene ricordare che la classe politica inetta e incapace di allora che non seppe contrastare i totalitarismi sembra assolutamente simile alla classe politica europea attuale che, forse tolta solo la Merkel, si dimostra inadeguata e inadatta a capire la drammatica situazione, tanto più ad offrire soluzioni plausibili.
Questi geni della politica europea pare abbiano completamente dimenticato di come e del perché nacque e si sviluppò subito dopo la guerra l’idea di Europa.

L’Europa nasce per far si che le popolazioni da sempre in guerra vivano finalmente in un epoca di pace e proprio per queste ragioni viene creato il MEC, il mercato comune che all’inizio riguardava solo carbone acciaio e energia.
Gli Schumann, gli Adenauer, il nostro Spinelli avevano capito che per realizzare quel sogno di pace si sarebbero dovute creare le condizioni di prosperità di tutte le popolazioni che allora comprendevano solo sei Paesi.
I padri fondatori però pensarono quel disegno in un mondo diviso in due e in un’Europa divisa dalla cortina di ferro, mai avrebbero immaginato che in pochi anni quel mondo sarebbe stato abbattuto e l’Europa si sarebbe allargata fino a 28 paesi.
Se vogliamo salvare questa nobile idea dobbiamo ripartire dall’economia, dobbiamo creare vere e proprie strutture governative comuni fra gli stati, dobbiamo creare politiche del lavoro europee comuni, dobbiamo creare legislazioni comuni del lavoro,non semplici auspici come quello di Lisbona, dobbiamo creare fondi comuni Europei da destinare alle vere emergenze di questi tempi terribili e cioè la disoccupazione e l’immigrazione, fenomeno assolutamente impossibile da fermare e lo dice uno che ha visto emigrare tutti i fratelli del padre in America e tutti i fratelli della madre in Australia.
I riformisti, il PSE il Pd e noi dobbiamo combattere in tutti i fronti per rilanciare quell’idea che ha permesso settanta anni di pace e dobbiamo allo stesso modo essere consapevoli che oggi, o il pallino del gioco,della grande politica lo riprendono i progressisti,oppure saremo di fronte alla vittoria dell’oscurantismo di pericolosi reazionari che hanno il volto dei Salvini, Grillo in patria, dei Le Pen, Farage e tanti altri nei paesi dell’Est, e questa possibilità unita al pericolo espansionista di una Russia illiberale potrebbe rendere drammatici gli anni del ventennio di questo secolo come lo furono quelli del secolo passato.

Marco Andreini
Segreteria Nazionale PSI
Responsabile Welfare

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Commenti all'articolo
  1. Un bellissimo contributo del Compagno Andreini: un’analisi spietata di una situazione che ho più volte denunciata in passato e che, ahimé, sta evolvendo nella maniera peggiore.

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