sabato, 3 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Marco Andreini
Renzi non è il diavolo
Pubblicato il 11-07-2016


Sono molto contento di rileggere sull’Avanti! Bobo e spero che le stesse cose venga a dirle nella prossima Direzione nazionale.

Detto questo mi permetto di dirgli che non condivido per niente la sua analisi e le sue proposte.

L’avvento di Renzi rappresenta l’estrinsecazione stessa del fallimento di una intera classe politica e dirigenziale del paese in tutti i suoi ambiti, nella politica nelle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, nella magistratura, nell’organizzazione a livello apicale della macchina burocratica statale.
Renzi arriva dopo il fallimento di Bersani e l’assoluta inerzia di Letta, a cui qualche buontempone vorrebbe riaffidare la guida del governo dopo LA SUA BREVE PARENTESI.
La cosa che mi lascia esterrefatto è che gli alfieri di questo disegno siano ormai apertamente il grande leader maximo e Bersani alleati con Brunetta, mentre Grillo ringrazia questi geni del “tanto peggio tanto meglio”.

La cosa che fa veramente sbalordire è ‘lo stravolgimento della realtà’ assistiti da un impianto mediatico prono e funzionale ad una certa magistratura d’assalto e a un disegno che, come nel 1993, è pronto a riproporre le dinamiche che travolsero la Prima Repubblica.

Renzi viene dipinto come il diavolo, una sorta di nuovo duce, solo perché ha avuto il coraggio di sfidare un Establischment composto di gruppi dirigenti a tutti i livelli totalmente inadeguato alla drammatica situazione, e visti gli esiti della Brexit, tale constatazione purtroppo, non vale solo da noi.

Sintomatico di ciò sono tutti i luoghi comuni su Renzi, amplificati da quella che oggi è diventata la realtà virale dei social.
Renzi ha creato il precariato, infatti fu lui a inventare i co.co.co, chi si ricorda che tale strumento quasi inapplicato venne rilanciato dallo smemorato D’Alema, e che questo strumento, non altri, pose le basi soprattutto nel pubblico di un vero esercito di precari, è stato lui a legittimare i Voucher, totalmente inapplicati o Damiano nel secondo governo Prodi.

L’altra perla assoluta è rappresentata dal Renzi nemico del sindacato, ma, di quale sindacato? Quello di Landini che profetizzava la chiusura di tutti gli stabilimenti Fiat, o quello che sfidando Marchionne, sulla produttività degli impianti, ha rilanciato Cassino e fatto riaprire Termíni-Imerese.

E poi chi ha voluto il fiscal compact, chi ha svenduto alle Multinazionali il nostro apparato produttivo nei settori strategici dell’economia, chi ha creato i disastri Monte dei Paschi, Carige, due super banche, non le banchette famigerate tipo Etruria, che nessuno conosceva e che a tutti serviva dipingere come le pecore nere di un sistema assolutamente sano.. E ancora, sono gli stessi che inventarono lo sbarramento in Europa al 4%, unico paese europeo, e ora parlano di democrazia in pericolo. Sono sempre quelli che hanno consentito, loro, non Renzi, a Grillo di nascere e proliferare.

Per chiudere caro Bobo noi i socialisti, il piccolo Psi, non può e non deve stare con questa Compagnia di giro a cui interessa e ha sempre interessato solo il loro Futuro, certamente non quello del paese che hanno distrutto, e che ricordo anche ai nostri smemorati, sono quelli a cui veniva male solo per pronunciare la parola socialismo.

Ecco perché ritengo non solo giusto, ma doveroso che il Psi sia parte attiva nel Referendum e al contrario di te sono straconvinto che Renzi modificherà L’Italicum, e che noi potremmo essere quella parte laica e socialista di una COALIZIONE CHE POTREBBE ANCORA PROVARE A VINCERE LE ELEZIONI CONTRO I NAZIGRILLINI.

Marco Andreini
Segreteria nazionale Psi

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Il NO vincerà il referendum e la Democrazia sarà salva! Successivamente riapriremo il discorso con tutti coloro che si ritengono SOCIALISTI in modo da rilanciare il PSI e l’idea di una DEMOCRAZIA nata dalla Resistenza dai nostri padri che sono: Pertini, Nenni, Saragat e tutti quelli senza nome che si sono immolati per dare la Libertà al popolo italiano.

Lascia un commento