giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Mattarella, le riforme e i Pokemon
Pubblicato il 27-07-2016


mattarella

“Non posso che condividere l’auspicio che il confronto si svolga sul merito della riforma sottoposta al voto popolare perché l’elettorato si esprima con piena consapevolezza, nella sua sovranità”. Sono le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul referendum costituzionale pronunciate durante la cerimonia del Ventaglio. “In queste settimane, talvolta, a proposito della data e del cosiddetto spacchettamento, mi è parso di assistere a discussioni un po’ surreali, quasi sulla scia della caccia ai Pokemon”. Si è parlato anche di discussioni tra le forze politiche su uno “spacchettamento” della domanda referendaria. Va forse chiarito che, a quel riguardo, le forze politiche non avrebbero avuto alcun potere né possibilità di discuterne, così come non ne avrebbe avuto il Capo dello Stato”.

Parole a cui sono seguiti diversi commenti. Il primo quello di Danilo Toninelli, capogruppo M5s in commissione Affari Costituzionali che attacca su Facebook: “Mattarella parla di caccia ai Pokemon per chi cerca di capire la data del referendum. Ho il massimo rispetto per la carica che ricopre, ma non posso evitare di dire che il Presidente ha perso un’occasione per tacere. Tralasciando il discutibilissimo paragone fatto, è vero che la Cassazione ha tempo fino al 15 agosto per emettere l’ordinanza. Ma è altrettanto vero che, da quel momento, la Presidenza del Consiglio, cioè Renzi, ha 60 giorni per decidere la data del voto che può essere tra il 50esimo e il 70esimo giorno successivo. Quindi Renzi può gestire a proprio piacimento l’enorme lasso di tempo di 80 giorni entro cui muoversi per decidere quando indire il referendum”. “Le sembra poco – domanda Toninelli – signor Presidente? Per me e sono convinto anche per lei assolutamente no. Soprattutto se consideriamo quelle forze civili e politiche che hanno bisogno di certezze per poter organizzare la propria campagna referendaria. Non accetteremo che Renzi tenga nascosta la data fino all’ultimo momento. Non lo faccia neppure lei che è il garante della Costituzione”.

Parole a cui dalla segreteria nazionale del Pd risponde Emanuele Fiano: “Come spesso capita, Toninelli quando apre bocca o non capisce o finge di non capire. Oggi arriva addirittura a suggerire al presidente Mattarella di tacere. Invitiamo l’Onorevole Toninelli a rileggere attentamente le parole pronunciate dal Presidente sul referendum. E’ molto evidente quello che intende dire, perché il Presidente ha prima richiamato la politica a entrare nel merito della riforma per un proficuo confronto, in modo da permettere agli elettori di comprenderla pienamente così da esercitare al meglio la propria sovranitù. Poi ha ricordato che per ora stabilire una data non è possibile perché c’è un iter stabilito che deve essere avviato dalla Corte di Cassazione”. “Invitiamo- ha concluso – l’onorevole Toninelli a ripassare le procedure previste prima di parlare, evitando di coinvolgere inutilmente la Presidenza della Repubblica, in un dibattito che deve rimanere confronto politico, così da evitare brutte figure”.

“Evidentemente Toninelli – ha aggiunto Ettore Rosato, presidente deputati Pd – non ha compreso bene le parole del Capo dello Stato sul referendum. Succede .Viceversa, di fronte ad una così grossolana strumentalizzazione dovrebbe andare a ripetere le lezioni di diritto costituzionale per scoprire che il presidente Mattarella si è attenuto scrupolosamente a quanto prevede la Costituzione. Nell’interesse di tutte le forze politiche sarebbe auspicabile non trascinare il Presidente in polemiche e consentirgli di svolgere il suo lavoro di terzietà, con l’autonomia e l’autorevolezza che lo contraddistingue. Quanto al ruolo del Premier invece, vorrei ricordare a Toninelli che quello di Renzi è stato quello di promuovere le riforme dopo un nulla di fatto durato 30 anni, figuriamoci se vogliamo perdere ancora tempo”.

Redazione Avanti!

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