domenica, 11 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Migranti. 38 arrestati, trafficavano anche in organi
Pubblicato il 04-07-2016


Migranti-MediterraneoUna storia agghiacciante quella che è stata raccontata agli uomini della squadra mobile di Palermo, da Noureddin Atta, un pentito eritreo arrestato nel 2015, appartenente ad una pericolosissima banda di trafficanti di esseri umani. Egli, consegnando ai militari, importanti immagini e video, ha mostrato l’atroce situazione riguardante il traffico di organi, da parte dei sodali all’organizzazione di cui faceva parte anche Atta. Si parla di centinaia di migranti alla quale è stata finora strappata ogni speranza di sopravvivere, venduti a degli egiziani, che li uccideva per venderne gli organi. Questo accadeva a coloro che non avevano il denaro necessario per pagare il viaggio della speranza, e neanche i bambini venivano risparmiati, a dimostrazione del fatto che ci si trova davanti a gente senza scrupoli, disposti a tutto per continuare a far crescere il loro business.

“Talvolta i migranti non hanno i soldi per pagare il viaggio che hanno effettuato via terra, né a chi rivolgersi per pagare il viaggio in mare e allora mi è stato raccontato che queste persone che non possono pagare vengono consegnate a degli egiziani per una somma di circa 15.000 dollari. In particolare questi egiziani vengono attrezzati per espiantare gli organi e trasportarli in borse termiche”. Queste le raccapriccianti parole di Nouredin Atta.

Dopo le terrificanti rivelazioni del pentito, la procura di Palermo ha immediatamente ordinato il fermo di 38 persone, che si ritiene appartengono a tale sodalizio criminale, con a capo il libico Medhanie Mered, tratto in arresto questo maggio in Sudan, e, che proprio nella giornata di oggi, sarà presente in aula, davanti al GIP di Palermo, che dovrà decidere se rinviarlo a giudizio.

Agli indagati, vengono contestati, i reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, all’esercizio abusivo dell’attività di intermediazione finanziaria, e l’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti, reati resi ancor più gravi, dall’operare a livello transnazionale, da parte dell’organizzazione criminale.

La Dda di Palermo ha individuato in una profumeria di via Volturno di Roma, nella quale sono stati sequestrati 526.000 euro e 25.000 dollari in contanti, assieme ad un libro mastro con nomi di stranieri, la centrale delle operazioni di transazione monetarie, che venivano effettuate mediante il metodo “hawala”, un trasferimento di valori basato sulle prestazioni e sull’onore di una vasta rete di mediatori.

Dalle indagini si è scoperto che, coloro che pagavano di più, avevano un trattamento di favore da parte dell’organizzazione, che permetteva loro di arrivare in Italia, non mediante l’impervia traversata marina, ma tramite ricongiungimenti familiari.

Atta infine parla anche di italiani coinvolti in questa brutta storia, affermando che “Ci sarebbero anche degli italiani coinvolti nell’organizzazione. Uno si chiama Valentino ed è stato arrestato in Germania, l’altro si chiama Marco e si trova a Perugia. Sia Valentino che Marco lavorano con un furgone con il quale trasportano circa 14 persone a settimana per conto dell’organizzazione”. Il Marco di cui parla Atta, di cognome fa Pannelli, è di Macerata, ha 46 anni e fa parte dei 38 fermati.

Alessandro Nardelli

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