giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

FRATELLI D’ITALIA
Pubblicato il 29-07-2016


Migranti salvati marina militarePochi giorni fa il segretario dell’Onu, Ban Ki-moon, si era congratulato con l’Italia per il lavoro svolto con i migranti. Oggi il Paese si riconferma all’altezza delle lodi del segretario generale delle Nazioni Uniti, infatti centinaia di migranti, circa 603, sono stati tratti in salvo dalla Marina militare, grazie all’Operazione Mare Sicuro.
La Fremm Margottini ha soccorso a 2 gommoni con circa 250 migranti a bordo. La fregata Grecale ha salvato 119 migranti sempre a bordo di un gommone. Il pattugliatore Bettica ha ultimato il recupero di 234 migranti distribuiti su 2 gommoni. Le unità della Marina Militare del dispositivo aeronavale nel Mediterraneo, sono impegnate in soccorso a imbarcazioni in difficoltà nel Mediterraneo Meridionale.
L’operazione mare sicuro è stata lanciata marzo 2015 a seguito dell’aggravarsi della situazione in Libia, che ha reso necessario un potenziamento del Dispositivo Aeronavale della Marina dispiegato nel Mediterraneo Centrale – al fine di tutelare gli interessi nazionali nell’area ed assicurare adeguati livelli di sicurezza marittima.
L’Italia con l’arrivo del bel tempo sa che gli sbarchi aumenteranno e si sta preparando: anche una motovedetta dalla Capitaneria di Porto Torres, infatti, sarà impegnata, come l’anno scorso, a Lampedusa nelle attività di soccorso dei migranti che tentano di raggiungere le coste siciliane. Questa mattina la “Ma/Cp 291” ha mollato gli ormeggi per raggiungere l’Isola dove sarà assegnata sino alla prima settimana di ottobre al Comando della Squadriglia Guardia Costiera, nell’ambito dell’operazione sul controllo dei flussi migratori.
Un altro punto su cui il nostro Paese continua a mantenere alta l’attenzione è il contrasto agli scafisti e alla tratta degli esseri umani, un problema che guarda da vicino gli sbarchi di immigrati.
In vista della giornata mondiale contro la tratta degli esseri umani di domani, Save the children ha pubblicato un dossier dove si evidenzia che tra i migranti i minori non accompagnati sono le principali vittime dello sfruttamento sessuale e lavorativo. Le stime parlano di un totale di 200 mila minori vittime di schiavitù nel mondo, in Europa, raggiungono la cifra di 15.846. In Italia il fenomeno è difficile da localizzare, tra gennaio e giugno 2016 sulle nostre coste sono arrivate 70.222 persone in fuga da guerre, fame e violenze, e di queste 11.608 sono minori, il 90% dei quali (10.524) non accompagnati, un numero più che raddoppiato rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente (4.410 da gennaio a giugno 2015). Minori stranieri non accompagnati, soprattutto eritrei e somali, molti dei quali sono in transito nel nostro Paese e si spostano da una città all’altra. E in assenza di sistemi di transito legali e protetti, si allontanano dai centri di accoglienza e si rendono invisibili alle istituzioni nella speranza di raggiungere il Nord Europa, divenendo però facili prede degli sfruttatori.
Il profilo dei minori vittima di tratta e sfruttamento in Italia vede una presenza significativa di ragazze nigeriane, rumene e di altri Paesi dell’Est Europa, sempre più giovani, costrette alla prostituzione su strada o in luoghi chiusi. Attraverso le sue unità mobili Save the Children ha inoltre intercettato gruppi di minori egiziani, bengalesi e albanesi inseriti nei circuiti dello sfruttamento lavorativo e nei mercati del lavoro in nero, costretti a fornire prestazioni sessuali, spacciare droga o commettere altre attività illegali.
Per questo, Raffaella Milano, direttrice dei programmi Italia Europa di Save The Children, considera “indispensabile che l’Europa attivi subito la procedura della relocation, almeno per i minori soli e più vulnerabili: è indispensabile garantire ai ragazzi che devono raggiungere familiari in altri Paesi europei un percorso legale e protetto”.
Per il momento però, almeno l’Italia è impegnata a ‘scoraggiare’ l’arrivo dei migranti, attarverso la campagna Aware Migrants. La campagna Aware Migrants, organizzata assieme all’organizzazione internazionale per le migrazioni, viene promossa sui social media, in tv e alla radio in una quindicina di Paesi dell’Africa Occidentale e settentrionale.

“Soprattutto nella rotta del Mediterraneo centrale adesso fronteggiamo i casi di chi non scappa da una guerra e da una persecuzione, ma cerca libertà, democrazia, benessere e cercando un mondo migliore e inseguendo dunque il proprio sogno incontra un incubo”, ha affermato il ministro dell’Interno Angelino Alfano.

Violenze sessuali, abusi, torture sono inflitti ai migranti ancor prima della traversata, nel percorso verso la Libia e in questo Paese, ha svelato di recente un rapporto di Amnesty International che ha raccolto la testimonianza di una novantina di migranti in Puglia e Sicilia.

Riguardo al contrasto agli scafisti, oggi la Polizia di Stato e i reparti aeronavali di Bari e Taranto della Guardia di finanza hanno intercettato nelle acque di Porto Badisco, sul litorale di Otranto, un veliero con a bordo 37 migranti pachistani. Gli scafisti, sono stati fermati grazie alle testimonianze di alcuni migranti e accusati di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, rifiuto di obbedienza e resistenza a nave da guerra e inosservanza di norme sulla sicurezza della navigazione. L’imbarcazione, denominata Ekaterina, lunga 15 metri e battente bandiera turca, procedeva a luci spente e all’alt imposto dalle forze dell’ordine i due scafisti, di 47 e 48 di nazionalità ucraina, poi arrestati, hanno cercato inutilmente di eludere i controlli. L’operazione segue di un solo giorno il fermo di un altro veliero che, con uno scafista israeliano e sei migranti palestinesi, stava tentando di raggiungere la costa nei pressi di Torre Vado, nel basso Salento.

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