venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Morti italiani che ci osservano
Pubblicato il 19-07-2016


Dopo la notizia sulle vittime italiane, sono sei, nel folle, barbaro e terroristico attentato di Nizza, sarà bene ricordare, non lo fa quasi nessuno, l’alto contributo di sangue di nostri connazionali nella guerra dell’’Isis. Non consideriamo le vittime militari italiane nella lotta alla barbarie. I nostri diciannove giovani militari assassinati a Nassirya nel novembre del 2003, dopo l’esplosione di un’autobomba, sono ancora la dimostrazione che anche le missioni di pace, quelle rivolte non ad offensive belliche, ma alla sicurezza e alla ricostruzione civile, sono nel mirino dei terroristi. Concentriamoci su quest’ultimo anno e mezzo. Partiamo dall’attentato al museo del Bardo di Tunisi, dove trovano la morte, il 18 marzo del 2015, quattro italiani. I loro nomi sono: Giuseppa Bille, il marito Orazio Conte, Francesco Caldara e Antonella Sesino. E’ un attacco improvviso, proditorio, accecato di follia omicida contro i turisti occidentali.

Nelle stragi parigine del 13 novembre trova la morte, al Bataclan, la studentessa ventunenne veneziana Valeria Solesin. Era anche volontaria di Emergency. Nel locale la ragazza cade al fuoco dei terroristi, che sparano contro giovani bersagli umani nel teatro di un festoso concerto rock. Più lontano, in Burkina Fasu, il 15 gennaio del 2016, gli islamisti entrano in un caffè italiano di Ouagadougou e colpiscono un bimbo, Michele Santomena, figlio del proprietario, che muore nelle braccia del papà. Il 3 marzo di quest’anno a Sabrata, in Libia, sono uccisi i tecnici della Benatti di Parma, Fausto Piano e Salvatore Falilla. Erano stati rapiti assieme a Gino Policarpo e Fausto Calcagno, che riescono a fuggire. Il 23 marzo, negli attentati di Bruxelles, dove tra aeroporto e stazione perdono la vita 32 persone, cade senza vita anche la funzionaria italiana della Ue Patricia Rizzo.

Il primo luglio è la volta della strage più orrenda. I terroristi islamici entrano in un ristorante di Dacca (Bangladesh). Tengono segregate diverse persone tra le quali molti italiani. Chiedono loro di recitare il Corano. Coloro che lo fanno possono uscire. Gli altri, tra cui nove italiani, sono atrocemente torturati e poi sgozzati e assassinati. I nomi delle vittime italiane sono: Cristian Rossi, Marco Tondaf, Adele Puglisi, Claudia D’Antona, Simona Monti, Nadia Benedetti, Vincenzo D’Alessio, Maria Riboli, Claudio Cappelli. L’Italia, contrariamente alla Francia che reagisce intensificando i suoli radi aerei sul Daesh, pronuncia parole di circostanza. Infine Nizza. La notizie è di oggi. Il 14 luglio ha mietuto anche vittime italiane. Tra gli 84 morti della follia omicida dell’attentato rivendicato dall’Isis ci sono sei italiani: Carla Gaveglio, Maria Grazia Ascoli, Gianna Muset, Angelo D’Agostino, Mario Casati, l’italo americano Nicolas Leslie. Noi non siamo in guerra contro nessuno. Gli altri sono in guerra anche contro di noi. Per ora la prudenza (chiamiamola così) e soprattutto la vigilanza ci hanno salvati da atti terroristici compiuti sul nostro territorio. Ma ormai è diventato il mondo la nostra casa. E i nostri caduti ci osservano.

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