lunedì, 5 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Ncd a Berlusconi: “I moderati non stanno con Salvini”
Pubblicato il 25-07-2016


Berlusconi-AlfanoPer Angelino Alfano è ora di rivedere le strategie. Per il Ministro degli Interni i milioni di elettori moderati dovranno ripartire da un nuovo grande contenitore, che dovrà includere anche Forza Italia. “Una novità” che il ministro dell’Interno ha voluto lanciare da Giardini Naxos, dove si è tenuta la giornata conclusiva della summer school di Ncd. “Se c’è la possibilità di individuare un nome comune e delle regole democratiche – ha detto il leader di Ncd – per dare rappresentanza a milioni di moderati italiani che non si riconoscono nella sinistra ma non possono accettare l’estrema destra di Salvini”, Ncd tornerà a sedere al tavolo con gli azzurri di Silvio Berlusconi.

Questo nuovo progetto “vogliamo farlo anche con tutti coloro che appartengono al Ppe in sede europea”, ha spiegato Alfano facendo rifermento in primo luogo a FI. “Non possono accettare l’estrema destra di Salvini che vuole uscire da tutto, che vuole uscire dall’Italia secondo l’art.1 dello statuto della Lega, vuole uscire dall’Ue”. “Noi ci siamo, se non staranno loro troveremo degli altri cui fare un appello ai moderati italiani per avere questa nuova rappresentanza contro gli estremismi di destra e di sinistra”, ha detti ancora  il leader di Ap. Un progetto che necessità però di una presa di distanza di Forza Italia dalla Lega e da Fratelli d’Italia di Giorgia Meloni definiti da Alfano come “gli estremisti”. Di certo, precisa Alfano, l’apertura di ieri nei confronti di Silvio Berlusconi e dunque di Forza Italia non è un modo per rinnegare il sostegno all’esecutivo di Matteo Renzi: “Noi abbiamo fatto la scelta giusta nel collaborare in questi anni con il governo Renzi”. Anche se, continua, “nel futuro non abbiamo ancora preso una decisione perché dopo il referendum, per il quale noi sosteniamo calorosamente il Sì, faremo un tagliando e prenderemo una decisione insieme a tutti coloro i quali hanno scelto di stare insieme a noi nel nuovo soggetto dei moderati italiani”. Dunque, dopo il referendum tutto potrà succedere.

Ne parliamo con il capogruppo di Ncd alla Camera Fabrizio Cicchitto:

Fabrizio CicchittoOnorevole partiamo dalla legge elettorale. È intervenuto anche l’ex presidente della Repubblica Napolitano auspicando che si arrivi a una modifica condivisa. Pressioni arrivano da più parti. Anche dall’interno del Pd. Renzi al momento dice che non è contrario ma non vede una  maggioranza per farlo. Lei che ne pensa?
La legge elettorale è un argomento che si connette con una posizione politica. La posizione politica di Alfano e di fare ogni sforzo per andare in controtendenza a un particolarismo folle. È l’idea di aggregare tutta l’area di centro che sostiene il governo e che è distinta dal Partito democratico.  Una seconda correlazione è come conseguenza al Sì al referendum sulle riforme su cui l’Ncd si è impegnato fortemente.

Siamo in un tripolarismo e la legge elettorale è immaginata per un bipolarismo. Anzi un bipartitismo…
Infatti. Questo è un elemento su cui tutti dobbiamo fare autocritica.  Le  riforme e anche la legge elettorale sono stati votati anche da Forza Italia. La legge elettorale ricalca una convinzione non dichiarata: cioè che il  tripartitismo non ci fosse o che fosse un episodio effimero e di breve durata, basato sulla convinzione che il Movimento 5 Stelle fosse imploso.

Invece tutto questo non è successo…
Esattamente. E in questa impostazione si trova sottotraccia nascosta anche la convinzione che dava per scontato e acquisito l’obiettivo del 40% ottenuto dal Pd alle elezioni europee. Un risultato che sarebbe arrivato dal collasso del centrodestra. Tutto questo non c’è stato. Un errore di valutazione. Anzi ora c’è una fluidità estrema. Basta vedere cosa è successo alle elezioni amministrative. È stato messo in moto un meccanismo micidiale secondo il quale la forza che rimane fuori, per reazione, decide chi vince i ballottaggi. Quindi un meccanismo tripolare che rende necessario un aggiornamento della legge elettorale.

Quale cambiamenti proponete?
Quello più ragionevole è di cambiare la destinazione del premio di maggioranza da premio alla lista a premio a coalizione.

 Ma nel Pd le posizioni sulla legge elettorale sono diverse…
La politica è fatta di posizioni molteplici. Guai ritenere che le cose possano semplificarsi in una linea unica.

Se l’Italicum venisse bocciato dalla Corte Costituzionale? Quali scenari si aprirebbero?
Proprio per questo la scelta più razionale vorrebbe che il referendum scorresse il più in là possibile. Fare prima la modifica alla legge elettorale e poi una legge di stabilità che si misuri con la necessità di dare un segnale di crescita. Non una questione demagogica, ma una operazione coraggiosa con tagli di spesa pubblica per liberare le risorse necessarie per una riduzione del carico fiscale.

Il nuovo centro destra lavora per la costruzione di un nuovo progetto politico. L’appuntamento è a settembre. Da dove partire? E Forza Italia è in questo progetto?
Allo stato attuale no. Per un motivo molto semplice. Il nodo della discussione è incentrato sulla rottura con la Lega. Da quello che vedo questo elemento non c’è. L’obbiettivo è quello di aggregare tutte le forze che stanno al centro e che si collocando al di fuori del Pd.

 Daniele Unfer

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