mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

La mossa del cavallo
Pubblicato il 06-07-2016


Nulla è come prima. Né in Italia né in Europa. Eppure nulla di ciò che è avvenuto ci ha presi alla sprovvista. Brexit si è abbattuta su un’Unione già lacerata e debole; un voto dalle marcate caratteristiche anti politiche ha rovesciato pessimi sindaci e ottimi amministratori. Prima ancora della ragion di Stato, chi guarda all’Europa dovrebbe dotarsi della passione eretica dei pionieri. Servirebbe intanto una fase costituente per fissare il futuro dell’U.E.
L’Europa a 27 e senza la Gran Bretagna non potrà essere uguale a quella che abbiamo conosciuto.  Va scritta una cornice diversa nella quale prevedere un unico ministro del Tesoro, Eurobond, ricontrattazione dei debiti sovrani, revisione dei Trattati di Dublino (migranti ) e di Maastricht (regole e norme dell’U.E.). Naturalmente c’è anche un’altra strada. Meno tortuosa, ma meno risolutiva. Il rischio è un accordicchio.
Un cambio di passo urge anche in Italia.
Lo ripeto fino alla noia: un secondo tempo del governo, una legge di stabilità attenta alle fasce più deboli, una coalizione di taglio politico più marcato, un referendum costituzionale con più quesiti, la riforma della legge elettorale. Se si vuol mettere in stabilità la legislatura e togliere acqua alle pressioni figlie delle divisioni in casa democratica, è sulla coalizione che bisogna investire. Senza cedere di un palmo sul terreno delle riforme.
Continuerà a spirare a lungo il vento di tempesta e l’estate non sarà affatto migliore. Sbaglierebbe il premier a seguire il ragionamento svolto da Orfini e da Del Rio. Lo riassumo così: i partiti piccoli sono un ostacolo alla tenuta del governo. E invece fino ad oggi è successo l’esatto contrario. Tre anni fa si sono vinte ( vinte…) le elezioni proprio grazie ai consensi portati in dote dai partiti più piccoli di Italia Bene Comune (il centro destra ha perso di appena 280.000 voti). Nel corso della legislatura, il governo ha ballato soprattutto a causa delle fratture nei gruppi parlamentari del Pd. Questi i fatti. Il resto chiacchiere.
Dunque: non una ma due mosse del cavallo.
Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Riccardo Nencini

Segretario Psi - viceministro dei Trasporti

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Commenti all'articolo
  1. Caro Riccardo, finalmente parole chiare sulla politica del governo. Bisogna insistere sulla necessità della modifica della legge elettorale, modifica necessaria non soltanto per la sopravvivenza del nostro partito, ma per salvare la democrazia nel nostro paese. Di questo se ne deve rendere conto non soltanto Orfini e del Rio ma, in prima persona, Renzi, quale segretario del partito di maggioranza e Presidente del Consiglio.

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