sabato, 3 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Nencini: “Ora è tempo di modificare l’Italicum”
Pubblicato il 15-07-2016


Congresso Salerno NenciniSi sono riuniti giovedì 14 luglio a Torgiano i Socialisti umbri per discutere della proposta di modifica della Legge elettorale. In una sala piena di iscritti, simpatizzanti e amministratori di tutta la Regione il segretario dei Psi Riccardo Nencini dopo aver ricostruito i vari passaggi che hanno portato all’approvazione della legge, ha sottolineato due elementi: il mutato scenario politico italiano che non è più bipolare ma ormai, con il consolidamento del M5stelle, tripolare; il fatto che sulla proposta di modifica della legge elettorale si stia creando un consenso abbastanza ampio, sia tra le forze politiche minori, sia all’interno della stesso Pd. “Su queste basi – ha spiegato Nencini – abbiamo presentato un disegno di legge, l’unico al momento depositato, con la richiesta di modifica dell’Italicum che abolisca il premio di maggioranza per la lista che riporta la maggior percentuale e assegnandolo alla coalizione”. È questo secondo Nencini il punto nodale, “in grado di ristabilire – ha spiegato – un livello accettabile di rappresentatività degli elettori, evitando così l’astensionismo o, in una situazione socio-economica come quella che l’Italia sta vivendo, il rischio di una virata netta dell’elettorato verso formazioni populiste che cavalcano la protesta e la delusione dei cittadini”.

“Nei prossimi giorni – ha concluso Nencini – il Partito socialista si farà promotore di numerose iniziative in tutta Italia per illustrare la proposta di modifica della legge elettorale, ricordando che al momento l’unico disegno di legge presentato alla Camera sia quello del Psi, che rappresenta un atto concreto e non una mera dichiarazione d’intenti”. Su questa battaglia Nencini ha ribadito che il Psi andrà fino in fondo, senza condizionamenti causati dalla propria partecipazione alla compagine di governo.

Il capogruppo socialista in Consiglio regionale Silvano Rometti ha spiegato che i nodi dell’attuale legge contestati sono il premio di maggioranza alla lista e non alla coalizione, nonché i 100 capolista ‘nominati’. “A preoccupare maggiormente – ha detto Rometti – è proprio il premio di maggioranza al singolo partito o lista che potrebbe far sì che una singola forza, all’eventuale ballottaggio, con una percentuale del 25-30 per cento dei voti, possa raggiungere, attraverso determinati tecniciscmi, la maggioranza assoluta dei parlamentari”. Inoltre da un punto di vista politico questa legge divide la coalizione in vista del referendum ed è anche autolesionistica per la stessa coalizione, oltre che per il nostro Partito.

Mentre si discute di legge elettorale, i promotori del Sì al referendum costituzionale hanno depositato le firme in Cassazione superando la soglia prevista di 500mila. Il comitato del Sì ha quindi raggiunto l’obiettivo mentre per il Comitato del no la consegna sarà simbolica. In una intervista al settimane tedesco ‘Die Zeit’ Pierluigi Bersani ha affermato di essere a “favore della riforma della Costituzione. Ma non si dovrebbe vederla come una specie di evento cosmico al quale sia legato il destino del governo o del partito o del Paese. Renzi dice di non aver fatto questo legame, ma lo ha fatto”. Bersani ritiene che aver legato il referendum al destino del governo “è stato un errore politico grave, molto grave. Penso che questo lo abbiano capito tutti. Adesso si cerca a parole di sminuire. Il che è un bene”, ha concluso Bersani.

Sul fonte della maggioranza di governo un nuovo movimento cambia gli equilibri interni. Un passaggio quasi sotto silenzio. Quello del ministro dell’Economia e segretario di Scelta Civica Enrico Zanetti, che abbandona letteralmente il partito e insieme a tre fedelissimi, Mariano Rabino, Giulio Cesare Sottanelli e Angelo Antonio D’agostino, portando con se anche simbolo e nome del partito. E nel giro di poche ore Zanetti ha annunciato la fusione dei 4 fuoriusciti con 10 deputati di Ala e un deputato di Fare!. Nasce, così, il nuovo gruppo “Scelta Civica verso Cittadini per l’Italia” nell’ottica della “costruzione di una forza liberaldemocratica aperta a tutti coloro che ne vorranno far parte, sposandone programmi, principi, idee”. Il gruppo dei Verdiniani quindi entra a far parte della maggioranza e anche del governo. “”Ala così è nel governo, Zanetti si dimetta” attaccano dalla sinistra del Pd.

Edoardo Gianelli

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