giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Non ci sono più i golpe di una volta…
Pubblicato il 17-07-2016


Tutto è possibile e se ne leggono di tutti i colori. Che il golpe fallito di Turchia sia invero anomalo è fuor di dubbio, come di dubbio gusto sono le felicitazioni postume di Obama e Merkel (almeno Putin è stato zitto) a Erdogan e al suo governo “democraticamente eletto”. Le ipotesi sono tre. La prima è che le forze armate turche, d’impostazione tradizionalmente laica e ispirate ancora al mito di Ataturk, abbiano autonomamente deciso l’azione, alquanto sgangherata, di presa del potere, occupando la televisione e il parlamento. Un’azione che ricorda da vicino quelle al limite del folclorismo messe in atto in Italia dalla guardia forestale e in Spagna dal pistolero Antonio Tejero, che entrò in Parlamento spaventando tutti tranne che il primo ministro Suarez.

Ipotesi un po’ così. Da prendere con le pinze. La seconda è che il golpe sia stato ispirato e concertato dagli Usa e dalla Russia, alla luce dell’intesa sopraggiunta per iniziative militari congiunte in Siria. In fondo la Russia aveva più di un motivo, e non solo quello dei suoi aerei abbattuti, per augurarsi la fine del regime “democraticamente eletto” di Erdogan. Gli Usa, che hanno sempre considerato la Turchia un paese alleato e strategicamente e geograficamente indispensabile, non potevano continuare a bendarsi gli occhi rispetto alle connivenze e perfino agli appoggi dei turchi all’islamismo violento. Resta da chiedersi se grandi potenze mondiali possano promuovere golpe così ridicoli. Forse è il caso di ripetere che se non ci sono proprio più le mamme di una volta, le stagioni di una volta, i film di una volta, non ci sono più neanche i golpe di una volta. Che riuscivano tutti. Non v’è dubbio che i nuovi mezzi di comunicazione non facilitino imprese simili, generalmemte praticate in silenzio. Ma tant’è. E’ proprio un declino generale…

La terza ipotesi, ventilata da studiosi ed esperti del panorama turco, è che si sia trattato di un golpe finto. Addirittura di un auto golpe. Ordito da Erdogan per stabilizzare il suo potere, per cambiare la costituzione e per avviarsi verso un regime di natura islamica, alla faccia di quel laico di Ataturk. Ci sono di mezzo duecento morti, morti davvero e non per finta, e questo dovrebbe sconsigliare ad avanzare una simile tesi. Però la vita, e soprattutto il diritto, in Turchia sono parole vuote. Le stragi di giovani manifestanti, gli arresti di giornalisti e di oppositori erano già di pubblico dominio. Stonano maledettamente, in tutte e tre le ipotesi di golpe, le parole dell’amministrazione americana, della signora Merkel e purtroppo anche del nostro Renzi. Complimentarsi per un governo “democraticamente eletto” significa poco ai fini del suo carattere democratico.

Anche Hitler vinse le elezioni nel 1933 e poi instaurò il peggiore regime della storia. Anche Morsi vinse le elezioni in Egitto e poi instaurò il regime islamico e il golpe di Al Sisi venne giudicato un bene. Anche gli estremisti islamici vinsero le elezioni in Algeria e poi vi fu il golpe e la sanguinosa guerra civile. Un regime è democratico non se vince le elezioni, ma se esercita la democrazia. Quello di Erdogan oggi è un regime democratico? O piuttosto un sistema assolutamente illiberale e ispirato ai dettami di una religione? E la complicità col terrorismo islamico, i loschi affari col petrolio di contrabbando che Putin dimostrò, le persecuzioni dei curdi che sono stati e sono tuttora il migliore nostro alleato per sconfiggere lo stato islamico, non dovevano consigliare maggiore prudenza agli americani, ai tedeschi, agli italiani? La real politique induce sempre ad allearsi con i vincitori. Dunque è giusto oggi lasciar massacrare i militari ed esaltare Erdogan? Io non ne sono affatto convinto.

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Commenti all'articolo
  1. Io ho fatto il tifo per i militari. Erdogan è una mina vagante e un pericolo per l’Occidente. C’è da sperare che vinca Hilary Clinton e l’America riprenda il suo ruolo nel mondo e che i Leader europei comprendano i pericoli ai quali siamo sottoposti e agiscano di concerto con l’America.

  2. Caro Direttore, il mio umile parere è che sia stato veramente un tentativo di un piccolo ma disorganizzato gruppo di militari patrioti che hanno cercato di ristabilire i principi secolari della costituzione di Ataturk, principi che Erdogan e i suoi ormai, e da anni, violano spudoratamente. Purtroppo è andata male. Se fosse stato un finto colpo organizzato dallo stesso Erdogan lo avrebbero orchestrato in un altro modo, mettendo in risalto qualche immediata ed eroica azione risolutrice del sultano, il quale invece all’inizio se la era data a gambe. Quella fuga, quella sparizione di diverse ore, l’incertezza su chi detenesse il potere, tutto questo lascia pensare che sia stato un vero “golpe”.
    Ora, come Hitler dopo l’incendio del Reichstag, Erdogan cercherà di sfruttare la situazione. Primo passo, gli arresti. Secondo passo, inventare collegamenti fra i golpisti e i partiti di opposizione. Terzo passo, temo, messa fuori legge del partito repubblicano e di quello curdo e instaurazione di una dittatura del partito unico.
    Che Dio salvi la Turchia.
    Cordiali saluti, Mario.

  3. Con la democrazia i cittadini eleggono i propri rappresentanti. Perché questa possa chiamarsi anche liberale occorre quantomeno escludere dalla partecipazione alla vita politica i partiti aventi natura dittatoriale; ciò può avvenire con una conventio ad excludendum nei loro confronti, come era stato in Italia fino al 1992 nei confronti di due partiti uno “di destra” e l’altro “di sinistra” oppure con una norma costituzionale, come quella contenuta nella Costituzione della Repubblica Federale Tedesca, che prevede il divieto di costituzione di siffatti partiti (alla luce di quella negli anni ’50 in quel Paese furono disciolti per due volte un partito di tale natura “di destra” e altrettante un altro “di sinistra”).
    In altre parole, la democrazia non realizza necessariamente uno Stato liberale.
    Pertanto, per scongiurare il rischio che un Paese si ritrovi democraticamente retto da un regime liberticida occorrerebbe andare oltre il semplice diritto dei Cittadini ad eleggere i propri rappresentanti, ma perseguire la cristallizzazione di inviolabili diritti di libertà in ogni costituzione… così come ha fatto finora, ad esempio,… la nostra pur imperfetta e zoppicante Unione Europea.

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