giovedì, 8 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rio 2016, tra arresti per terrorismo e ‘grana’ russa
Pubblicato il 21-07-2016


L’allarme terrorismo dei giorni scorsi avrebbe oggi trovato conferma  negli arresti effettuati dalla polizia che ha bloccato dieci persone impegnate a preparare un attentato sotto la bandiera dell’Isis. Intanto si complica la vicenda del doping russo di Stato. Il TAS ha respinto  i ricorsi di 68 atleti russi e così a oggi sarebbero solo due i possibili partecipanti alle gare di atletica sotto la bandiera della Russia. Infuriato Putin che considera inaccettabile il bando generalizzato anche perché non si può ancora escludere un bando della Iaaf per tutto lo sport russo. Mosca pensa ora di ricorrere anche ai tribunali civili.


Terrorismo Olimpiadi di Rio 2016Terrorismo a Rio
Il ministro della Giustizia, Alexandre Moraes, ha annunciato in una conferenza stampa che la polizia federale brasiliana ha arrestato un gruppo che preparava un attentato durante le Olimpiadi di Rio. Sono dieci le persone arrestate nell’operazione antiterrorismo contro il gruppo che stava preparando un attentato durante le Olimpiadi di Rio de Janeiro. Gli arresti sono avvenuti negli stati di San Paolo e Paranà.  Le dieci persone arrestate, tra le quali un minorenne, sono state reclutate sul web dall’Isis e gli arresti sono avvenuti sulla base della legge antiterrorismo entrata in vigore nel marzo scorso. Altre due persone sono ricercate.

La grana russa
Il Tas di Losanna ha respinto il ricorso dei 68 atleti, confermando così la squalifica indetta dalla Iaaf. Gli sportivi puliti si ribellano, ora il CIO deve stabilire se escludere dai Giochi Olimpici tutta la Russia

LOSANNA – L’atletica leggera russa non prenderà parte alla prossima Olimpiade di Rio. Il Tas di Losanna ha infatti confermato la pena decisa dalla Iaaf (Federazione Internazionale di Atletica Leggera), respingendo il ricorso di 68 atleti russi che criticavano la scelta di escludere tutta la nazionale e non soltanto chi aveva fatto uso di sostanze dopanti. In parole povere, è stato fatto di tutta l’erba un fascio. Ma le autorità hanno usato la mano pesante dopo che è stato accertato il coinvolgimento del governo di Mosca, che ha coperto e favorito l’uso del doping in decine e decine di casi. Dunque una squalifica esemplare che (non è da escludere) può diventare ancor più pesante: al CIO infatti sono arrivate diverse pressioni addirittura per escludere tutta la Russia dall’Olimpiade dopo lo scandalo del dossier presentato in settimana dal professor McLaren, in cui viene accusata Mosca di doping anche in altri sport. Ma, attraverso una nota ufficiale, il Comitato Olimpico ha risposto in maniera fredda sull’ipotesi di bando totale: “La presenza di tutti gli atleti a Rio dovrà essere decisa dalla federazione internazionale di appartenenza in base alle proprie regole antidoping”. Non sembrano esserci i tempi necessari (i Giochi iniziano il 5 agosto) per arrivare a una decisione così delicata.

DURA REAZIONE DA MOSCA – Importanti le parole di Usain Bolt, che ha visto di buon occhio questo pugno duro verso la Russia: “Chi sbaglia deve pagare, è giusto prendere severi provvedimenti contro chi non rispetta le regole. E tutto questo può avere l’effetto positivo di ‘spaventare’ molta gente”. Tornando a Rio, saranno così solo due atlete russe a partecipare: la mezzofondista Stepanova, che ha collaborato nelle indagini in qualità di ‘pentita’, e la saltatrice Klishina, che si sottopone all’antidoping Usa. Non ci sta la campionessa dell’asta, Yelena Isinbayeva, che ha espresso il proprio malcontento: “E’ il funerale dell’atletica”. Più duro Dmitri Peskov, portavoce di Putin: “E’ qualcosa di inaccettabile che sia stata scelta la responsabilità collettiva, ci sono tantissimi atleti che si stavano preparando per Rio senza aver niente a che fare con il doping, i loro test sono sempre stati puliti”. Effettivamente per gli atleti leali è una vera e proprio mazzata veder svanire un sogno a causa di colleghi meno rispettosi, ma la Iaaf non ha deciso di fare sconti e procedere per una punizione durissima.

Francesco Carci

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