mercoledì, 7 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

OMS, un piano mondiale per la salute di donne e bambini
Pubblicato il 14-07-2016


Ungheria-muro-anti immigratiTrecentomila donne perdono la vita per il parto ogni anno e una su tre, dell’intera popolazione mondiale, parliamo di oltre due miliardi, sono vittime di violenza sessuale. Ci sono dei numeri che danno da pensare, che fanno paura come quelli delle statistiche che l’Organizzazione mondiale della sanità raccoglie per sensibilizzare opinioni pubbliche e Governi, per condividere strategie in difesa della salute delle donne e non solo.
Ne hanno parlato oggi alla Camera la vicedirettrice generale dell’Oms, Flavia Bustreo, con una rappresentanza parlamentare guidata da Pia Locatelli, presidente della commissione per diritti umani e presidente onoraria dell’Internazionale socialista donne. Un’audizione – coincisa con l’inaugurazione di una sala dedicata proprio alle donne e alla loro presenza nelle Istituzioni, dai giorni della resistenza a oggi – che è servita a illustrare una piattaforma chiave nell’implementazione dell’Agenda 2030 dell’Onu per lo sviluppo sostenibile per il ruolo chiave che hanno donne, bambini e adolescenti.

Flavia Bustreo OMS

Nella Sala delle Donne. Da sx: Flavia Bustreo, Maria Grazia Panunzi (Aidos), Pia Locatelli, Laura Boldrini, Maria Pia Garavaglia

La dottoressa Bustreo, che come ha ricordato Locatelli è stata l’ideatrice, la promotrice del piano mondiale dedicato alla salute delle donne, dei bambini e degli adolescenti che coinvolge i Parlamenti di tutto il mondo, ha sottolineato quanto importante sia affrontare queste problematiche in una fase di grande espansione del fenomeno migratorio. Un tema che oggi vede l’Italia in prima linea, anche per il ruolo che il nostro Paese avrà nel prossimo G7, e che ha saputo dare risposte all’altezza della sfida e di cui si è detta ‘orgogliosa’ la responsabile dell’Oms.
Il piano dell’Organizzazione mondiale della sanità si prefigge inanzitutto di verificare le condizioni di vita di donne e adolescenti tenendo anche conto che si sta assistendo ad una crescita della migrazione al femminile, non forzata, ma che risponde a una domanda in crescita di assistenza primaria nei Paesi sviluppati, soprattutto dell’Europa. Quindi non solo un’attenzione alla salute nel suo insieme, ma anche alla partecipazione delle donne allo sviluppo economico.

Ma per tornare ai numeri che fanno paura, la buona notizia è che da quando l’Oms si sta occupando a fondo del tema della mortalità materna, almeno la quantità di decessi ha iniziato a declinare. Dal mezzo milione di morti che si registravano nel 1990, si è passati ai 300 mila di oggi (2015). La riduzione vera è cominciata però solo cinque anni fa, evidentemente per l’efficacia delle misure che via via sono state adottate per arginare un fenomeno che colpisce le donne prima, durante e dopo il parto, grazie a un miglioramento dell’accesso ai servizi sanitari soprattutto nelle fasi di emergenza come emorragie e infezioni.
Quanto al tema delle violenze, le statistiche sono basate sui dati di 67 Paesi, poco meno della metà di quelli che aderiscono all’Oms e già questo elemento ci dice quanto difficile sia anche soltanto conoscere nei dettagli una piaga terribilmente diffusa.

Tra i compiti dell’Oms c’è poi anche quello di arginare minacce sanitarie gravissime come quelle della diffusione di malattie trasmesse per contagio. La dottoressa Bustreo ha a questo proposito ricordato il tema della vaccinazione e quanto importante sia combattere – un invito rivolto non solo alle Istituzioni, ma anche agli oepratori dei mass media – nell’opinione pubblica il fenomeno della ‘riluttanza’ alla vaccinazione. Accade infatti che la popolazione, avvezza a una progressiva scomparsa di talune malattie infettive, avverta sempre meno i vantaggi della vaccinazione. A questo preoccupante fenomeno si aggiungono poi certe campagne pseudoscientifiche su una supposta correlazione tra vaccinazioni e autismo e sui casi, anche se rari, di effetti collaterali dei vaccini, e si finisce per avere un calo generalizzato delle difese da malattie infettive tutt’altro che banali.
Una battaglia che l’Oms sta combattendo in tutti i modi anche per rendere accessibili a prezzi di mercato nuovi vaccini contro virus temibilissimi, potenzialmente mortali, come il Rotavirus – diarree rapide – o il Pneumococco –polmonite – ma anche al papilloma virus responsabile del cancro della cervice.

Un campo quello dei vaccini estremamente esteso e, purtroppo, fonte di spiacevoli novità come quella del virus Zika che sta conoscendo una rapida espansione in correlazione ai cambiamenti climatici invadendo aree molto popolose, come il Brasile, o raggiungendo popolazioni che fino a ieri erano naturalmente difese dall’altitudine dei loro insediamenti. Una battaglia appena cominciata contro un virus che è sospettato di provocare danni gravissimi al feto sia con la microcefalia sia con danni permanenti al sistema nervoso e che, come per le altre battaglie, per essere vinta ha bisogno non solo di medicine, vaccini, prevenzione e protezione, ma soprattutto di poter contare su una strategia mondiale condivisa, sulla collaborazione delle istituzioni e sulla sensibilizzazione delle popolazioni.
C.Co.

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