lunedì, 5 dicembre 2016
Facebook Spazio Twitter Spazio RSS Spazio
Opinioni e commenti
 

Perché non sono diventato anti renziano…
Pubblicato il 08-07-2016


Ho descritto spesso quel che di Renzi non mi va. E dopo la sua mancata reazione alla sconfitta elettorale delle comunali e dei sondaggi che danno il no trionfante al referendum confermativo e i Cinque stelle alle prossime elezioni, grazie al doppio turno nazionale che indurrebbe, come alle comunali, l’elettorato di centro destra a preferire i grillini a Renzi, ho criticato, anche duramente, l’atteggiamento del presidente del Consiglio e segretario del Pd. E’ stato il Psi, all’unanimità, a rivolgere al presidente del Consiglio la richiesta di nuovi provvedimenti economici, di uno svolgimento piu tardivo del referendum, di un suo eventuale spacchettamento, della riforma della legge elettorale.

Se sono diventato anti renziano, allora il Psi tutto lo sarebbe diventato. Sono, siamo, passati all’opposizione, abbiamo tutti seppellito la linea sancita al congresso di Salerno? Non mi pare proprio. Tutto quello che sostengo, quel che sosteniamo, va nella direzione di un rafforzamento dell’attuale esecutivo e dell’attuale maggioranza. Anzi, sono nemici del governo, come ho già scritto, tutti coloro che continuano a non accorgersi che la nave rischia di affondare, che ha crepe da suturare rapidamente. Coloro che non smettono di elogiare il nocchiero sicuri dell’approdo vittorioso, infischiandosene della realtà.

Contemporanemante, credo che con l’appello sottoscritto assieme a Giovanni Negri (Bonelli, leader dei Verdi, al telefono, mi ha mostrato il suo interesse) di avere dato conseguenza proprio alla mozione approvata a Salerno. In essa si parla esplicitamente di alleanza, o addirittura di nuovo soggetto, liberalsocialista. Certo, senza dichiarare, almeno per il momento, che questo avvicinamento dovrà necessariamente sfociare in una lista elettorale. Vedremo l’evoluzione del confronto sul mutamento dell’Italicum e se, come il Psi ha fatto depositando già a gennaio una proposta di legge al Senato, il premio passerà dalla lista alla coalizione. Non sono diventato anti renziano, passando coi suoi oppositori interni ed esterni, oltretutto perché non mi è mai piaciuto scendere dal carro degli sconfitti per salire in quello dei vincitori, come è d’uso in Italia e anche nel Pd. Avviso solo che i vecchi vincitori oggi rischiano, magari senza averne piena consapevolezza, di guidare il carro opposto convinti che sia quello solito. Il che non è proprio il massimo dell’intelligenza politica.

bce Berlusconi bersani camera CGIL crisi elezioni Enrico Buemi europa Forza Italia Francia Germania governo Grecia Grillo Inps ISIS ISTAT italia italicum lavoro Lega M5S Marco Di Lello Matteo Renzi Nencini Onu Oreste Pastorelli pd pensioni Pia Locatelli pil psi Renzi Riccardo Nencini roma Russia Sel senato socialisti Spagna UE UIL Unione europea USA



Commenti all'articolo
  1. Mauro non è diventato antirenziano, bravo, comprendo le sue giuste motivazioni. Personalmente “arenziano” ero, ed “arenziano” rimango, che non è una posizione di comodo, ma semplicemente una valutazione per la quale oltre questo governo al momento non si può andare, ma senza sottacere limiti e manchevolezze di un esecutivo che se non ben condotto e rafforzato, specialmente in ambito riformatore, rischia di andare a sbattere. Proposte che abbiamo lanciato a Salerno e che puntualmente, da socialisti, reclamiamo con sempre maggior forza e determinazione.

  2. e invece io sono orgogliosamente antirenziano perché sono sempre stato antiberlusconiano.
    Come molti riformisti e ulivisti avrei voluto nel 2007 un grande partito socialista non massimalista nè craxiano. Invece è arrivato il minestrone veltroniano a cui non aderimmo perchè formazione non credibile. Infatti..ora c’è la DC 2.0.
    Evidente che il renzismo sia un concentrato di spregiudicatezza fanfaniana e di incultura berlusconiana conditi con il web.
    Ma insomma, se l’inciucio ‘segreto’ del nazareno con B, se l’eliminazione politica dell’art.18, se gli insulti ai sindacati, se i ricatti al Parlamento, se le de-forme costituzionali e Italicum li avesse fatti Berlusconi, il vecchio PD e l’intera sinistra sarebbero scesi in piazza in massa .E invece.. .Bè, anche se povero Bersani -nonostante i ricatti e gli insulti del royal baby- gli regge il sacco noi abbiamo detto marameo alla DC 2.0 e andiamo a sinistra.
    E naturalmente al referendum http://www.iovotono.it per difendere la Costituzione repubblicana.
    P.S. Del Bue, rebus sic stantibus al referendum tu che fai eh?

  3. Noto nell’articolo alcuni aspetti molto interessanti, che oltretutto si possono ricollegare anche alla storia, e inoltre anche affermazioni che possono toccare altre realtà che riguardano il mondo politico attuale.
    Il primo argomento che affronto, e mi sembra il più importante, è che la dirigenza attuale del Psi pensa ad un nuovo soggetto politico, lanciando l’idea del liberalsocialismo, che addirittura arriva dalla mozione del congresso, e questo può già essere motivo di discussione.
    La questione è seria ma molto contorta, in quanto, come la storia racconta, nessuna alleanza politica e nessun accordo elettorale ha mai premiato il Psi, e, aggiungo a malincuore, che è tutto franato dopo l’apertura delle urne, e questo è inconfutabile, se poi l’italicum cambia la storia e i Socialisti, tanti auguri.
    Il secondo punto che mi preme sottolineare è quello della maggioranza di governo, scrivo che la dirigenza del Psi è arrivata sul fatto ai tempi supplementari, dico questo perché ci sono stati certi sbagli sia sulla politica di governo che di entrate sbagliate nella maggioranza, e certi pedaggi si pagano. Per essere precisi, se il Job act e la buona scuola profumano di vittoria, ma i frutti non sono arrivati, certamente la colpa va cercata nei gufi; se la vicenda delle banche che coinvolge parenti strettissimi di una ministra non viene presa per le corna e rottamata al tramonto del sole, la colpa è quella di non credere a Matteo, la corruzione che ha avvolto un altro ministro con la questione Tempa Rossa non mi sembra che sia da sottovalutare, inoltre c’è nel fronte del rafforzamento della maggioranza di governo l’entrata spontanea e benvoluta di Ala, un abbraccio o un guaio, chiediamocelo. Detto tutto questo, e mi sembra essere stato buono, ci facciamo meraviglia che Renzi (che vi ha affascinato fino a ieri l’altro) non reagisca dopo la sconfitta elettorale del 5 giugno: Svegliaaa! carissimo Psi (che ti voglio tanto bene), ma fra due mesi si spara ai tordi.
    Mi permetto di andare fuori dal percorso dell’articolo, ma colgo alla fine del secondo paragrafo la parola realtà, e con questo approfitto per entrare a gamba tesa all’interno del partito e domando:
    Come sta il Psi? (Spero che Gavroche mi legga)
    Dico questo perché dopo le elezioni amministrative, la dirigenza ha diffuso certi articoli in cui dava l’immagine che si specchiava in una festa del voto Socialista, e qui non commento i numeri, ma voglio sottolineare con profondo rammarico che in un mese solo il monello Gavroche fa riferimento al partito, e non in modo politico ma giudiziario, ecco il motivo della mia domanda.
    Concludo scrivendo che siamo avvolti da storie di tutti i giorni, come cantava Riccardo Fogli, ma nessuno può dire che ieri, oggi o domani non attraversa da un carro all’altro, dal perdente al vincitore o viceversa perché sempre la storia e le memorie e i ricordi raccontano vicende diverse, e i fatti dimostrano che in politica certi salti possono causare scissioni drammatiche che possono portare a verità crudeli che poi si trasformano in macchie politiche, però in tutto questo da buon socialista terrei conto principalmente della dignità personale.
    Giovanni Caciolli

Lascia un commento