venerdì, 2 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

PA, quando il privato
va in soccorso del pubblico
Pubblicato il 15-07-2016


Restauro ColosseoLa collaborazione tra Pubblico e Privato ha sempre consentito alle Pubbliche Amministrazioni di realizzare lavori di cui non sempre possiede competenze e maestranze. Privilegiare le aziende che insistono sul territorio è una scelta vincente. Infatti, come affermato dallo stesso Fausto Baldarelli, responsabile provinciale CNA Costruzioni, ciò che conta in questo momento è coinvolgere le aziende del luogo all’interno degli appalti del comune, in modo tale da generare un valore che possa essere realizzato da chi appartiene al territorio e, dunque, sente come propria questa mission. Un fattore determinante per assicurare qualità e per rispettare i tempi di consegna.

I partenariati pubblico-privato
Ma il rapporto Pubblico/Privato, utile se non indispensabile per portare a termine opere pubbliche, può essere utilizzato anche per la fase progettuale e, perché no, elaborativa di un progetto. A questo punto la sollecitazione può arrivare al Pubblico dal territorio. La collaborazione di tipo pre-commerciale è tra l’altro prevista dal Decreto Sviluppo 2012 che lo promuove come partenariato pubblico privato per individuare idee e soluzioni per lo sviluppo locale. In realtà la logica del PPP sfugge ad una banale misura remunerativa, e si muove verso la realizzazione di un sistema intelligente che crei una collaborazione basata sulla fiducia reciproca. La smart city, infatti, può essere città intelligente solo se mette a frutto tutte le sue capacità, si assume le sue responsabilità e cerca essa stessa le soluzioni ai problemi.

Al di là della fiducia serve chiarezza
La volontà di creare partenariati e dare fiducia non prescinde dal concedere appalti se non si è in regola. I primi documenti da acquisire per accertarsene sono: le Visure camerali, il DURC, il DVR per la sicurezza e i contratti di assunzione degli addetti. Deve essere contrattualizzato chiaramente il servizio che verrà reso, dimostrare la capacità finanziaria per affrontarlo e fare riferimento alle tabelle regionali per i prezzi corrispettivi dei servizi.
Uno dei documenti da richiedere è la visura camerale. Essa è in grado di dare uno spaccato completo delle informazioni legali, societarie e amministrative, compresa la sintesi dello Statuto e dell’Atto costitutivo, il capitale sociale, le sedi, le procedure concorsuali, gli amministratori, i sindaci. È anche possibile richiedere una visura storica, che riporti i vari cambiamenti nel tempo. La si può chiedere anche sul web, pagando i diritti camerali e la tariffa di servizio d’agenzia, dando la Partita IVA o la ragione sociale dell’azienda. Esistono siti specializzati in grado di fornire visure on line, e che sono in grado, grazie all’accesso a banche dati internazionali, di fornire informazioni economiche e commerciali sull’azienda, in modo da valutarne meglio affidabilità e solidità.

Fiducia al privato anche per i Beni storici grazie al PPP
Ma se il PPP riporta al dialogo amministrazioni e imprese locali, anche nel campo della difesa delle Opere architettoniche ha dimostrato di poter ottenere benefici non indifferenti. Infatti con la stessa formula è stato concesso l’appalto per la ristrutturazione del Colosseo alla famiglia Della Valle, che ha stanziato ben 25 milioni di euro, superando le vecchie ostilità sulla gestione del patrimonio artistico da parte dei privati.
Elisa Leuteri

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