domenica, 4 dicembre 2016
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Opinioni e commenti
 

Rai, stipendi e polemiche. Schietroma: “Via il canone”
Pubblicato il 25-07-2016


RAI-RiformaLa Rai si prepara alla operazione trasparenza. Le cifre ufficiali ancora non si conoscono, Dg e presidente non si sbottonano ma sulle indiscrezioni riportate da diversi quotidiani puntano il dito in molti, da Di Battista di 5Stelle che parla di stipendi “vergognosi” al segretario dem della Vigilanza Rai Michele Anzaldi (“compensi ben oltre il tetto imposto dal governo”) fino al presidente Pd Matteo Orfini che sottolinea come molti dei “beneficiari non hanno alcun mercato”.

Beppe Grillo dal suo blog lancia l’attacco direttamente al partito Democratico: “Lo sforamento del tetto di 240.000 euro è stato possibile grazie a un cavillo, del quale il MoVimento 5 Stelle con un emendamento ha chiesto l’eliminazione, ma tutto il Pd ha votato contro. La responsabilità di questo megaspreco è loro. Se fosse stata applicata la legge si sarebbero risparmiati milioni di euro all’anno”. Grillo nel post dà conto dell’esito della votazione sull’emendamento a prima firma Mirella Liuzzi che proponeva di applicare in ogni caso ai dipendenti Rai il tetto agli stipendi. Nel post viene inserito il link che elenca deputato per deputato la scelta al momento del voto sull’emendemento per concludere: “I deputati Pd che hanno votato a favore del mantenimento del cavillo devono restituire questi soldi allo Stato di tasca loro e gli stipendi dei dirigenti devono essere portati immediatamente al limite vigente”.

Ma il presidente della Rai Maggioni e il direttore generale Campo Dall’Orto si dicono sereni: “Per noi è una giornata molto importante”, dicono raccontando come questa rivoluzione “non sia solo un obbligo, ma un’opportunità”, parte del servizio pubblico” e “un modo per essere coerenti con il percorso di un paese”. Trasparenza, dice Maggioni, “vuol dire responsabilità, perché con i curricula pubblicati si potrà capire chi sono le persone ai vertici e quali capacità hanno”. Trasparenza, aggiunge Dall’Orto, “è sorella dell’innovazione. Non ci limiteremo al rispetto della norma, vogliamo portare online tutto quello che ci è consentito: abbiamo inserito anche gli stipendi del 2015 e da gennaio ci sarà il Qualitel. Sarà importante vedere l’effetto su un paese che ha bisogno di innovarsi”.

“Le recenti polemiche sui superstipendi della RAI – afferma Gian Franco Schietroma, coordinatore politico della segreteria nazionale del PSI – non fanno che aumentare le perplessità sul mantenimento del canone. I parlamentari socialisti, già dal 20 febbraio 2007, avevano presentato una proposta di legge per abolire il canone RAI totalmente per tutti, trattandosi di una sorta di tassa ormai anacronistica poiché, nel corso degli anni, erano e sono venuti meno quei presupposti (anche in relazione all’enorme aumento degli introiti pubblicitari) e quelle caratteristiche dell’ente televisivo che ne giustificavano l’esistenza. Peraltro è ancora più inammissibile continuare a vessare gli utenti con l’imposizione del pagamento del canone, quando la RAI procede ad un ingiustificato e considerevole spreco di risorse, affidandosi anche a costose produzioni esterne per i vari programmi televisivi, pur avendo un gran numero di dipendenti, con professionalità di rilievo e molto ben pagati. Inoltre – ha continuato –  in un momento in cui scendono i consumi, perché tante famiglie sono in grave difficoltà economica, gli italiani passano gran parte del tempo libero davanti alla televisione ed è davvero iniquo che vengano tassati anche per questo. D’altra parte – ha concluso l’esponete socialista – è assolutamente necessario ridurre la pressione fiscale, giunta ormai a livelli insostenibili”.

Edoardo Gianelli

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